Quei segreti “torinesi” di Francis Scott Fitzgerald…

0

Esistono rari libri per cui una semplice lettura non basta: richiedono lettori con sete di dettagli, curiosi, eccitati dall’andare oltre la linearità di una narrazione per abbracciare i sentieri del possibile. Nel novero di queste gemme rare rientra il recente lavoro di una giovane ricercatrice piemontese, Patrizia Deabate, autrice dal brillante curriculum con una sincera e genuina passione per il mondo del cinema.

“Il misterioso caso del Benjamin Button da Torino a Hollywood” – questo il titolo del saggio, uscito per i tipi del Centro Studi Piemontesi – è un’opera articolata e complessa, in grado di sollecitare l’istinto indagatore dei cultori delle casualità rivelatorie. Un saggio audace, costruito sull’equilibrio dinamico tra storici eventi d’arte e il fascino irresistibile delle affinità e delle coincidenze.

“Il curioso caso di Benjamin Button” citato nel titolo è una novella di F.S. Fitzgerald, inclusa ne “I racconti dell’età del Jazz”, in cui si assiste a un’inversione temporale: il protagonista, nato con l’aspetto di un settantenne, vive a ritroso fino a ritrovarsi bambino. Portato a nuova notorietà grazie ad una recente trasposizione cinematografica, il racconto ha suscitato interesse anche per numerose affinità con un romanzo per bambini, “Storia di Pipino, nato vecchio e morto bambino”, opera di un singolare poeta crepuscolare torinese, Giulio Giannelli, noto anche per il suo particolare afflato religioso. L’ipotesi del Fitzgerald ispirato da Giannelli è da anni sostenuta con sapiente determinazione dall’autrice, che ha dedicato lunghe ricerche ed approfondimenti in merito. Ma a dimostrare la non linearità degli eventi, ben presto dalle ricerche emerge un’ulteriore figura “parallela”, un altro personaggio dalle mille sfaccettature: il giovane autore, anch’egli torinese, Nino Oxilia.

Scrittore, poeta e regista dall’eccentrica determinazione, autore dello straordinario successo teatrale “Addio Giovinezza”, Oxilia è l’altro polo d’attrazione di queste pagine, che spesso deviano dall’univocità del saggio per sfociare nell’approfondimento storico e di costume sull’onda di ineffabili sincronicità e concreti rimandi poetici. Così, nell’attesa di riannodare i fili di una sfuggente trama nata per eterogenesi dei fini, sullo sfondo di un titanico scontro fra il Decadentismo atipico di D’Annunzio e la rivoluzione del Futurismo marinettiano, il lettore è condotto attraverso tematiche fittamente connesse tra loro: la nascita del divismo cinematografico e il fascino oscuro della “femme fatale”, trasfigurazione della medievale “belle dame sans merci” e antitesi della nuova donna emancipata e mascolina, il sentimento religioso di Oxilia e Fitzgerald, il fascino esercitato dalla filosofia bergsoniana su entrambi gli artisti…

In un sistema di costanti rimandi frutto di amorevole ricerca, l’opera di Patrizia Deabate possiede il suo punto di forza in un suggestivo approccio simbolico: dalla metafora di Giovanna D’Arco, più volte trasfigurata in trasposizioni cinematografiche distanti per intento, e contrapposta alla lasciva Salomé, oggetto di altrettanti tributi, fino alle frequenti coincidenze numerologiche di fatti ed eventi, tutto il libro risuona come un invito a superare la logica fattuale e ad cogliere i messaggi simbolici impliciti in ogni evento. La stessa Torino, protagonista silenziosa di quest’opera, si rivela nella sua essenza non solo di città che giganteggia nel mondo delle produzioni cinematografiche, ma anche di luogo di tensioni sublimi, in perenne equilibrio fra opposti principi. Torinesi sono le due fonti di ispirazione di Fitzgerald, torinesi sono molti dei capolavori de grande schermo che vengono citati, così come torinese è l’eterna tensione tra luce ed oscurità.

In questo impeto di feconde contraddizioni si muove l’autrice, offrendoci un esempio concreto di ciò che dovrebbe essere la Cultura: saper cogliere l’universo di interrelazioni che sussiste tra gli ambiti della conoscenza, che sempre ambisce a tornare al l’originaria unità.

Siamo di fronte a una lettura stimolante che ha reclamato l’attenzione di studiosi e specialisti, grazie a tesi audaci e nuove prospettive di ricerca storico-letteraria per cui nel 2019 ha meritato sul campo il Premio Acqui Storia Inedito.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

20 − 17 =