Difendere Israele significa difendere l’Occidente

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Nel giorno in cui il popolo ebraico in Israele e nella diaspora piange i propri morti per il più sanguinoso attentato terroristico islamico, non possiamo limitarci a manifestare la nostra doverosa solidarietà a Israele; dobbiamo andare oltre alla partecipazione al lutto che ci porta a dire «Siamo tutti israeliani»; dobbiamo acquisire la consapevolezza e assumere la risolutezza di unirci nella più ampia coalizione dell’umanità civile per sconfiggere il terrorismo islamico che nega pregiudizialmente il diritto di Israele ad esistere come Stato del popolo ebraico, nel contesto di un’ideologia manichea e violenta che minaccia l’esistenza di tutti noi, di tutti i «miscredenti» additati da Allah nel Corano come i nemici da odiare, combattere e sottomettere all’unica «vera religione» dell’islam.

Allah nel Corano divide l’umanità in «credenti», i soli musulmani, e «miscredenti», tutti i non musulmani indicati come «le bestie peggiori». Gli ebrei sono «maledetti da Allah» e «i più feroci nemici dei musulmani». I cristiani sono condannati all’inferno perché credono nella Trinità. Guai a reiterare l’errore di immaginare che il Jihad, la “guerra santa islamica”, che esplicitamente mira a «cancellare Israele dalla carta geografica», sia un fatto circoscritto, contingente e relativo a un nostro dirimpettaio, più o meno vicino, ma che non ci riguarda, che non mette direttamente e nell’immediato a repentaglio la nostra esistenza e i nostri interessi, con cui possiamo negoziare una tregua, con cui possiamo convivere quantomeno nel breve termine, abbandonando i nostri figli al loro prevedibile destino di futuri «schiavi di Allah» dentro casa nostra.
Se i terroristi islamici, che sono i musulmani che ottemperano letteralmente e integralmente a ciò che Allah prescrive nel Corano e a ciò che ha detto e ha fatto Maometto, dovessero avere successo nell’obiettivo di annientare Israele e perpetrare il definitivo Olocausto del popolo ebraico, iniziato da Maometto partecipando personalmente allo sterminio della tribù ebraica dei Banu Quaraiza nel 627 a Medina, la tappa successiva sarebbe la conquista e la capitolazione dell’Europa, ormai del tutto scristianizzata e sempre più islamizzata, conseguendo il successo perseguito da 1400 anni dagli eserciti islamici e dai corsari saraceni e turchi, i precursori e il modello di riferimento dei terroristi islamici contemporanei.

Guai a reiterare l’errore, per ignoranza della Storia o per odio ancestrale, di giustificare il terrorismo islamico immaginandolo come una reazione ad una presunta occupazione della “Palestina”, erroneamente concepita come la terra o addirittura la Patria di un “popolo palestinese” inteso come distinto, antagonista e vittima del popolo ebraico. Si tratta di una flagrante mistificazione della realtà storica, perché mentre è esistito il Regno di Israele con capitale Gerusalemme, non è mai esistita una entità statuale o politica denominata “Palestina”, che era invece una mera entità geografica, al punto che nella risoluzione 181 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 29 novembre 1947, si legittimò la spartizione del territorio geografico della “Palestina mandataria”, affidata al mandato della Gran Bretagna, in uno «Stato ebraico» e in uno «Stato arabo», non in uno «Stato palestinese». La nozione di «popolo palestinese» e di «Stato palestinese», appartengono alla Storia contemporanea, imposti infondatamente e violentemente dagli Stati arabi che scatenarono dal 1948 una serie di guerre per impedire la nascita e per distruggere Israele.

L’esplosione di una guerra scatenata dai terroristi islamici palestinesi di Hamas, foraggiati da un fiume di denaro elargito dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite, affiancati dai terroristi islamici libanesi dell’Hezbollah, sostenuti esplicitamente e militarmente dalla teocrazia islamica dell’Iran, che godono del supporto politico e finanziario della Turchia islamizzata di Erdogan, tutti convinti e determinati a distruggere Israele e sterminare il popolo ebraico, impone a tutto il Mondo di creare la più ampia coalizione possibile per sconfiggere questo nemico dell’umanità, prima di ritrovarci tutti indistintamente succubi e sottomessi all’islam che nega i valori fondanti dell’umanità: la sacralità della vita di tutti, la pari dignità tra le persone, la libertà di scelta individuale.

Sarà difficile con l’attuale amministrazione democratica, globalista e guerrafondaia di Joe Biden, che gli Stati Uniti pongano fine alla follia suicida di fare la guerra contro la Russia in Ucraina. Ma sarebbe fortemente necessario che si riesumasse l’alleanza stipulata, proprio nel nome della comune guerra contro il terrorismo islamico, tra George Bush Junior e Vladimir Putin il 28 maggio 2002 nella base italiana dell’Aeronautica militare a Pratica di Mare, grazie alla mediazione di Silvio Berlusconi. La costituzione del «Consiglio Nato-Russia» di fatto inseriva la Russia nella Nato per fronteggiare insieme il terrorismo islamico di Bin Laden, che aveva sferrato l’11 settembre 2001 il clamoroso e devastante attentato alle Due Torri Gemelle a New York, e il terrorismo islamico ceceno che aveva smembrato e insanguinato la Russia. Oggi più che mai avremmo bisogno che si realizzasse quanto promise, senza tuttavia realizzarlo concretamente, Donald Trump nel suo discorso di insediamento alla Casa Bianca il 20 gennaio 2017, quando sostenne «cancelleremo completamente dalla faccia della terra» il terrorismo e il radicalismo islamico.

Sarà difficile che questa Unione Europea, governata da rappresentanti esplicitamente o implicitamente succubi dello strapotere della grande finanza virtuale speculativa globalizzata, dediti a scardinare gli Stati nazionali e a imporre un “Nuovo Ordine Mondiale” con una “Unica Religione Mondiale”, legittimando l’islam mettendolo sullo stesso piano dell’ebraismo e del cristianesimo, che scelga di riscattarsi da questa follia suicida e di combattere per salvaguardare la nostra civiltà ebraico-cristiana, liberandoci dal Cavallo di Troia islamico che si è già radicato nel nostro territorio, che si sostanzia di una rete inarrestabile di moschee e di gruppi terroristici pronti ad annientarci dentro casa nostra, alimentati dall’auto-invasione di clandestini prevalentemente islamici.

Non ci resta che confidare in Israele. Noi preghiamo con il popolo ebraico e ci uniamo con tutto noi stessi a Israele affinché sconfigga il terrorismo islamico, e con esso l’ideologia dell’islam integralista che è il più grave nemico comune dell’umanità.

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