Quei parlamentari che tifano terrorismo e mafia per andare contro il Governo Meloni

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Qualche mese fa avevamo annunciato che frange della sinistra extraparlamentare avrebbero rialzato la testa e sarebbero tornate ad alzare il livello dello scontro, riattualizzando una strategia della tensione in chiave anti governo Meloni.

L’occasione si è presentata con il caso Cospito, un anarchico-comunista detenuto al 41bis per attentati di terrorismo e tentata strage contro una caserma dei carabinieri. Qualche giorno fa le nostre ambasciate di Berlino e Barcellona hanno subito degli attacchi intimidatori ai loro rappresentanti diplomatici. Violenze avvenute di concerto con manifestazioni di disordine pubblico a Roma e Milano con l’ordinaria devastazione urbana e ferimento di agenti da parte dei soliti debosciati.

Merita attenzione il “timing” di certe azioni e la concomitanza dell’arresto dell’ultimo boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, e soprattutto come mai la violenza anarchica sia tornata in auge con il governo di destra attualmente in carica. intervento del capogruppo di FdI Donzelli ha scatenato una bagarre in Parlamento, con accuse pesantissime rivolte a parlamentari Debora Serracchiani e all’ex IL guardasigilli Orlando, per la visita del Cospito e presunti legami tra il PD ed i terroristi, o peggio, ad elementi della mafia. Come noto, Alfredo Cospito sta portando avanti uno sciopero della fame contro il 41bis, un provvedimento legislativo che prevede l’isolamento ed il carcere duro. Il Cospito secondo indiscrezioni trapelate da giornali come il Fatto Quotidiano, sarebbe stato avvicinato da mafiosi stragisti e portato ad intestarsi una battaglia di civiltà giuridica e diritto umanitario, come quella della cancellazione della norma sul carcere duro.

Nonostante la levata di scudi contro le accuse di Donzelli che invitava Serracchiani ed il PD quantomeno a chiarire, i tweet dell’onorevole Orlando smentivano la capogruppo alla camera del Partito Democratico e premevano sulla necessità di rimuovere “tout court” il 41bis, facendo così un favore ai mafiosi.

Se c’è quindi qualcuno chiamato a chiarire certe posizioni, quello non è certo Donzelli che ha avuto il merito di evidenziare certe ambiguità in sede parlamentare da parte della Serracchiani e soci, e conoscendo l’ipocrisia proverbiale dei progressisti italiani anche l’opportunismo di certe “visite umanitarie”.

Di certo è che i precedenti nella storia italiana non mancano: si pensi a come negli anni 70, elementi anarchici abbiano solidarizzato con mafiosi e camorristi, favorendo le rivolte nelle carceri alimentando una retorica dell’Antistato, dove anarchici e delinquenti procedevano uniti.

Cospito, secondo Repubblica, il giorno dopo la visita dei deputati Dem, avrebbe detto che: “il 41bis è disumano e andrebbe tolto anche ai mafiosi”.

Dichiarazioni shock che potrebbero dare corpo ad un teorema: le dichiarazioni del militante anarchico di procedere ad atti di terrorismo con minacce di morte anche verso esponenti delle istituzioni, col sostegno dei boss delle carceri, i quali sfrutterebbero i disordini per rispondere all’arresto dell’ultimo capo dei capi, Messina Denaro.

Le cellule anarchiche si risvegliano quando c’è un governo di destra, se uno di loro fa uno sciopero della fame. Ma dov’erano questi “facinorosi ad orologeria” quando le peggiori leggi liberticide venivano emesse in spregio allo Stato di Diritto, quando gli ultimi di cui Cospito ed i suoi “compagni” si dicono paladini, venivano sbattuti fuori dal proprio posto di lavoro o costretti ad una vaccinazione sperimentale coatta per non finire in mezzo alla strada con le loro famiglie? Molto curiosamente queste cellule si risvegliano quando c’è il governo dei “fasci”, mentre con quelli tecno-finanziari invece non hanno detto “a”, anzi, hanno guardato con disprezzo le piazze “fascio-leghiste” e negazioniste del covid.

Ecco perché restando nella logica criminale e fanatica dei Cospito, ma ovviamente prendendone le distanze, non si può che ravvisarne malafede e più di tutto la “mala pianta” ideologica.

La destra tutta legge e ordine non mi ha mai appassionato e ho sempre nutrito rispetto per chi si batte contro le ingiustizie e contro il “Sistema”, senza pelosi moralismi e sapendo che un uomo si misura non solo dalla capacità di portare avanti le proprie idee, ma anche di pagare le conseguenze delle proprie azioni.

Abbiamo un anarchico terrorista che flirta con i mafiosi e minaccia le istituzioni democratiche, mentre restava in silenzio tomba quando la polizia rincorreva ignari cittadini per le spiagge o se non indossavano una mascherina: può bastare per palesarne l’impostura?

Che il Governo non faccia nessuna concessione a chi attenta alla sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini e che sbugiardi, qualora ne emergano i presupposti, tutte le ambiguità di una sinistra che ha sempre nicchiato con frange anarco-insurrezionaliste e tacitamente avallato le loro violenze.

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