Vogliamo eventi e un Parco dell’Arte Contemporanea

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Basiglio ha un potenziale culturale inespresso: dobbiamo ripartire da lì

Amo Roma, la città dove sono nata e cresciuta . Ma mi sono innamorata, in questi anni, anche di Basiglio e dello splendido verde di Milano 3. Il mio compagno me l’ha fatta apprezzare ancor di più nel difficile periodo del covid ed è stato molto felice di tornare dove ha passato la sua infanzia e dove ha iniziato la sua carriera di atleta. Milano 3 ti ha un potenziale seconde me inespresso: quello culturale. C’è un’utenza che ha voglia di partecipare a spettacoli, eventi, concerti, di vedere finalmente nella propria cittadina un fermento culturale che da troppo tempo manca. Per questo ho sposato il progetto di Edoardo Sylos Labini, romano come me trapiantato a Basiglio, di far diventare la nostra cittadina alle porte di Milano in un villaggio della Cultura, dello Sport, dell’Ambiente, un luogo che dovrebbe essere ideale per famiglie e giovani. Per quella sua conformità di città-giardino ad esempio sarebbe bello trasformarla in alcuni periodi dell’anno in un Parco dell’Arte Contemporanea, sul modello di Pietrasanta in Versilia, ospitando artisti italiani e non solo che hanno bisogno di visibilità. Immagino ad occhi aperti le piazze trasformate in anfiteatri all’aperto. La creazione, come dice Sylos Labini che è consulente artistico del Manzoni di Milano, di una vera Accademia di teatro per rilanciare il Sant’Agata nel borgo di Basiglio e renderlo un nuovo centro di aggregazione per la comunità. Nascerebbe una vera programmazione con un cartellone invernale che ospiterebbe grandi nomi dello spettacolo italiano. E poi immagino una Casa del Giovane, uno spazio gestito dai nostri ragazzi dove ritrovarsi e fare attività ricreative. La lettura, per me, deve avere un nuovo ruolo centrale – soprattutto nell’epoca del web – facendo iscrivere il nostro Comune alla “Città che Legge” del Ministero della Cultura. Un patto locale che prevede una sinergia tra istituzioni scolastiche, soggetti privati ed enti pubblici nella realizzazione di rassegne ed iniziative su libri e autori. Naturalmente l’adesione alla Fondazione Città Identitarie che raccoglie circa 150 piccoli comuni italiani che hanno voglia di raccontare i propri simboli storici e culturali sarebbe con le domeniche identitarie il coronamento di un progetto di rilancio di questo splendido polmone di verde al sud di Milano. Finalmente la Cultura per troppi anni dimenticata.

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