“I veri voti arrivano da chi si schiera contro le restrizioni Covid”

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Oggi il vice direttore di CulturaIdentità Fabio Dragoni è stato ospite a L’Aria Che Tira su La7, con il deputato della Lega Dario Galli, il giornalista Federico Geramicca e Simona Malpezzi, copogruppo del PD in Senato.

Durante la trasmissione condotta da Francesco Magnani l’analisi della breve campagna elettorale estiva è partita da un tema da sempre centrale, le tasse, con particolare attenzione alla tassa piatta.

«Il centro-destra – ha affermato Dragoni –, seppur con qualche differenza di vedute sulla percentuale da fissare, è concorde nella volontà di detassare il lavoro con una flat tax. Secondo le analisi degli esperti di Forza Italia, con il 23% di tassa piatta si avrebbe invarianza di gettito e quindi il bilancio dello Stato non perderebbe nulla. Il progetto della Lega invece è più ambizioso, perché con il 15% ci sarebbe un minor gettito, ma del resto si fa una tassa piatta per semplificare e per lasciare più soldi nelle tasche dei contribuenti. Ovviamente tutto dipende da come viene organizzata e strutturata l’operazione, ma essa prevede sempre che vi sia uno scaglione minimo, una no tax area: ciò fa si che anche con un’unica aliquota il prelievo sia progressivo, rendendolo conforme alla costituzione. A scanso d’equivoci, il rischio che qualcuno paghi di più esiste ma, per essere onesti e corretti, bisogna ricordare come in tutti i progetti di legge flat tax esista una clausola di salvaguardia, che permetterà di continuare a pagare le tasse con il vecchio sistema se ritenuto più conveniente».

Proseguendo nella ricostruzione politica, il vicedirettore si è poi interrogato sulla solidità dell’appeal elettorale di Carlo Calenda, ancora tutto da dimostrare: «Per il momento si è saputo vendere molto bene. I sondaggi più generosi lo davano al 7 %, i meno generosi al 4%, ma attenzione perché dentro quelle stime c’era anche Più Europa, i radicali, che il loro 2-3% alle elezioni lo portano sempre. Quindi rimane tutto da vedere quale sia il vero appeal elettorale di Calenda. Quando sento dire lui ‘io ridurrò Forza Italia al 3%’, penso che è possibile che Forza Italia si spenga di morte naturale ma che bisognerebbe fare più attenzione a Silvio Berlusconi, che ha sempre dimostrato in passato di saper fare le campagne elettorali. Con questo non voglio dire che il Cavaliere sarà la forza trainante del centro destra, ma che chi pensa di pascolare a casa di Berlusconi facendo i suoi comodi secondo me dovrebbe rifletterci non con una ma con due attenzioni».

Dragoni ha poi ultimato il proprio intervento con un’acuta osservazione dell’elettorato: «In questo momento in Italia abbiamo 50 milioni di elettori: 30 milioni sanno già come votare, e a questi fanno riferimento i sondaggi, ma ci sono 20 milioni di indecisi. Fra questi ultimi moltissimi non andranno alle urne, mostrando una forte astensione, ma ci saranno 4 o 5 milioni di persone che andranno a votare e fra loro non ci sono piddini, perché il piddino sa come vota ed è sicuro. Quindi gli indecisi sono in gran parte elettori di centro destra delusi dalle restrizioni covid degli ultimi anni che o torneranno a votare il centro destra oppure daranno la propria preferenza a liste alternative. Dico dunque ai vari Calenda e Renzi: non contate sui vari indecisi per avere voti, perché secondo me quella gente non vi sta guardando». 

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1 commento

  1. La libertà è una cosa importante, le pecore non la hanno ancora capito

    lo capiscono quando ti portano al macello, troppo tardi

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