La Maddalena cuore degli eroi del mare che respinsero Napoleone

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Foto CC 3.0 Gianni Careddu

Parla il vicesindaco Federica Porcu: “La prossima nave della MMI sarà dedicata a maddalenese Domenico Millelire”

Ambiente e Cultura sono legati l’uno all’altro e noi di CulturaIdentità da tempo difendiamo questo connubio. La Maddalena è un chiaro esempio della perfezione di questa unione: “Noi abbiamo una cultura intrinseca al nostro passato, questo ci permette di avere una presenza turistica consistente non solo nei periodi estivi e noi come amministrazione stiamo valorizzando tutti gli aspetti culturali della nostra isola, che è anche la nostra storia”, ci dice Federica Porcu, vice Sindaco e Assessore all’Ambiente. “Le posso infatti dire che il 23 febbraio 2022 abbiamo inaugurato Piazza 23 Febbraio che rievoca la storica battaglia fra Napoleone Bonaparte e Domenico Millelire, giovane maddalenino che contrastò l’attacco francese. Abbiamo ristrutturato la piazza e la palla di cannone originale che Napoleone sparò ed un bronzo originale del 1928 che il Comandante del Regio sommergibile Millelire affidò alla Città il giorno della consegna della bandiera di combattimento. L’inaugurazione è stata un’impresa straordinaria. Ad agosto poi abbiamo ricevuto l’ok da parte del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare di intitolare la prossima nave della Marina Militare proprio a Domenico Millelire, il nocchiere che il 23 febbraio 1793 respinse l’assalto di Napoleone: il varo della Domenico Millelire sarà nel 2024. Un altro fiore all’occhiello è il Museo Archeologico Navale Nino Lamboglia, che ospita il relitto di una nave romana naufragata intorno al 120 a. C, e che è al momento chiuso. Un discorso che richiama fra l’altro il recupero dei natanti abbandonati: “La Regione Sardegna ci ha conferito il finanziamento per il recupero e lo smaltimento dei natanti abbandonati, fatti di materiale spesso diverso, dal legno alla resina, prosegue il vice Sindaco e Assessore. Il Museo Archeologico è al momento chiuso, ma abbiamo avviato la progettazione del restauro. Presto sarò visitabile”.

Abitata sin dal Neolitico, La Maddalena e le sue isole rappresentavano uno strategico scalo per i traffici commerciali (soprattutto di ossidiana del Monte Arci) nel Mediterraneo. Ma è solo nel 1861, quando, in seguito alla creazione del Regno d’Italia, la Marina Militare instaura nell’arcipelago il suo centro operativo con le prime palazzine, l’Ammiragliato e le caserme a Cala Gavetta, che si costituisce il nucleo originario della città. Nel contempo si sviluppa un’altra comunità, quella dei pastori corsi che, ormai passati alla condizione di sudditi sardi, vivevano sul Collo Piano, dove un cappellano, per contribuire ad aggregarli, aveva fatto erigere la prima chiesa dell’isola intestata alla SS.Trinità. La parrocchia, costruita con conci a vista di pregiato granito locale (lo stesso con cui è stato realizzato il basamento della statua della libertà di New York), rimane ancora oggi un adorato luogo di culto e una meta di fedeli imploranti grazie e miracoli.

Pian piano il borgo si popola e nel 1948, con Decreto del Presidente della Repubblica, La Maddalena viene ufficialmente elevata da Luigi Einaudi al rango di città.

La sua storia è da sempre legata alla tradizione militare: qui il nocchiere maddalenino Domenico Millelire (la prima medaglia d’oro al valore militare) con i suoi cannoni riesce a far battere in ritirata Napoleone Bonaparte, e sempre da qui l’ammiraglio Nelson coordina l’offensiva inglese contro i francesi, definendo l’isola come “il più bel porto del mondo”; ma soprattutto a La Maddalena, per opera di Giorgio Andrea Des Geneys, il più illustre e ardimentoso marinaio della flotta sabauda, viene istituita la Marina Sarda (sede della marina del Regno di Sardegna fino al 1815) dalla quale per fusione delle marine regionali nel 1861 nascerà la Marina Militare Italiana.

Des Geneys aveva anche fatto costruire la nuova parrocchia di Santa Maria Maddalena (patrona della città festeggiata il 22 luglio di ogni anno con una suggestiva processione a mare) sita nel cuore del centro storico cittadino, che conserva nel museo diocesano due candelabri e un crocifisso donati da Nelson come ringraziamento ai maddalenini per l’ospitalità ricevuta.

Tra i tanti reperti storici della città c’è anche il misterioso relitto di una nave oneraria romana naufragata nei pressi del vicino isolotto di Spargi intorno al 120 a.C. e custodita nel Museo Archeologico Navale Nino Lamboglia (chiuso, ma di prossima riapertura). Basta poi spostarsi di qualche chilometro e, a Caprera, troviamo la famosa Casa bianca dove Garibaldi decise di trascorrere la sua vita fino alla fine dei suoi giorni.

Non solo incantevole mare e macchia mediterranea, La Maddalena si rivela un affascinante tesoro da scoprire così come la videro coloro che in passato legarono le loro vite a questi luoghi.

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