Per salvarci dal caro bollette, prorogare l’ora legale

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Siamo uomini di cultura o almeno ci convinciamo di esserlo con un’omeopatica dose di narcisismo. Ma riceviamo le bollette come tutti e sappiamo leggerle soprattutto quando ci arriva a casa l’estratto conto. Abbiamo documentato con pochi calcoli e con congruo anticipo come l’aggravio del costo energia imponga al futuro governo una scelta tanto coraggiosa quanto obbligata. Uno scostamento di bilancio quantificabile nell’ordine di 60-80 miliardi per impedire il collasso dell’intero sistema produttivo. Con qualche settimana di ritardo pure Confindustria è arrivata ad una stima quasi analoga di 50 miliardi. Aspettiamo ancora qualche giorno e saremo tutti d’accordo. Ma proprio perché ci piacciono le scelte coraggiose ancor di più andiamo matti per quelle intelligenti riassumibili più o meno così: “nessuna spesa, massima resa”. Ci sentiremmo di commentare così l’interessante iniziativa promossa dalla Società Italiana di Medicina Ambientale per bocca del suo presidente Alessandro Miani. È stato addirittura pubblicato su Lancet Regional Heath Europe l’appello al Governo della SIMA insieme ai rappresentanti delle istituzioni e della società civile, corredato da 55.000 sottoscrizioni di cittadini raccolte in una sola settimana grazie ad una petizione sul sito change.org.

Veniva proposto al Governo Draghi -ed a maggior ragione al prossimo Governo Meloni- una temporanea sospensione del passaggio all’ora solare fino al 30 novembre. Niente di rivoluzionario. Si tratta, in pratica, di un provvedimento simile a quello che fu disposto negli USA nel 2007, quando l’ora legale fu prorogata per 4 settimane, consentendo un documentato risparmio energetico, oltre a un calo medio del 7% nel numero di rapine e violenze rispetto ai dati FBI del quinquennio precedente (con picchi del 27% in meno registrati all’orario di uscita da uffici, scuole a tempo pieno e Università). Ma nemmeno per il nostro Paese sarebbe la prima volta che si proroga la durata dell’ora legale, visto che al momento della sua introduzione nel 1966 durava solo 4 mesi per poi essere estesa a 6 nel 1980 e subire ulteriori variazioni nel 1996. “La proroga dell’ora legale, almeno in via transitoria per 30 giorni, sarebbe un provvedimento di semplice attuazione che garantirebbe risultati certi e misurabili, nel contesto del caro-bollette e dei comportamenti anti-spreco richiesti ai cittadini col decreto appena approvato. L’esecutivo avrebbe il compito di verificarne anche in sede europea l’opportunità del mantenimento permanente”, ha dichiarato il prof. Alessandro Miani, Presidente SIMA.

Si uscirebbe dall’ufficio ancora con la luce del sole per un altro mese. Innegabili i vantaggi di risparmio nell’illuminazione. Per non parlare della maggior sicurezza. Insomma, non si capisce perché mai non dovremmo farlo. Visto che non costa nulla.

Alcuni esponenti della società civile e della politica di tutti gli schieramenti hanno detto: perché no? Ci uniamo a loro con convinzione e non per convenzione. E diciamo sì! Non semplicemente perché no!

Peraltro, non dovremmo convincere nessuno se non noi stessi. Da momento che pure il Parlamento Europeo ha, bontà sua, demandato agli stati nazionali la possibilità di poter procedere in autonomia in tal senso.

“Prima dell’impennata dei prezzi del gas” sottolinea Miani, “Terna ha quantificato in 420 milioni di Kilowattora l’energia elettrica risparmiata nei 7 mesi del 2022 in cui è in vigore l’ora legale”. Considerato che ogni anno l’Italia consuma circa 300 miliardi di kilowattora non è pochissimo. Insomma, non cambieremo le sorti del pianeta ma per prendere un provvedimento del genere ci mettiamo meno tempo a farlo che a parlarne. La daremmo anche per fatta, no?

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