Ecco chi fomenta il clima d’odio

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ilgiornale.it

In queste ultime ore abbiamo avuto una donna di origine africana (del Congo) che durante un’iniziativa elettorale in Toscana per le Regionali del 20 e 21 settembre ha strappato a Matteo Salvini il rosario che teneva in mano e ha danneggiato la sua camicia e Beppe Grillo che ha mandato al pronto soccorso un giornalista di Rete 4, Francesco Selvi, che ha osato chiedergli, su suolo pubblico, alcune educate domande di attualità politica, senza fra l’altro citare la vicenda della presunta violenza di suo figlio.

Ma secondo il mainstream il leader della Lega se l’è cercata, in quanto fomenterebbe odio e rancore: ad esempio per Bruno Astorre, Partito Democratico, “l’ex ministro dell’Interno deve riflettere sul livello dei toni e delle divisioni che da tempo vengono messe in atto ogni giorno dal Carroccio”, mentre su Grillo in versione Casamonica è calato il silenzio quasi generalizzato, perché picchiare un cronista (se non è di sinistra) non fa notizia.

Ma non solo. I soliti noti del circolo mediatico stanno provando in tutti i modi ad attribuire alla destra i terribili fatti accaduti a Willy Monteiro, il ragazzo ammazzato di botte a Colleferro, vicino Roma: invece di chiedere giustizia e unire le forze affinché tragedie come questa non accadano mai più, i finti buonisti progressisti sfruttano la vicenda per puntare il dito contro l’attuale opposizione. Peccato che quello che avrebbe sferrato il calcio mortale al povero Willy su Facebook abbia messo like a Luigi Di Maio, Virginia Raggi, Matteo Renzi, il Movimento Cinque Stelle, e segua il premier Giuseppe Conte e l’Unicef. Con buona pace del bignami di sociologia applicato per l’occasione dai cosiddetti giornaloni.

In realtà, i veri alleati di questi atti criminosi sono propri quei partiti che incriminano le forze dell’ordine quando usano la forza per compiere il proprio dovere, sono tolleranti con chi delinque – affermando che è vittima della società – e non fanno nulla per garantire la certezza della pena. Che vergogna e che delusione: non è questa la politica che si merita l’Italia. E non ci meritiamo di essere rappresentati da gente così mediocre e bugiarda. A furia di indicare Salvini come il diavolo il folle di turno si è trovato: un clima infame alimentato dalla sinistra. O è normale strattonare un leader di un partito? Schifo per questa ipocrisia e per questa arroganza.

2 Commenti

  1. Non mi stringo vicino a nessuno e meno porto fiori sulle zone dei misfatti. Salvini sbaglia in non denunziare offese pubbliche mondiali, è una mia idea, lui saprà perché non lo fa. L’italiano si nota in questi casi quando difende chiunque, basta dicano di loro che sono un popolo pieno di bontà. Vediamo questa bontà (tornaconto per alcuni) dove ci sta conducendo: a mantenere a vita un bastardo delinquentello che ruba in una casa e ne stupra la padrona…una donna… NOVANTENNE! Peccato non sia stata la nonna della boldrini o bellanova a soccombere a detta umiliazione o che meloni non abbia strappato e maledetto le camice dei loro uomini. qualcuno forse sta calcolando i morti fatti senza una ragione nel nostro paese e, i sopravvissuti agli stupri, pareggiare i conti è ancora presto visto la giustizia pagata dal popolo non lo fa.

  2. La sinistra è diventata un calderone traboccante di varia e odiante umanità: la cui metamorfosi kafkiana potrebbe essere un ottimo manuale di psichiatria antropologica. Lo Stivale purtroppo ne sta pagando dazio, mentre i giornali dalla cosiddetta schiena dritta, con satrapa partecipazione e tanta narcisistica civetteria debenedettiana, soffiano sul fuoco. Nella consapevolezza che l’una senza gli altri sarebbe già scomparsa da diversi lustri. E viceversa.

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