Senza pubblico la Cultura muore

0

Chi segue le iniziative culturali in Italia lo vede con i propri occhi: indòmiti, gli operatori culturali cercano di proseguire la propria attività nonostante le difficoltà economiche causate dalla pandemia, che ha colpito non solo il settore industriale ma anche quello culturale. Anzi, è proprio nel settore culturale che si possono realizzare i famigerati assembramenti: pensate alle mostre nei musei, agli spettacoli teatrali, ai cinema, ai concerti, alle presentazioni di libri e agli spettacoli all’aperto. La Cultura non può fare a meno dell’umano, sennò muore. Le gallerie private possono inaugurare mostre riservate a una o poche persone su appuntamento, ma per i teatri, ad esempio, una decisiva riduzione di pubblico sarebbe la morte definitiva. Gli operatori di settore stanno già da tempo organizzando le proprie manifestazioni nell’assoluto rispetto delle norme anti covid, ma hanno bisogno di ossigeno e il loro ossigeno siamo noi, spettatori e visitatori di spettacoli teatrali, cinematografici e di tutte quelle rappresentazioni che avvengono all’aperto. Per questa ragione CulturaIdentità sostiene l’appello di Federico Mollicone Capogruppo in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati:

“Abbiamo ottenuto, in commissione Cultura, l’audizione del coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico Agostino Miozzo sulle modalità di ripartenza delle sale da spettacolo, come quelle teatrali e cinematografiche, e degli eventi all’aperto. E’ necessario, come richiesto da un nostro ordine del giorno approvato, garantire, in piena sicurezza e prevenzione, una capienza della platea delle sale da spettacolo e degli spettacoli all’aperto di almeno 2/3, pena il tracollo economico del settore. Un impegno chiaro del governo, un indirizzo che il Parlamento ha dato all’esecutivo, che va recepito con urgenza” – fonte AdnKronos

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

19 − 16 =