Scuola: cosa acquistare per mitigare il rischio Covid-19 indoor? Ecco le risposte della scienza

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Assenza di regole chiare e di controlli puntuali stanno facendo dell’Italia un far west di aziende che propongono i più disparati dispositivi per la ventilazione, purificazione, sanificazione e monitoraggio dell’aria. Molti di questi non solo potrebbero non funzionare come argine alla propagazione del Covid-19 nelle aule scolastiche ma, ancor peggio, essere causa di rischi per la salute di discenti e docenti. Facciamo chiarezza, la scienza consiglia tre strade percorribili: 1. monitorare in continuo l’anidride carbonica (CO2) con sistemi smart a semaforo che rendono immediatamente visibile ai docenti lo stato dell’aria indoor. Quando la luce è verde (livello di CO2 pari o inferiore a 700 ppm) significa che il rischio che abbiamo di respirare aria espirata da altre persone, potenzialmente infette, è inferiore all’1%. Se la luce è gialla o rossa basta seguire il Protocollo SIMA, disponibile gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta, frutto di ricerca scientifica e già condiviso a livello internazionale, che prevede semplici azioni in successione, come apertura di porte e finestre per un determinato lasso di tempo, riduzione del numero di persone, ecc.; 2. diluire i potenziali contaminanti dell’aria ventilando gli ambienti in modo naturale, aprendo finestre e porte, o meccanizzato, infrastrutturando l’ambiente con sistemi di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata) parametrati al volume dell’ambiente da trattare (un’aula scolastica mediamente ha un volume di 90 m3. Ideale è dotarsi di un dispositivo VMC con portata di 800 m3/ora che consente una diluizione significativa degli inquinanti indoor, ivi compresi virus e batteri airborne). Uno studio SIMA, condotto con il Bambin Gesù di Roma e Ergon Research, ha dimostrato che la VMC a elevate portate d’aria riduce il rischio di respirare particelle infette del 99,6%; 3. bloccare i contaminanti tramite sistemi di filtrazione dell’aria. I più performanti oggi disponibili sul mercato sono di origine militare e le scuola USA ne stanno dotando tutte le classi. Si tratta di sistemi stand alone di filtrazione nanoparticellare, ossia in grado di bloccare e inattivare (tramite lievi cariche elettriche) particelle sino a 0,007 micron di diametro, ossia venti volte più piccole del Sars-Cov-2. Sconsigliati invece i sanificatori d’aria perché direttamente possono rilasciare in aria particelle tossico-nocive o cancerogene, come il biossido di titanio (TiO2) e indirettamente producono trasformazioni chimiche nell’atmosfera che a loro volta possono generare nuovi composti organici più pericolosi di quelli di partenza.

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