Sicurezza infrastrutture per contrastare il cambiamento climatico

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Milano, Porta Romana questa mattina

All’alba di questa mattina Milano è stata devastata da un violento nubifragio: tuoni, fulmini, pioggia torrenziale e vento forte hanno divelto alberi e impalcature, causando danni alle case e il caos nella circolazione fin dalle prime ore del mattino – purtroppo anche vittime, nell’hinterland. L’articolo che Benedetta De Fabritiis ha scritto per il mensile CulturaIdentità in edicola suona ahinoi preveggente: occorre una rivoluzione sistemica a livello di sicurezza, lavoro e infrastrutture e occorre disciplinare il management del rischio ambientale, perché mai come oggi sicurezza e infrastrutture sono state così legate al clima (Redazione).

L’adozione di approcci sostenibili nei processi produttivi e nello stile di vita è una necessità universalmente riconosciuta, ma ancora insufficientemente attuata. Questo modo di operare non è più sostenibile per il benessere dei cittadini e per il Pianeta, considerando l’imminente e drastico cambiamento climatico. La recente introduzione di nuovi servizi di certificazione, focalizzati sulla sostenibilità, rappresenta un’azione consapevole e mirata per garantire che i processi aziendali, prodotti e servizi, siano conformi alle normative vigenti e al sistema di tassonomia stabilito dai regolamenti dell’Unione Europea, incoraggiando azioni a impatto ambientale minimo. Il 16 dicembre scorso è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE la Direttiva UE 2022/2464 sul reporting di sostenibilità delle imprese: la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Il concetto chiave e ispiratore della Direttiva è la trasparenza nei confronti del mercato e dei consumatori. Affiancare alla rendicontazione finanziaria quella non finanziaria rende conoscibili gli effetti della gestione manageriale sugli aspetti Environmental, Social, Governance (ESG) e consente di valutarne gli impatti finanziari. In questo contesto, la validazione dei Bilanci di Sostenibilità (o report di sostenibilità) consiste nella verifica della corrispondenza dei dati e delle informazioni riportati sul documento redatto dall’Organizzazione, con criteri definiti a livello nazionale o internazionale. Il reporting di sostenibilità rappresenta, dunque, la pratica di misurare, divulgare e rendere conto agli stakeholder interni ed esterni delle performance organizzative verso l’obiettivo dello sviluppo sostenibile. Traccia i risultati e le modalità con cui un’organizzazione affronta le questioni di sostenibilità, nell’esecuzione delle proprie operazioni, sociali ed economiche. ASACERT, in qualità di ente terzo e accreditato, è in grado di supportare le organizzazioni nell’identificazione dei propri impatti significativi per l’economia, l’ambiente e la società, secondo gli standard globalmente riconosciuti.

Stesso dicasi per la Certificazione di recente introduzione “Do Not Significant Harm” (DNSH), valutazione di conformità, con lo scopo di verificare se un investimento possa o meno arrecare un danno ai sei obiettivi ambientali individuati nell’accordo di Parigi (Green Deal europeo) oggetto della Tassonomia green (articolo 17 del Regolamento UE 2020/852). La parola d’ordine è rendicontare la sostenibilità attraverso i nuovi protocolli a disposizione del mercato, anche per poter accedere ai fondi del PNRR. La validazione e la certificazione di questi processi operata da ASACERT, rientra nella macroarea del risk management ambientale, un approccio indispensabile a garantire sicurezza per i cittadini, nella prevenzione di disastri ambientali.

Le infrastrutture come dighe, ponti, viadotti, reti stradali, ferroviarie, nella loro progettazione, nei controlli tecnici in corso di costruzione e nella manutenzione, rappresentano un ulteriore importante fattore di prevenzione di catastrofi ambientali e di salvaguardia della sicurezza dei cittadini. Il potenziamento della sicurezza stradale rappresenta, infatti, uno dei pilastri del piano di mobilità sostenibile del nostro Paese, per i prossimi dieci anni ed in conformità con le direttive internazionali ed europee. L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile riconosce nella sicurezza stradale un prerequisito per garantire una vita sana, promuovere il benessere e creare città inclusive, sicure, resilienti e sostenibili. La nuova Direttiva 2019/1936 del 23 ottobre 2019 introduce l’obbligo di valutare la sicurezza stradale a livello di rete e impone agli Stati membri di effettuare una prima valutazione della sicurezza entro il 2024. Tali valutazioni devono essere affidate ad un ente indipendente rispetto al Ministero, dotato di competenze tecniche, come ASACERT, che si occupa da oltre venti anni di supportare le aziende – di qualunque settore e dimensione – nella realizzazione delle attività di controllo, validazione, verifica e stima, che richiedono una elevata expertise tecnica, competenze verticali e strumentazioni all’avanguardia. 

Il management della sostenibilità, che include i controlli, le certificazioni, le stime e le validazioni incontra, dunque, il management dei rischi volto a prevenire catastrofi naturali e garantire la sicurezza dei cittadini e resilienza delle infrastrutture.

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