Mattia Ferrarese: Sicurezza a Milano, misure ferree per chi trasgredisce

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Nato a Segrate (MI), 28 anni, Mattia Ferrarese è stato eletto Consigliere municipale presso il Municipio 3 di Milano nel 2021 con 114 voti di preferenza, risultando il secondo eletto nella lista di Fratelli d’Italia (FdI). È Presidente del Ducati Club di Milano da oltre 10 anni ed ha esperienza lavorativa in ambito logistico e bancario. Ecco le sue proposte e i punti principali del suo impegno politico.

Quando e come è nata la tua passione per la politica? 

La mia visione della politica si sofferma sull’indirizzo, la direzione, la programmazione e l’insieme di decisioni che riguardano la vita del cittadino. Ogni nostra esperienza viene regolamentata e permessa dalle decisioni della politica, sia essa territoriale o nazionale: risulta quindi facile comprendere come sia arrivato ad interessarmene fin dall’adolescenza. Sono sempre stato attratto dai fenomeni sociali e dai loro sviluppi, utili a comprendere l’intero filone  evolutivo dell’essere umano come interprete e attore all’interno di una comunità. In famiglia ho ricevuto grandi insegnamenti di matrice valoriale, sviluppati nel corso degli anni attraverso approfondite ricerche personali e molte ore passate a leggere ed informarmi: proprio quando ho maturato una concezione personale, sono iniziati i primi scontri con professori e compagni di classe. Ricordo ancora quanto mi divertissi a dibattere con una professoressa, dichiaratamente di sinistra, su questioni storiche, umanistiche, filosofiche ed interpretative. Il grande lockdown ha sicuramente riacceso in me una fiamma alimentata dalla necessità di cambiare direzione ad una Nazione allo sbando e alla mia città, Milano, che ormai non riconosco più per quanto sia degradata ed abbandonata.

Come procede la tua attività di Consigliere municipale? Quali iniziative intendi promuovere per valorizzare il Municipio 3? 

In tutta sincerità, è frustrante: nonostante in alcuni ambiti io tenti di apportare competenze ed esperienze personali, la maggioranza tenta sempre di mettere a tacere la nostra attività per mere questioni politiche. Questo, per ovvi motivi, non riesce a permettere lo sviluppo del bene superiore dato dall’opera comune utile al cittadino. Ho ben valutato di portare avanti battaglie concrete per la riqualifica ed il miglioramento di interi quartieri, ma spesso la sinistra tenta la via della strumentalizzazione e della delegittimazione. Non sono chiaramente mancati gli accesi dibattiti, in particolare quando non venga rispettato il regolamento vigente per i Municipi. Lo trovo ingiusto, ma ripeto, per il rispetto che dobbiamo principalmente ai milanesi. A prescindere dal fatto che ci abbiano votato o meno.

Riassumerei le mie proposte in tre parole e nell’ordine seguente:

Sicurezza, Assistenza e Ambiente.

Sicurezza – Dobbiamo concepire una città che permetta a chiunque di potersi muovere serenamente a qualsiasi ora del giorno e della notte. Per fare ciò, in primis, ritengo sia indispensabile garantire margini da cui siamo ancora molto distanti: esistono svariati modi per garantirli e tra questi sicuramente servono presidi e presenza delle Forze dell’Ordine, una valida rete di telecamere ed un maggior efficientamento dell’illuminazione.

Assistenza – La politica odierna è distante dalle esigenze del cittadino. Non su tutti i fronti, sia chiaro. Ma ho scelto Fratelli d’Italia proprio per una coerenza ed una concretezza differente da quelle degli altri partiti: per quanto già precedentemente riferito in merito alla mia visione politica, se gli organi direzionali sono distanti dalle necessità della comunità, non potranno che nascere decisioni infruttuose ed inadatte. Servono servizi diretti e che si prendano cura delle richieste del cittadino: da semplici linee telefoniche dedicate alla singola categoria, fino ad uffici competenti che possano favorire l’iniziativa personale. Tempismo e preparazione sono temi che il Comune di Milano affronta difficilmente, ma se venissero sviluppati differentemente, cambierebbero radicalmente la realtà quotidiana.

Ambiente – Non tratterei il tema secondo i canoni del green-washing. La cura per l’ambiente parta dai piccoli gesti, ma senza mai dimenticare il quadro generale della situazione. Come possiamo permettere che alcuni edifici pubblici, tra cui anche quelli comunali, abbiano ancora le caldaie a gasolio? Il 6% del PM10 annuo milanese viene coperto solo dall’esplosione di materiale pirotecnico ed innalza particolarmente i livelli nei giorni più vicini alla fine dell’anno: esiste già un regolamento per la qualità dell’aria ma non viene fatto rispettare. Diventa lecito tentare di capire i motivi di questo lassismo su controlli e contravvenzioni contro i trasgressori. Infine, dato l’aumento degli animali d’affezione, proporrò maggiore spazio per gli amici animali e non semplicemente aree dedicate ai bisogni fisiologici. Nel Municipio 3 godiamo di uno dei parchi più grandi di Milano, il Parco Lambro. Credo sia utile implementare le aree dedicata alla fase educativa e ludica sia per gli esseri umani, sia per gli animali attraverso canali già testati in altre aree d’Europa con discipline rispolverate, come la Callistenia o l’Agility dog. Servono circoli virtuosi per attrarre gente e vagliare eventi di caratura internazionale.

Nel corso dell’ultima campagna elettorale, hai espresso più volte la contrarietà alla realizzazione di piste ciclabili che siano mal concepite. Essendo un tassista, potrai convenire che l’inefficienza della giunta Sala si riflette sulla pessima gestione del traffico. Un altro modello di viabilità urbana è possibile? 

Sono contrario alle opere ideologizzate e propagandistiche fini a sé stesse. Un nuovo modello di viabilità urbana deve prevedere tutti i soggetti che possano godere della rete milanese: questo significa destinare regole eque per tutti, garantire fluidità negli spostamenti e poter usufruire di un ventaglio di opzioni in continua evoluzione. Significa anche compiere scelte responsabili e senza il fine ultimo del clamore o della polemica: la metropolitana milanese, ad esempio, dovrebbe funzionare in orari notturni, almeno nel weekend. Il servizio di taxi condiviso esiste da molti anni, ma non è mai stato pubblicizzato adeguatamente. Eliminare il free floating è un dovere civico, per evitare disguidi e disagi dati dall’abbandono di cicli e monopattini su ogni marciapiede. Come dichiarato da alcuni Assessori e Consiglieri della sinistra milanese, il problema per loro non è meramente legato all’inquinamento, ma alle vetture e al fatto che stazionino o si muovano per le grandi arterie: tentare di eliminare alcuni comparti della mobilità non farà altro che allontanare le persone da Milano, a favore di altre grandi città dove molti limiti non esistono, con conseguente perdita dell’indotto commerciale e turistico. Non parliamo delle code dovute ai ritardi sui lavori o al restringimento delle carreggiate, capaci di mettere in difficoltà i mezzi di soccorso. Potremmo averne tutti bisogno, ricordiamocelo bene. Ancora una volta, ritengo indispensabile il confronto tra i conducenti di mezzi pubblici, esperti tecnici ed Amministrazione. Non vengono mai aperti abbastanza tavoli di lavoro in questo frangente.

Purtroppo, abbiamo visto scene drammatiche in Piazza Duomo a Capodanno. Quali misure potrebbero porre fine alla violenza, all’insicurezza e al degrado cittadino? 

La prevenzione è una componente considerevole sulle questioni legate alla sicurezza di una città.

Resto basito dal fatto che il Sindaco sia rimasto meravigliato da quanto accaduto: Piazza dei Mercanti è pericolosa da molti anni e la Giunta non ha mai ascoltato le denunce delle associazioni e dei cittadini. Mi rattrista il fatto che non sia la sola. La sinistra non ha il coraggio di affrontare questi problemi, perché altrimenti dovrebbe dichiarare il fallimento su tutta la linea. Durante la prima Commissione Sicurezza del 2022, ho richiesto di discutere dei fatti di Capodanno avvenuti all’interno del Municipio 3, tra auto bruciate, colpi sparati in aria, cestini ribaltati ovunque o fatti esplodere; non solo la mia richiesta è stata rigettata, ma quando lo abbiamo fatto presente, ci è stato silenziato il microfono. Servono misure ferree per chi trasgredisce le regole e mette a repentaglio l’equilibrio di un’intera realtà, altrimenti rischiamo il paradosso ed il fatto che queste situazioni si protrarranno, fino a diventare consuetudine.

Considerando la tua recente visita al Parlamento europeo, come descrivi l’impegno di Fratelli d’Italia a Bruxelles? Si può creare maggiore sinergia tra Milano e l’UE? 

Giorgia Meloni resta il leader indiscusso dei Conservatori e Riformisti Europei, ancora una volta dalla parte giusta dell’Emiciclo. L’impegno dei nostri Europarlamentari è evidente e costante, perché credere nell’Europa dei Popoli significa anche farsi carico dell’immensa responsabilità di voler dissentire a pratiche ideologiche subordinate al pensiero unico. La sinergia tra Milano e l’UE è indispensabile per poter restare sul treno dei protagonisti. I fondi però dovrebbero seguire canali soggettivi in funzione delle differenti esigenze, analizzate ciclicamente per poter seguire le metamorfosi urbane ed incarnare, così, lo spirito del tempo. Magari, anticipandolo.

Passiamo ad una breve analisi elettorale. Milano è stata la culla del riformismo nella prima Repubblica, in seguito una roccaforte del centrodestra. Dopo i successi di Albertini e Moratti, perché il centrodestra milanese stenta ad affermarsi? A cosa è dovuto l’esito delle scorse amministrative e quali strategie bisogna intraprendere per ritornare alla guida di Palazzo Marino? 

Milano è sempre stata capace di ammaliare elettori di destra e di sinistra, ma senza mai appartenergli. Certo, i visionari progetti delle giunte di centrodestra hanno saputo rispondere all’immobilismo delle gestioni pregresse, ma il termine lavori è giunto proprio quando è cambiata la giunta: Pisapia e Sala hanno giocato a fare i taglia nastri senza mai esporsi con troppo coraggio. L’esito delle scorse amministrative si potrebbe leggere in molti modi, ma credo che l’unico realmente oggettivo sia quello della sconfitta. La sconfitta della politica come espressione della volontà popolare, sicuramente amplificata da un periodo storico molto particolare, in cui ognuno dovrebbe fare mea culpa. Un celebre allenatore ama ripetere che: “Chi vince festeggia, chi perde spiega”. Mi domando, quindi, perché il Sindaco rieletto (con il consenso del 27% degli aventi diritto al voto) passi più tempo a giustificarsi, piuttosto che crogiolarsi in quello che ritiene un risultato importante. L’affluenza alle urne è stata tra le più basse mai registrate per il Capoluogo meneghino e questo dovrebbe essere un dato significativo da tentare di comprendere in maniera approfondita. Bisogna dare atto ad una grande strategia comunicativa, che però diviene sterile quando bisogna affrontare i problemi concreti del quotidiano. Ritengo che il ritorno a Palazzo Marino sia imprescindibilmente legato ad una visione coraggiosa e lungimirante della città, capace di trainare l’Italia intera, sotto molti aspetti. Ascolto, programmazione e concretezza saranno le colonne portanti del mio tempio di lavoro, sempre con la dovuta umiltà di chi preferisce apprendere prima di predicare, con professoralismo sinistro, dal pulpito dei sermoni.

Menziona tre personaggi pubblici che, a tuo avviso, hanno contribuito a rendere migliore Milano e motiva la tua scelta. 

Alessandro Manzoni, per la sua contemporaneità imperitura che persiste, quasi senza tempo, ancora oggi. Indro Montanelli, per la sua tagliente opera con la celebre Lettera 22, capace di spronare gli insicuri e ridestare gli animi. La terza opzione ho deciso di dedicarla a tutti gli uomini che conducono quotidianamente mezzi pubblici, agli operatori ecologici, alle Forze dell’Ordine ed al personale sanitario, che permettono, silenziosamente, a Milano di essere così grande.

Fratelli d’Italia sta crescendo molto anche in Lombardia. Si sta avviando una nuova stagione per il partito? Quali piani hai per il futuro? Vorresti proseguire il tuo impegno in politica, magari sul piano nazionale? 

Fratelli d’Italia vive una florida stagione grazie all’immenso seminato di anni ed anni di duro e costante lavoro, finalmente al culmine con una capillare distribuzione su tutto il territorio lombardo.

Ora servono continue conferme elettorali che permettano di operare direttamente sul territorio e sempre per il bene dei cittadini. Ho imparato, direttamente dalla biografia di Giorgia Meloni, che per fare bene politica si debba sempre essere pronti ad uscire di scena: risponderò sempre alla chiamata di chi avrà bisogno del mio servizio a qualsiasi livello debba accadere e sempre seguendo la trafila utile ad acquisire l’esperienza necessaria per offrire competenza e serietà. Senza limiti e senza compromessi.

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