L’origine del nome “Lambro”

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Nato presso l’Alpe del Piano Rancio dalla sorgente Menaresta, nel cuore del Triangolo Lariano, coi suoi 130km di lunghezza, prima di immettersi nel Po, il fiume Lambro scorre per buona parte della Lombardia e della Brianza, segnandone paesaggi e territorio, ma non solo. Nel suo nome, infatti, il fiume potrebbe contenere una delle prove tangibili della originaria occupazione celtica dei territori della provincia brianzola, a testimonianza di quanto la toponomastica conservi memoria storica delle vicende di un luogo. Infatti, secondo alcuni studiosi, il nome Lambro deriverebbe proprio da una radice celtica (LAM-) che sarebbe da riferire agli ambienti “paludosi”.

Inoltre altri toponimi simili a “Lambro” (Le Lambres, Ruisseau de Lambre, Le Lambre) sono riferibili proprio ad altre località transalpine che, in origine, sappiamo con certezza fossero anch’esse territori gallici.

Tuttavia, non manca chi ha sostenuto la tesi di un’origine greca del nome, da riferire agli aggettivi:

-ἐλαφρός (elafrós), ovvero agile, veloce.

-λαμπρός (lamprós), ovvero lucente. Questa ipotesi appare però difficilmente dimostrabile, dal momento che siamo informati del fatto che già in età antica le sue acque non fossero troppo limpide. Infatti, ne “Il diario di viaggio del cardinale Luigi d’Aragona in Germania, Olanda, Francia e Altaitalia, 1517-18” scritto da  Don Antonio de Beatis, canonico di Molfetta, l’autore ricordava che il fiume che scorreva a Monza fosse “fangosissimo, in antitesi col suo nome”. Si può quindi ipotizzare, al massimo, che il nome (se fosse corretta la derivazione dal greco lampròs -spendente- ) fosse stato assegnato proprio in antitesi alle sue caratteristiche.

Tuttavia, rimane improbabile che un toponimo in un’area di occupazione celtica derivi in maniera diretta dal greco. Allo stesso tempo, non bisogna farsi trarre in inganno dal detto: “ciar cumè l’acqua del Lamber” (ovvero “chiaro come l’acqua del Lambro”). Non è infatti dimostrabile se il suo luogo di origine sia Monza o piuttosto Milano: il fiume scorre per tanti chilometri, e non sarebbe improbabile che questo detto si riferisse in origine ad una particolare area  (forse il Lambro Meridionale, verso Gratosoglio) e che poi per esteso sia stato adattato per tutto il suo corso.

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