E la famiglia rinasce con dolcezza negli spot Esselunga

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“La campagna #Esselunga, sta ripidingendo l’immaginario della famiglia italiana attaccata e distrutta in questi anni in nome di un insensato politicamente corretto. Questo spot mi emoziona e mi stringe il cuore ogni volta per la sua semplicità. Questa è vera rivoluzione culturale”. Lo scrive il direttore di CulturaIdentità Edoardo Sylos Labini sui suoi social. Un post che apre a lunghe e profonde riflessioni sulla nuova campagna pubblicitaria della catena di supermercati.

“La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia”. È così che Alda Merini descrive la “sensibilità”, un sentimento tanto forte quanto fragile proprio come può esserlo il rapporto padre/figlia. Un legame che Esselunga ha saputo riportare con una semplicità devastante nello spot “La carota”. Una figlia che decide di vivere da sola, una madre che acconsente e un padre che, invece, è restio perché “è ancora troppo piccola” Da lì il clima in famiglia diventa teso con un padre e una figlia che a stento si parlano e una madre che cerca di far tornare la serenità in famiglia.

La soluzione? Sarà data da una carota mentre i genitori, dopo l’ennesima discussione per la scelta della figlia, sono intenti a far la spesa.  Una carota, sì. Una semplice carota porterà la madre a chiamare la figlia per fare il karaoke: “Facciamo il karaoke come quando eri piccola?”  La ragazza incredula, entrata in soggiorno, si ritrova il padre con in mano la carota che userà come microfono per dedicarle una canzone: “Questa è per mia figlia Arianna non ti mando sola”.  “Ti lascio una canzone”. È questa la melodia che il padre dedica alla figlia: “Ti lascio una canzone per coprirti se avrai freddo ti lascio una canzone da mangiare se avrai fame ti lascio una canzone da bere se avrai sete ti lascio una canzone da cantare…”  

Note e parole che apriranno le danze ai ricordi che vedono protagonisti un padre e sua figlia. Quella figlia che, alla fine, anche se diventata donna, si butta tra le braccia del padre come fosse una bambina e un padre che le sussurra: “Fa’ la tua vita amore mio “.

Uno spot che, sebbene non sia stato fonte di accese polemiche, in primis arcobaleno, come quello scoppiato contro lo spot della pesca, in realtà, ha molto in comune con quest’ultimo e sotto diversi aspetti. Partiamo dall’ importanza che entrambi gli spot danno alla famiglia “politicamente scorretta”, ossia naturale, mettendo in evidenza l’importanza sia della figura materna che paterna. A prescindere che i genitori stiano insieme o meno.

Ma, per rincarare la dose politicamente scorretta, in entrambi gli spot, viene messa in risalto l’importanza della figura paterna. Quel padre che la figlia vorrebbe al fianco suo e della madre al punto da escogitare una tenera strategia, quella di donargli la pesca “questa te la manda la mamma”, facendogli credere che è da parte della ex. Un tranello di un’ingenuità che scalda il cuore, come si può leggere dal sorriso del padre. Cambia l’acquisto ma non il messaggio: l’amore tra un padre e sua figlia. Spot politicamente scorretti non solo perché mettono in risalto l’importanza della figura paterna, ma anche perché, valorizzandola, sfidano l’attuale delirio pseudofemminista della “lotta al patriarcato”, dove l’uomo, padre incluso, è direttamente o indirettamente sempre il “cattivo”. Spot politicamente scorretti anche perché mettono in risalto l’importanza dei ruoli familiari, dimostrando che la famiglia non è solo amore ma richiede molto ma molto di più, come il ruolo cruciale che ogni genitore ricopre e quindi rappresenta nella vita di un figlio.  

Ruoli che si possono ben vedere soprattutto nello spot della carota. Infatti, la madre ha una reazione ben diversa da quella del padre che, invece, continua a essere protettivo verso la figlia non rendendosi conto che è ormai una donna. Un amore ben diverso da quello manifestato dalla madre ma entrambi della stessa intensità, perché entrambi in funzione della felicità della figlia.  Questo perché tanto la figura paterna quanto quella materna hanno un peso nella vita di un figlio. Ruoli questi, che né i numerini usati per indicare la figura genitoriale, come fosse merce sugli scaffali, né due padri, né due madri potranno mai sostituire o, peggio, cancellare.  

Questo perché si tratta di figure portanti per la crescita e quindi nella vita di un figlio. A sostenerlo non è l’omofobo di turno ma degli studi ben lontani e soprattutto avulsi da fanatismi ideologici. Studi da cui emerge che il ruolo del padre ha un forte impatto sul benessere emotivo, sociale e cognitivo dei figli. Infatti, il suo coinvolgimento è fondamentale per lo sviluppo dell’autonomia e dell’autostima del figlio, nonché della sua identità e, di conseguenza, nel suo relazionarsi col mondo.  Gli studi hanno dimostrato che i bambini che crescono in assenza di una partecipazione attiva del padre possono manifestare problemi di autostima ridotta, difficoltà relazionali, ansia e depressione. Questo perché la figura paterna fornisce un sostegno emotivo ben diverso da quello materno, in quanto rappresenta un insostituibile tassello per trasmettere sicurezza al figlio nel relazionarsi col mondo esterno. Infatti, attraverso l’interazione con il padre, i figli, sin da piccoli, imparano a gestire conflitti, ad affrontare le dinamiche sociali e a comunicare in modo efficace. Per questo motivo una scarsa presenza o, peggio, l’assenza di un padre può ostacolare lo sviluppo di queste facoltà, portando conseguenze gravi per i figli come il rischio di isolamento sociale e difficoltà nell’interagire con gli altri. Il ruolo del padre è cruciale anche nella formazione dell’identità di genere dei figli.  La sua assenza può infatti comportare della difficoltà al bambino nell’identificarsi come individuo appartenente al proprio genere. La figura paterna ha un impatto incisivo anche sull’orientamento sessuale dei figli.  

Studi dimostrano che la mancanza di una figura paterna o l’assenza di un ruolo genitoriale maschile adeguato potrebbero comportare una maggiore incertezza o confusione riguardo all’orientamento sessuale. Questo perché l’assenza di un padre potrebbe contribuire a un senso di identità meno definito. Autostima, l’equilibrio emotivo e l’identità dei figli. Aspetti questi che, senza la figura paterna, barcollano come barcolla ogni costruzione privata di un suo pilastro.  

 

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