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L’incontro-scontro tra Occidente e Oriente è stato al centro dell’ultima serata del Festival delle Città Identitarie, il progetto ideato da Edoardo Sylos Labini per riscoprire e valorizzare i simboli identitari delle città e dei borghi della provincia italiana, sostenuto dal Ministero della Cultura, dal Centro per il Libro e la Lettura, da Regione Liguria e dal Comune di Loano, con la partnership dell’Istituto per il Credito Sportivo e RAI News 24.
Ad aprire la serata l’intervista di Edoardo Sylos Labini al governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ha elogiato l’offerta turistica fortemente identitaria del territorio: “La Liguria, in questi anni, ha saputo diversificare la sua offerta turistica e farla diventare identitaria: abbiamo un territorio che vanta il più alto numero di Bandiere Blu di Italia, un alto numero di Bandiere Arancioni dei borghi storici, parchi regionali e nazionali come quello delle Cinque terre, l’enogastronomia, un entroterra straordinario”, sottolinea il governatore. La Regione “è tornata ad essere una delle grandi destinazioni turistiche del mondo e i numeri ce lo confermano: quest’anno è stata apprezzata molto dagli italiani e dagli stranieri, che quest’anno sono tantissimi”. Nulla di paragonabile con l’Albania, che “sta facendo una crescita importante, ma immaginare che sia paragonabile all’Italia è come immaginare che una squadra di scapoli e ammogliati giochi contro il Real Madrid. Loro giocano per classificarsi, fanno bene. E’ un paese che deve crescere, che punta giustamente sul turismo, ha la capacità di offrire al mercato prezzi contenuti”, però paragonarlo “al Paese che ospita la percentuale più alta di beni culturali al mondo, le spiagge più famose, l’enogastronomia” è eccessivo.
Sulle note delle melodie mediterranee ed arabe dei Dounia, formazione italo-palestinese nata nel 1996, si è aperto il talk Dalla battaglia di Lepanto tra Oriente e Occidente, con il giornalista e scrittore Magdi Cristiano Allam, il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta e il vicedirettore de Il Giornale, Francesco Maria Del Vigo.
“Credo che chiunque venga in Italia deve rispettare le nostre leggi e adempiere alle nostre regole”, spiega Allam. Ad esempio, “il velo che copre il corpo della donna è offensivo per la dignità, perché si fonda sulla presunzione che il corpo della donna sia peccaminoso e vada coperto. Dobbiamo rifiutare questo concetto e chiarire a chi sceglie” di vivere in Italia che “la pari dignità tra uomo e donna non può essere messa in discussione e che la libertà di scelta è un valore irrinunciabile”, spiega. “Dobbiamo convivere con quei musulmani che, all’interno di casa nostra, condividono le nostre leggi, osservano le nostre regole e che sono parte integrante dello sviluppo del nostro Paese, ma dobbiamo avere l’onestà di dire che ciò che Allah prescrive nel Corano e ciò che ha fatto Maometto è incompatibile con i valori su cui si fonda la civile convivenza”, continua Allam. “La convivenza è fondamentale tra le persone”, ma “deve sempre essere contestualizzata in un tempo e uno spazio ben preciso e non può che fondarsi sulle leggi, sulle regole, sulla tradizione e sull’identità” del territorio. Ci siamo dimenticati ciò che siamo, arriviamo al punto di rinnegarlo: questo rappresenta un vuoto e il vuoto nella storia viene sempre colmato. Dobbiamo recuperare la certezza e l’orgoglio di chi siamo, affinché la convivenza possa promuoversi sulla base di certezze”.
Anche per monsignor Suetta, “le persone devono imparare a convivere. Con i migranti in transito sul nostro territorio non abbiamo mai la possibilità di approfondire un dialogo, facciamo pochissimo per evangelizzare queste persone: mi preoccupa molto che non abbiamo il coraggio di dircelo, perché l’evangelizzazione – insieme al cibo e alle cure e al supporto – sarebbe qualcosa di prezioso. Bisogna avere l’onestà intellettuale di dirlo: con l’Islam un punto assolutamente inconciliabile è il ruolo della ragione nella fede”.
















… “Bisogna avere l’onestà intellettuale di dirlo: con l’Islam un punto assolutamente inconciliabile è il ruolo della ragione nella fede”. Della serie due parallele sullo stesso piano non si incontreranno mai.
Trump, intanto, è stato arrestato. Con contorno di foto segnaletica. E qualcuno parla di “parodia della giustizia”. Quando invece sembra la dimostrazione incontestabile che i Dem di ogni latitudine sono la quintessenza della turpitudine. Il fatto poi che non provino un minimo di rossore e non si rendano conto della loro oceanica stupidità è irrilevante. A raccontarlo sono i tantissimi anni della lunga e infruttuosa caccia a Berlusconi, nonostante l’interpretazione a tutto campo della Legge. Senza che il Quirinale e il Csm, né la Stampa, né gli stessi parlamentari d’aria, abbiamo mai usato la testa per dire che l’interpretazione della legge, per come è stata fatta e per come continua a essere fatta, non è stato altro e non è altro che un legiferare continuo. Così, le toghe, da amministratori della Legge sono diventate la Legge. Senza che mai nessuno, dal presidente della Repubblica a scendere, ha fatto rilevare che la personificazione della legge è un reato: il più criminale dei reati.
Mentre sull’invasione, da qualche parte orchestrata, pur consapevoli che gli unici a guadagnarci sono i commercianti di carne umana, tutti a mettere lingua. Con il solo interesse di coltivare il proprio campicello.
Il problema è che chi arriva in Italia da paesi afro/islamici, non viene per “adattarsi”….Viene per conquistare !