Scuola, quest’anno i fenomeni fanno decidere a un algoritmo

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ilgiornale.it

Ci risiamo. A pochissimi giorni dall’inizio ufficiale del nuovo anno scolastico (autonomie locali escludendo), il caos che regna sovrano nella scuola pare aver brillantemente riconquistato, a pieno titolo, quel posto che proprio non vuole abbandonare..
Ed è così che l’esercito dei precari, che da tempo immemore tiene su un sistema scolastico che crollerebbe con un sol soffio del lupo dei tre porcellini, si trova per l’ennesima volta vittima di una pessima gestione di reclutamento.
Quest’anno, menti geniali hanno deciso che il posto e il ruolo che un docente doveva ricoprire sarebbero stati scelti…da un algoritmo! Un’assurdità se non ci si dimenticasse di essere in Italia, da sempre e per sempre il Paese del Paradosso! Alle stesse menti geniali verrebbe tanto voglia di chiedere come ci si possa spingere a credere che una sorta di ruota virtuale possa essere il sistema migliore per assegnare un docente ad una scuola, ad una classe, a degli alunni!
L’algoritmo, come era facilmente prevedibile, ha toppato alla grande, tant’è che l’esercito dei precari si è trovato costretto, l’ennesima volta, ad adire alle vie legali per far valere un sacrosanto diritto, quello di un posto di lavoro che si avvicini il più possibile ad una sorta di stabilità. Fiumi di ricorsi dunque per riottenere un posto ‘soffiato’ da un collega, a cui l’algoritmo ha voluto ‘regalare’ una cattedra piena, piuttosto che una scuola vicina o addirittura un’immissione in ruolo che non era scritta da alcuna parte… scavalcando graduatorie, posizioni, punteggi ed assegnando, secondo criteri non noti, alla rinfusa!
E veniamo al punto più delicato: la continuità didattica. Ai ‘geni indiscussi’ che hanno coniato l’assurdo sistema dell’algoritmo non è venuto in mente che un alunno che beneficia del sostegno possa avere il sacrosanto diritto/dovere di continuare un’esperienza didattica con il docente che ha già avuto, che ha già conosciuto, di cui già si fida? Assolutamente no! Perché è un sistema meccanico a decidere, non c’è una mente dietro, non c’è una psicologia didattica, non c’è nulla! Soltanto la non volontà di mettere fine ad un sistema ridicolo che ha reso la scuola altrettanto assurda e priva di umanità!
L’esercito dei precari, ancora una volta, dovrà fare appello alla giustizia amministrativa, ammesso che esista, per occupare un posto degno di tanto sacrificio, di tanta professionalità, di tanta passione… Elementi che pian piano scompariranno del tutto se ci si affiderà ad un robot per scegliere un docente da assegnare ad una scuola! Buon inizio caotico a tutti!

1 commento

  1. La Scuola, già carica di un’infinità di problemi portati dalla pandemia e tuttora irrisolti, da adesso in avanti se la deve vedere anche con i distinguo che il Crocifisso le scaricherà tra i banchi. Dato che in Italia, mentre i cristiani si ammazzano come mosche dove non è consentito edificare Chiese, il Crocifisso (per sentenza della Cassazione) non si può più esporre nelle aule scolastiche senza mettergli accanto i simboli nel nome dei quali i cristiani vengono massacrati. Nonostante sul globo terracqueo nel 2020 sono stati uccisi 13 cristiani al giorno (e cioè 4.745 nel corso dell’anno), e nonostante oltre 340 milioni di loro giornalmente vi siano perseguitati. Ma possibile che nessuno si renda conto che tali elucubrazioni giuridiche non fanno altro che dare sostanza alla mattanza che tutti i santi giorni decima i cristiani?
    O qualcuno forse pensa di non fare niente di sbagliato, altrimenti la Madonna sarebbe apparsa per puntare contro di loro l’indice divino? Che mai però, essendo la madre di tutti, potrà essere accusatore.

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