Grande dolore nel mondo dello spettacolo per la scomparsa di Enrica Bonaccorti, morta oggi all’età di 76 anni dopo aver combattuto contro un tumore al pancreas. Volto amato e familiare della televisione italiana, era nata a Savona nel 1949 e nel corso della sua lunga carriera ha attraversato oltre quarant’anni di storia della TV, accompagnandone i profondi cambiamenti. Con la sua professionalità, il suo stile elegante e la sua grande versatilità, ha contribuito a mantenere viva quell’identità culturale che ha reso unica la televisione italiana.
I funerali si terranno sabato a Roma, alle ore 15, presso la Chiesa degli Artisti. La camera ardente sarà allestita nella clinica in cui è avvenuto il decesso e resterà aperta da domani mattina fino a sabato alle ore 12, per consentire a parenti, amici e colleghi di darle l’ultimo saluto.
Sono numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dal mondo dello spettacolo. Tra i primi a ricordarla, Mara Venier e Antonella Clerici, insieme a molti colleghi e collaboratori che hanno lavorato con lei anche dietro le quinte. Enrica Bonaccorti era infatti una professionista stimata e una persona molto amata: nonostante il grande successo ottenuto in televisione e al cinema, è sempre rimasta una donna semplice, gentile e alla portata di tutti.
Figlia di un ufficiale di polizia, ha vissuto un’infanzia e un’adolescenza itinerante prima di stabilirsi a Roma, dove ha iniziato la carriera negli anni ’70 come attrice di teatro, cinema e prosa televisiva. Ha collaborato con nomi importanti come Paola Quattrini e Domenico Modugno, per il quale ha scritto testi di canzoni rimaste celebri, tra cui La lontananza e Amara terra mia.
Il grande pubblico l’ha conosciuta negli anni ’80 come conduttrice brillante e solare: prima in Rai con Italia sera (di cui ideò anche il titolo) e Pronto, chi gioca?, poi nelle reti Fininvest/Mediaset dove ha condotto la prima edizione di Non è la Rai. Voce calda, ironia sottile, capacità di creare un rapporto diretto con gli spettatori: era questo il suo marchio. Negli ultimi anni si era raccontata con grande dignità e lucidità durante la malattia.


















