Nasce il primo master italiano in Medicina Ambientale

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Roma 15 Luglio 2020. Grazie alla partnership tra la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e l’Università degli Studi Niccolò Cusano – leader nella didattica telematica – partirà il 1° agosto 2020 il primo Master di II livello in “Medicina Ambientale”, novità assoluta nel panorama formativo nazionale, aperto non solo a medici ma anche a laureati in discipline scientifiche, ingegneristiche, statistiche, economiche, giuridiche e umanistiche.

“L’emergenza Covid-19 ci ha abituato alla didattica a distanza anche per l’istruzione superiore – dichiara il professor Fabio Fortuna, Rettore dell’Università degli Studi Niccolò Cusano -. Si tratta di un settore che ha confermato il trend di crescita positivo anche in piena pandemia, registrando un incremento totale delle iscrizioni pari al 41% rispetto a marzo 2019. Ad arricchire l’ampia offerta formativa dell’Ateneo, il Master in ‘Medicina Ambientale’ che ha un duplice obiettivo: da una parte, formare professionisti in grado di identificare e valutare problematiche di salute correlate all’esposizione ambientale, dall’altra, fornire conoscenze adeguate sull’approccio ‘OneHealth’ – adottato a livello europeo e internazionale- che individua un legame indissolubile tra salute umana, benessere animale e salubrità dell’ambiente e degli ecosistemi”.

“La Medicina Ambientale è una visione interdisciplinare delle conoscenze e dei saperi che mira a definire i determinanti ambientali della salute umana in funzione della prevenzione primaria di numerose malattie o condizioni che possono riconoscere cause o concause negli ambienti di vita o di lavoro” – spiega il professore Alessandro Miani, Presidente SIMA -. L’ambiente può essere un fattore di rischio e incidere sulla nostra salute in modo decisivo. Questo accade perché l’uomo ha un impatto (drastico) sulla natura: disboscamento, scarichi industriali, uso indiscriminato di pesticidi, ecc. La medicina ambientale ha il compito di identificare e studiare i fattori di rischio ambientali per la salute umana in chiave preventiva, ricercando soluzioni proprio nell’ambiente e attuando protocolli di intervento specifici e interdisciplinari”.

Gli fa eco Prisco Piscitelli, epidemiologo e vicepresidente SIMA: “Parlare di Medicina Ambientale significa tornare laddove è nata l’arte medica e lo stesso concetto di salute: già Ippocrate aveva scritto sulla salubrità dei luoghi e delle acque e fin da tempi immemori le prime cure di molte malattie consistevano nel cambiare ambiente di vita, respirare aria nuova in riva al mare o in montagna, bonificare gli ambienti domestici o di lavoro. Occuparsi di Medicina Ambientale vuol dire puntare a minimizzare le esposizioni a fattori già noti o presunti, che possono essere alla base di malattie respiratorie, allergie, manifestazioni cutanee, malformazioni fetali, disturbi del neurosviluppo, malattie cardiovascolari e tumori. Medicina Ambientale significa tutela della salute pubblica, in particolare dei soggetti più fragili come nascituri, bambini e anziani o anche economicamente più svantaggiati”.

“Ad oggi l’interesse per la relazione tra salute e ambiente ha rappresentato solo un ambito di sensibilità personale o al limite deontologica, su base volontaristica, per alcune categorie professionali, medici in primis. Quello che SIMA intende offrire grazie alla collaborazione con UniCusano, che ne ha sposato la vision, è arrivare a qualificare con un Master universitario il lavoro di diversi professionisti che si occupano quotidianamente di determinanti ambientali della salute in ambito medico o fisico, chimico, ingegneristico, modellistico-previsionale, economico e umanistico”, prosegue Miani.

“L’argomento del Master è estremamente attuale e in linea con gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Secondo l’OMS, circa il 24% di tutte le malattie nel mondo è dovuto all’esposizione a fattori ambientali. I dati mostrano anche come decessi, malattia e disabilità possano essere effettivamente ridotti ogni anno attraverso una politica ambientale adeguata. L’eccellenza formativa della UniCusano incontra l’esperienza di SIMA: una partnership didattica che matura dalla condivisione della stessa mission e che formerà figure professionali che potranno vantare una preparazione adeguata e certificata da spendere nella loro professione”, conclude Fabio Fortuna.

Al via dal 1 agosto 2020 il primo master italiano in Medicina Ambientale, nato dalla collaborazione tra ùUnicusano e SIMA

Il Master avrà inizio il 1° agosto 2020 e si svolgerà in modalità e-learning con piattaforma accessibile 24h/24h in modo da consentire un approccio flessibile allo studio. In piattaforma lo studente avrà accesso a lezioni video, materiale didattico, eventuali test di verifica predisposti dal docente. Il corso sarà inoltre arricchito da seminari in presenza/webinar, dove saranno affrontati differenti case studies di attualità, presentando problematiche e possibili soluzioni basate sull’innovazione tecnologica e la sostenibilità.

Per iscriversi è necessario aver conseguito un titolo di Laurea quadriennale, quinquennale, specialistica o magistrale in una delle seguenti facoltà universitarie: Medicina e Chirurgia, Biologia, Biotecnologie, Farmacia, CTF, Economia, Filosofia, Giurisprudenza, Informatica, Ingegneria, Psicologia, Scienze della Comunicazione, Scienze Politiche, Sociologia.

Qualora si possieda un titolo di Laurea diverso – sempre quadriennale, quinquennale, specialistica o magistrale – è possibile iscriversi al Master dimostrando di avere almeno 3 anni di qualificata attività amministrativa in Aziende Sanitarie o Enti pubblici di media o grande dimensione. L’iscrizione al Master è, ad ogni modo, incompatibile con altre iscrizioni a Corsi di laurea, Master, Corsi di perfezionamento, Scuole di specializzazione e Dottorati. Per maggiori informazioni, consultare il sito unicusano.it/master/medicina-ambientale

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