Sono pazzi, tassano pure il calciobalilla

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La frenesia di tassare tutto, pure l’aria che respiriamo, non ha più limiti: del resto non era stato Tommaso Padoa Schioppa a dire che pagare le tasse è bello? Bon, ora la fregola del tassa e (non) spendi colpisce anche il calciobalilla, il biliardino, insomma quel campo da gioco con le manopole che vedi d’estate negli stabilimenti balneari e negli oratori pure l’inverno. E non solo il calciobalilla: il balzello colpisce pure i tavolini da ping pong, la carambole, insomma tutta la corazzata del divertimento gratuito per grandi e piccini che oratori, stabilimenti balneari (già alle prese con le concessioni, come abbiamo ampiamente dimostrato QUI) e operatori del terzo settore hanno da sempre offerto agli italiani. Che non sapevano di fare gioco d’azzardo. Di fatto, l’Agenzia delle dogane ha esteso a queste strutture ludiche e innocentissime la tassa che fino a questo momento colpiva i videopoker, col risultato che dovranno essere nascoste o più semplicemente fatte sparire: dalle spiagge, dagli oratori, da tutto, sennò paghi la tassa, tiè. Ora la faccenda è finita in Parlamento, con un’interrogazione in Aula da parte della senatrice Binetti di FI e un’interpellanza all’Agenzia delle Entrate, che infatti dice che “i giochi di simulazione calcistica a manopola debbono versare la tassa corrispondente all’8% dell’imponibile medio forfettario oltre al limite Iva“. E perché, di grazia? Perché sono un gioco d’azzardo, vinci o perdi come al videopoker. Pazienza se rispetto al videopoker il calciobalilla è a gratis (e quindi non realizza l’imponibile forfettario). Insomma, non bastava il boom del costo dell’energia e della benzina, adesso se vuoi installare nel tuo stabilimento, nel tuo locale al mare, nella sala del tuo oratorio il mitico calciobalilla devi chiedere prima il permesso e poi pagare la tassa al Re Sole. E infatti su alcune spiagge sono già scattate le prime multe. Ma…ma…sarà mica anche, sotto sotto, questo nuovo balzello un simbolico atto di presidio democratico, essendo nato il calciobalilla, come suggerisce il nome, nel 1937 in Italia (ma il brevetto lo registrò la Perfida Albione nel 1922)?…

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7 Commenti

  1. In compenso le sale gioco restano territorio della criminalità e degli immigrati clandestini sempre più ubriachi e violenti e le loro adiacenze sono diventate “orinatoi a cielo aperto” ma secondo il pensiero Boldriniano, sono tradizioni che dobbiamo imparare.

  2. non sanno piu cosa tassare, e chiudono tutto,mi ricordo quando i bar avevano l’orchestrina che allietava i clenti! l’hanno tassata.. ora e’ sparita dai bar poi hanno tassato le gare di briscola ricordate?? sono sparite le gare, poi le gare di bocce… ne restano poche..l’aria che respiriamo quando la tassate??? LADRONI>>>>>> vigliacchi furfanti state mettendo l’Italia in ginocchio!!!

  3. Signor Sergio
    purtroppo questa “legge” ha messo in ginocchio non solo i padroni del calciobalilla ma anche quelli delle sale ESPORTS.
    La invito a scoprire chi sia il signor Milesi, ovvero colui che con un esposto è riuscito a tirare su un polverone assurdo, e di come sia riuscito a far girare la ruota a suo favore.
    Non c’entra nulla la Vostra amica Boldrini, ma parlamentari di entrambi gli schieramenti che si dovrebbero vergognare.

  4. Io ho quasi 80anni e appartengo alla generazione che ha costruito, nel bene e nel male, il Paese. E’ sconfortante, ma è inutile lamentarsi. Bisognerebbe reagire, ma la generazione dei cinquantenni è senza attributi. E la nuova generazione ha in mente solo diritti…

    • Ha ragione e sappia che una rivoluzione se venisse solamente da personaggi come lei e i settantenni che nella loro vita per arrivare a qualcosa si sono sacrficati. I Cinquantenni ecc… sono dei granparolai, dei eterni cagasotto, gli attributi non sanno neanche che cosa siano, forse solo per pisciare e per farsi belli con le donne. Questo Paese ormai è stato proprio distrutto.

  5. Secondo l’articolista l’agenzia dell’entrate avrebbe risposto che è un gioco d’azzardo al pari del video poker. Se fosse veramente così sarebbe preoccupante perché evidentemente l’agenzia dell’entrate non conosce la differenza tra il gioco d’azzardo, in cui prevale l’alea, cioè la fortuna, e il gioco non d’azzardo, in cui invece prevale l’abilità del giocatore, come nel caso del biliardino, dove se non sai giocare non vincerai mai, a differenza del video poker dove può vincere chiunque.

  6. Salve Italia, argomento calcio balilla. Constato che l immaginazione da parte dei parlamentari non ha limiti quando si tratta di tassare i poveri italiani. Al posto di diminuirsi la scarriolata di soldi che incassano mensualmente pur brillando per incapacità, incoerenza e attaccamento patologico alla poltrona (per fortuna non sono tutti cosi, ma una grande parte) hanno escogitato un nuovo stratagemma per finanziare i loro ultra esagerati mensili, tassare il gioco più popolare e innocente del mondo con degli argomenti che a dir poco rasentano il dubbio sulla salute mentale di questi politici. Io osservo tutto questo -e molto altro- dal di fuori, dato che da più di 50 anni vivo fuori dall`Italia, quindi non mi concerne, pero`un senso d’ingiustizia mi invade fino a farmi star male. Signori (si fa per dire) politici state tirando troppo la corda che comincia a sfilacciarsi, attenti che dopo la rottura arrivano i forconi.

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