Non si vive di solo pane, l’acqua è fondamentale per l’uomo

Non si vive di solo pane, l’acqua è fondamentale per l’uomo

Non di solo pane vive l’uomo: nella nostra alimentazione è fondamentale anche l’acqua. La parafrasi del detto evangelico, spostato dal piano spirituale a quello materiale, si presta ottimamente a definire l’importanza dell’oro bianco a livello nutrizionale. Sì, perché l’acqua, nella quale la vita si è sviluppata e di cui noi esseri umani siamo principalmente composti, elemento primario in tutte le antiche cosmogonie occidentali e orientali, ha anche la capacità di nutrire, di alĕre, il verbo latino da cui deriva la parola alimento.

E di vero alimento liquido si tratta, che assumiamo non solo con il classico bicchiere dal rubinetto di casa o dalla bottiglia, ma anche quando consumiamo altre bibite o i cibi solidi, frutta e verdura in primis seguiti da uova, carne, pesce, formaggi e pane, ai quali si aggiungono pasta, riso e tutti i piatti cucinati. L’acqua ha, infatti, caratteristiche nutrizionali importanti, a partire dal contenuto di sali minerali come il calcio, a patto d’idratarsi in modo corretto, bevendola a temperatura ambiente e non ghiacciata, e costante lungo tutta la giornata, un’abitudine che è necessario prendere perché lo stimolo a bere tende a diminuire con l’avanzare dell’età.

I livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione (Larn) consigliano di assumerne un millilitro per ogni chilocaloria di cibo, quindi, considerando un introito medio quotidiano di duemila chilocalorie per una persona adulta, bisognerebbe berne due litri. Resta, comunque, il fatto che l’esatta quantità dipende dalle perdite di acqua che subisce il nostro corpo, per esempio, attraverso la sudorazione: il pareggio del bilancio idrico, l’equilibrio fra le entrate e le uscite di liquidi, è alla base per un buon funzionamento dell’organismo. Se quest’ultimo è negativo, si entra in uno stato di disidratazione, di cui possibili conseguenze sono: il surriscaldamento corporeo, causato dal blocco della sudorazione per risparmiare l’acqua interna rimasta, che nei casi gravi porta al colpo di calore; il mal di testa, la difficoltà a concentrarsi, l’annebbiamento della vista fino all’affaticamento cardiaco e alle allucinazioni per la riduzione del flusso sanguigno nel cuore e nel cervello; la stitichezza per il mal funzionamento del colon; la stanchezza e i crampi per la sofferenza muscolare; la secchezza e la maggior propensione a lesionarsi della pelle, che deve la sua elasticità proprio all’acqua; l’alito cattivo per la proliferazione di batteri nella bocca dovuta alla diminuzione della salivazione.

Per contro un’adeguata idratazione favorisce la digestione, in quanto gli enzimi svolgono al meglio le loro funzioni in ambienti ricchi di acqua, e il funzionamento della vescica, prevenendo la cistite: più si beve e più aumenta la diuresi. Fake news sono, invece, le teorie che aiuti a dimagrire (al massimo contrasta la ritenzione idrica) e a prevenire i tumori (se non nell’accezione generale di contribuire al benessere dell’organismo), così come quella che l’acqua gasata faccia ingrassare (può solo dare un senso di gonfiore).

Spesso assistiamo al dibattito su quale tipo di acqua minerale sia da preferire, visto che ne esistono di diverse tipologie classificate in base ai sali minerali che contengono, al residuo fisso (il contenuto di sali minerali disciolti nell’acqua dopo l’evaporazione di un litro di acqua a 180°) e alla durezza (la presenza di calcare). Può andare bene per tutti un’acqua ricca di calcio, utile durante la crescita e in gravidanza, menopausa ed età avanzata con il rischio osteoporosi, ma anche per chi soffre di calcoli renali, e povera di sodio, in un mondo occidentale con diete troppo ricche di sale.

Altrettanto fondamentale per la nostra salute è, poi, la qualità dell’acqua. Se in bottiglia, è da preferire la confezione in vetro e, in caso di utilizzo di quella in plastica, bisogna conservarla in luoghi freschi ed asciutti (non sotto il sole), controllare la data di scadenza e, una volta aperta, consumarla velocemente. Per quanto riguarda l’acqua del rubinetto va detto che lo stato chimico di quella italiana, quasi per l’85% di derivazione sotterranea, è di ottima qualità, fermo restando che i primi strumenti diagnostici restano i nostri sensi.

Riguardo alle bibite, invece, non sarebbe male che sulle etichette venisse segnalato anche il tipo di acqua utilizzato e, se le si accompagna con ghiaccio, sarebbe preferibile acquistare quello confezionato prodotto industrialmente