La Milano di Sala contro i suoi cittadini, altro che inquinamento

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Milano, 1 Ottobre 2022. Entrano oggi in vigore le nuove disposizioni previste dalla giunta Sala relative all’Area B, la più grande zona a traffico limitato d’Italia con superficie pari a circa il 72% del territorio cittadino, attiva dalle 7:30 alle 19:30, dal lunedì al venerdì, con divieto assoluto di accesso a determinate classi di mezzi, da oggi ancora più ristrette. Da questo mese, infatti, per tutti i veicoli a benzina fino a Euro 2 (compreso) e per i diesel fino a Euro 5 (compreso), ritenuti eccessivamente inquinanti, la possibilità di accedere a Milano resterà un lontano ricordo, con il rischio di multe salatissime e sospensione della patente per i contravventori.

A niente sono valsi gli appelli lanciati da cittadini, associazioni di categoria, partiti e Regione Lombardia, nella speranza di ottenere quantomeno una proroga ad un provvedimento che andrà a colpire prevalentemente fasce di popolazione già provate da una situazione economica sempre meno rosea da due anni a questa parte.

Sono comunque previste delle deroghe per permettere ai cittadini di continuare ad accedere all’area interessata, ma temporanee e molto limitate. Difatti, le benzina Euro 2 o i diesel Euro 4 ed Euro 5 potranno accedere per 50 volte in Area B senza il rischio di multe fino a Ottobre 2023, quando il numero scenderà a 25 accessi annui per i residenti e a 5 per i non residenti. Un’altra deroga, valida però fino a Settembre 2023, è prevista per chi deciderà di acquistare un nuovo mezzo meno inquinante, anche grazie a limitati incentivi a fondo perduto.

A prima vista, queste dispense potrebbero sembrare anche adatte a garantire una transizione sostenibile verso un futuro più verde, ma nei fatti la realtà si dimostra ben diversa.

Infatti, per un lavoratore, uno studente o un pendolare di qualsiasi genere, soli 50 accessi annuali rappresentano un nulla di fronte ad una quotidianità fatta di 365 giorni. Gli incentivi a fondo perduto consistono in soli 3 milioni, incapaci di far fronte alle 165 mila vetture milanesi che si stima saranno impossibilitate a circolare (il 24% del totale), escludendo quelle dell’hinterland, con le quali si arriverebbe a un computo di 483 mila automobili totali, alcune delle quali con meno di 6 anni di vita. In aggiunta, i contributi comunali non andrebbero a coprire la totalità della spesa per il nuovo veicolo: per essere pratici, una modesta Panda ibrida verrebbe a costare a fronte dei 16.500 € originari, circa 12.000 €, una cifra non da poco per chi questo inverno dovrà affrontare bollette con cifre da capogiro e costi della vita sempre più alti. Vanno poi considerati i tempi di consegna sempre più lunghi per i nuovi veicoli, che rischiano di lasciare senza mezzi anche chi decidesse di rottamare la vecchia auto. Senza un adeguato servizio di mezzi pubblici, inoltre, i pendolari saranno costretti a spostare i propri veicoli nei comuni del circondario milanese, congestionandoli e aumentando notevolmente i livelli di inquinamento nella ricerca spasmodica di posteggi liberi sul confine con Milano.

L’assessore alla mobilità di Sesto S. Giovanni , Antonio Lamiranda (FdI), ha commentato così i provvedimenti : “Queste decisioni sono state prese dalla giunta Sala senza coinvolgere assolutamente i comuni di prima cintura di Città Metropolitana (di cui Sala è anche sindaco) che subiranno gli effetti di ciò. Un Sindaco di Città Metropolitana degno del ruolo avrebbe dovuto, con i suoi comuni, concertare il provvedimento, a protezione anche di questi”.

E non mancano appelli e critiche di specifiche categorie lavorative. Primi a protestare i tassisti, considerati un servizio di pubblica utilità solo all’occorrenza, molti dei quali saranno colpiti dai divieti e costretti a lavorare di notte, quando dopo le 19:30 le 188 telecamere di Area B si spegneranno. Ci sono artigiani, come idraulici, elettricisti o tutte quelle categorie abituate a servirsi del proprio mezzo come laboratorio, che saranno impediti nella propria attività. Le aziende di bus turistici, per rinnovare la propria flotta, lamentano di dover investire circa 250.000 euro per veicolo. Proteste anche dai sindacati di Polizia e, più in generale, da migliaia di cittadini, a cui sarà negato il diritto di muoversi con un proprio mezzo.

È infine stata prevista anche la possibilità di aderire ad un programma che a un costo annuale di 50 euro consenta alle macchine “fuorilegge” di usufruire di una quota variabile fra i 200 e i 2000 km annui, da non intendere però solo come quelli percorsi nella fascia oraria del divieto, cioè dalle 7.30 alle 19.30, ma anche di notte e su tutte le strade sia di Area B sia di altri 560 comuni dotati di strategie antinquinamento. Una soluzione a tratti controproducente per i consumatori.

C’è quindi da chiedersi quanto nei fatti verrà migliorata la qualità dell’aria di fronte alle migliaia di multe che verranno staccate per rimpolpare le casse comunali, anche grazie alle scarse informazioni confusionarie date ai cittadini, a detta dei partiti di opposizione a Palazzo Marino.

Quello di Sala si dimostra l’ennesimo provvedimento di una sinistra eco-ideologizzata, incapace di guardare alle reali esigenze dei ceti produttivi, di lavoratori e periferie, nel sogno utopico di una città verde e senza macchine. Ecologia non deve significare solo tutela della natura, ma anche convivenza armonica dell’uomo in un quadro di società rispettosa dell’ambiente e capace di transizioni economicamente sostenibili.

Sindaco Sala, possiamo ben capire che nella sua centralissima Cerchia dei Bastioni sia abituato a incontrare macchine elettriche targate F o G, ma deve sapere che è anche grazie alle vetture targate C, D e E che una città come Milano può continuare a pulsare al suo ritmo.

E se sulla pagina comunale dedicata all’Area B compaiono in grassetto paragrafi dai titoli “L’Area B è equa” o “L’Area B è efficace”, non possiamo fare a meno di pensare ai distopici “comandamenti” orwelliani della “Fattoria degli animali”, mentre centinaia di migliaia di milanesi e lavoratori dell’hinterland dovranno da oggi fare i conti con un ulteriore spinoso problema, lasciati soli da un’amministrazione inadatta a rispondere ad esigenze concrete in nome di quella ideologia green capace di guardare all’uomo solo come causa di ogni male e distruzione per proprietà metafisica, e non come elemento da integrare in un contesto.

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2 Commenti

  1. QUESTO SALA E’ UN IRRESPONSABILE CON UNA FACCIA TOSTA E NON CONOSCE LA VERGOGNA.MILANO POSSIEDE UNA RETE DI METROPOLITANE INVIDIABILE. BASTEREBBE ORGANIZZARE DEI PARCHEGGI ‘G R A T U I T I !!!’ NEI PRESSI DELLE STAZIONI DELLA METRO PER I PENDOLARI COSI’ SI LIMITEREBBE L’INQUINAMENTO DELL’ARIA IN CITTA’, IL TRAFFICO URBANO ED I PENDOLARI RISPARMIEREBBERO TEMPO OLTRE CHE LE SPESE PER LA BENZINA!!!!!

  2. cosa volete che commenti?? lo schifo di questi ambientalisti e’ enorme, ma tant’e’ lo hanno votato il cretinoi comunista ora se lo godano!!!

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