Ce l’ha insegnato Dante: #parlaitaliano

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Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri

Oggi è il Dantedì, la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, che noi abbiamo celebrato nel numero speciale di CulturaIdentità di febbraio, quando abbiamo attraversato l’Italia in compagnia del Sommo Poeta attraverso gli articoli regionali e gli approfondimenti. Dante non solo poeta ma anche e soprattutto Pater Patriae e Pater Linguae, oltre che come uomo. Per l’occasione vi segnaliamo quattro articoli selezionati, di Edoardo Sylos Labini, Marcello Veneziani, Emanuele Ricucci, Davide Mastroianni e Adriano Monti Buzzetti.

Dante è la nostra tremenda unità

Il più italiano dei grandi. Il più grande degli italiani

Ora salviamo la lingua italiana

Un adulto che sa parlare anche ai più piccoli

“L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia”

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12 Commenti

  1. Scusate, avete buone intenzioni, ma siete anacronistici. Siamo inseriti in un contesto mondiale, e’ stato anche cosi’ nel passato quando un analfabeta era quello che non sapeva il latino o il francese. Oggi siamo dietro ai paesi del terzo mondo in quanto ad inglese e ridicolamente doppiamo i film con voci assurde perche’ il popolo non sa nemmeno leggere i sottotitoli. Voi in questo modo propagandate l’Ignoranza. L’Italiano e’ una lingua che e’ destinata a diventare come il latino o il greco antico, da studiare solo in certe scuole. Prima cene facciamo una ragione e meglio e’ per tutti. Casomai, se volessimo proteggere l’Italiano dovremmo imparare prima l’inglese. Poi anche voi potreste scoprire che tante parole in Italiano non si possono gia’ piu’ tradurre perche’ stiamo perdendo conoscenza di tanti settori, soprattutto economici.

    • Di questo passo non sarà la lingua italiana a scomparire, ma il popolo italiano: culturalmente, socialmente e presto anche fisicamente.
      Se non abbiamo capito questo, non abbiamo capito niente.

  2. Chi non coltiva la propria lingua nazionale e regionale è una foglia al vento della solita americanizzazione scambiata per globalizzazione…opportunista mercuriale, senza radici e cultura…non lascia traccia alcuna dietro di sé.

  3. le parole inglesi sostituiamole con il latino. le parole italiane che vogliamo sottolineare e dare più risonanza sostituiamole con il latino. Rispolveriamo il latino e il greco voce della ns. civiltà greco romana che ha portato la civiltà in tutto il mondo. quando gli spocchiosi anglo americani erano tribù selvagge

  4. Evvai…era ora! Segnalo alcuni disgustosi termini stranieri, o riferiti a paesi stranieri, per i quali esiste un’alternativa virile e italiana! bob (sport) = guidoslitta; brioche = brioscia; champagne = sciampagna; chiave inglese = chiavemorsa; cocktail = bevanda arlecchina; goulasc = spezzatino all’ungherese; hockey = disco su ghiaccio; insalata russa = insalata tricolore; ouverture = overtura; playboy = vitaiolo; pied-à-terre = fuggicasa; toast = pantosto; Washington = Vosintone! E poi basta con MILAN e GENOA: MILANO e GENOVA sono i nomi corretti, per non parlare del fatto che abbiamo una squadra calcistica chiamata INTERNAZIONALE: orrore (tra l’altro è anche il nome dell’inno comunista per eccellenza)! E’ giunta l’ora di rivendicare con orgoglio il nostro nazionalismo!!! P.S. quanto da me riportato non è la conseguenza di una mia forma precoce di demenza senile ma sono solo alcune delle “correzioni” al modo di parlare in Italia durante il ventennio fascista. E in questo caso possiamo parlare si di DEMENZA.

  5. Le spiritosaggini di alcuni commentatori andrebbero inserite nel libro di Marcello D’Orta. Chiaro non si vuole ne deve tornare all’arzente, al sangue morlacco o alla bevanda arlecchina, ma, scimmiottando J. Goebbels, quando sento parlare di privacy, due diligence, jobs act, lockdown e stupidate simili metterei volentieri mano non alla pistola ma ad un mitra. Poi lasciamo pure al coro dei toreri nella Traviata chiamare Madride la capitale spagnola.

  6. Il problema di quelli che vorrebbero annullare la lingua italiana, a favore dell’inglese, è che credono inglesi anche molte parole latine: sponsor, tutor, navigator, junior, senior, media e via così. La cosa che fa arricciare le orecchie, è che i suddetti le pronunciano “all’inglese”: tciutcior, nevigheitor, giunior, sinior, midia. Per fortuna sponsor non si riesce a storpiare… però nessuno sa cosa significhi.

  7. Buon fine settimana i lacche’ degli amerikkkani si vergognino parlare scrivere nella lingua dei pistolero in america ha ragione chi spara meglio viva l’Italia viva la nostra lingua
    siamone fieri e orgogliosi

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