La bellezza di Norcia malgrado i burocrati che odiano i nostri simboli

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La basilica di San Benedetto è un lacerto. I pali di ferro sorreggono quello che è rimasto della facciata, il resto è crollato nel terremoto di 4 anni fa. L’impalcatura e il cantiere fermo sono il simbolo negativo di un’Italia che non rispetta i propri simboli, neppure quelli più forti. Per esuberanza miracolosa fu proprio l’umile santo, a cui le chiesa è dedicata, prima romito, poi cenobita, infine fondatore di una regola monastica, a gettare le basi di una nuova civiltà che sarebbe risorta sulle ceneri dell’impero romano e avrebbe fecondato un continente, l’Europa.

Norcia intanto ha trovato una nuova normalità. Ad agosto la città è piena, un turismo quasi solo italiano, se si esclude qualche straniero che risiede nello splendido Palazzo Seneca, i cui gestori, la famiglia Bianconi, non hanno rinunciato ad aprire la dimora storica, perfetto esempio della raffinata ospitalità italiana. Le poche norcinerie rimaste dentro le mura attirano clienti esibendo il frutto di quell’arte antica.

Da Brancaleone, Antonio fintamente burbero ma uomo di sapiente marketing taglia il prosciutto e lo allunga agli astanti che sono in religiosa fila e silenzio. Dopo l’assaggio estatico nessuno resiste all’acquisto culinario. Le altre botteghe alimentari, insieme ai molti negozi di merce varia, hanno riaperto in edifici provvisori subito dopo porta ascolana nella discesa che conduce più in basso alle casette prefabbricate dove ancora vivono centinaia di persone. Ora è estate e nei piccoli giardini sono sbocciati i fiori; d’inverno il panorama è desolato.

Poco più in là, un altro simbolo negativo del dopo terremoto: l’edificio che avrebbe dovuto funzionare da spazio pubblico per le riunioni del Comune è ancora chiuso e sulle vetrate ci sono i sigilli della magistratura. La piccola costruzione, voluta dal sindaco Nicola Alemanno, progettata gratuitamente da Stefano Boeri⁩ per ridare uno luogo alla comunità dopo il terremoto, realizzata con i contributi raccolti dal corriere della sera, e infine, appena inaugurata, messa sotto sequestro da un magistrato di Spoleto in quanto non conforme alla disciplina emergenziale, sta invecchiando vuota. Anche se la Cassazione ha già annullato una volta il provvedimento di sequestro.

Ci vorrebbe un capitolo a parte per spiegare la follia che imbarbarisce il nostro Paese e che non si ferma neppure davanti alle catastrofi. Comunque si è ritenuto che ci sia stato un abuso edilizio, anche se non si capisce per quale motivo o idea malsana il sindaco e il più grande architetto italiano avrebbero dovuto commetterlo approfittando del terremoto. In ogni caso la norma urbanistica prevede una responsabilità solidale, in caso di abuso edilizio, tra proprietario (Alemanno, in qualità di Sindaco), il Direttore dei Lavori (Boeri) e l’impresa esecutrice delle opere. Stefano Boeri ha chiesto rito abbreviato ed è stato assolto. La Procura ha proposto appello nei confronti della sentenza di assoluzione. Il Sindaco sarà ascoltato in prima udienza a Novembre. Quattro anni dopo.

Quattro anni dopo e ancora la ricostruzione muove solo i primi passi. Come a L’Aquila ci vorranno altri anni per cominciare a vedere davvero qualcosa. E paradossalmente non è una questione di risorse economiche, i soldi sono arrivati ma i lavori sono rallentati dalla burocrazia.

Dopo quattro anni, quattro governi e quattro Commissari, sembrerebbe che Giovanni Legnini, ultimo di questi, con alle spalle una lunga esperienza, abbia compreso in quattro mesi ciò che altri hanno faticato a capire in quattro anni.

Anche l’emergenza Covid-19 ha avuto il suo peso. Il sindaco Alemanno ha insistito, anche durante il lockdown, per far capire che un’emergenza come quella che ha colpito il Centro Italia non può essere gestita solo con deroghe alle leggi vigenti, ma occorrono norme straordinarie, senza rinunciare per questo a sicurezza, trasparenza e legittimità.

“Ora l’intero Paese, bellissimo ma fragile – ci dice – reclama semplificazione e un testo unico per la gestione delle emergenze e della ricostruzione; il Governo prova a fare l’ennesima azione di facciata, promulgando un Decreto Semplificazione, ma non so cosa ne uscirà. Per il momento il problema non sono le risorse economiche, bensì le regole per spendere quelle che abbiamo. Le nuove ordinanze del Commissario Straordinario per la Ricostruzione vanno in questa direzione. Il Parlamento ora però deve fare la sua parte con coraggio. Ed io ci spero”.

Intanto a Norcia c’è il sole. La gente sembra essersi abituata, passeggia evitando le impalcature. La statua di San Benedetto, il braccio destro proteso, lo sguardo abbassato, pare anch’essa incurante delle sorti delle umane genti.

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