Ecco i pacifisti del G8: striscioni contro le vittime delle Foibe

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Domenica scorsa sono tornati in piazza a Genova i movimenti alternativi e di sinistra, che hanno ricordato il G8 del luglio 2001. Il corteo è partito da un luogo simbolo di quei giorni, piazza Alimonda, dove era stato ucciso Carlo Giuliani. Tra gli oltre 600 partecipanti che hanno poi raggiunto piazza De Ferrari, fermandosi sotto Palazzo Ducale, dove in questi giorni sono in corso diversi eventi – l’organizzazione dei quali creò nei mesi scorsi una certa polemica politica – celebranti il ventennale delle proteste contro il G8. Presente anche Giuliano Giuliani, padre di Carlo. Il corteo, riferisce il sito LiguriaNotizie.it, chiudeva questa prima giornata di eventi, cominciata con un convegno intitolato “Un altro mondo è possibile” con la presenza di don Luigi Ciotti, Vittorio Agnoletto e in videoconferenza padre Alex Zanotelli.

Tra i molti gli striscioni portati in corteo con le scritte “L’antifascismo non si processa”, “Amnistia per i reati sociali” e “Carlo vive”, ha provocato sdegno e indignazione la ricomparsa dello slogan ““No Foibe No Party”, causando una ferma presa di posizione e di condanna da parte di diversi politici di centrodestra genovesi e liguri e di Gioventù Nazionale Genova, oltre che di Emanuele Merlino e del Comitato 10 Febbraio, mentre a oggi la sinistra politica istituzionale e gli intellettuali, i giornalisti (molti hanno notato come “Il Secolo XIX” non abbia dato notizia dello striscione) e l’associazionismo di sinistra genovese tace, come stigmatizzato sui social da molti cittadini indignati.

In più, nella notte di lunedì, gli anarchici genovesi hanno rivendicato un attacco incendiario nei confronti di due ripetitori, dedicandolo a Carlo Giuliani.  La delirante rivendicazione ricordava “il ventennale delle bellissime giornate di rivolta del G8 di Genova e della tragica morte di Carlo Giuliani” e come “Le fiamme che abbiamo sprigionate vogliamo dedicarle a Carlo e a tutti i ribelli e le rivoluzionarie che nel mondo sono cadute combattendo”.

“Questi sono gli Antifascisti genovesi. Chiediamo a tutte le forze politiche e alla società civile genovese, e a Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura ospitante in questi giorni una serie di eventi proprio sul G8, di prendere le distanze e di condannare l’infame striscione “No Foibe No Party”, infangante la Memoria delle sofferenze di migliaia di italiani e italiane uccisi, infoibati e costretti all’esodo dalle terre italiane giuliano-dalmate, e l’attentato incendiario anarchico degli scorsi giorni. La gravità dei reati commessi (apologia di crimine di guerra e contro l’umanità e attentato alla sicurezza delle pubbliche comunicazioni), richiede a nostro avviso la ferma e esplicita reazione della società civile. Rinnoviamo inoltre al Comune di Genova il nostro appello a rispondere non solo legalmente, come fatto in queste ore dal Comitato 10 Febbraio, e politicamente a queste provocazioni, ma a farlo anche e soprattutto culturalmente con iniziative di alto livello scientifico nella ricorrenza nazionale del Giorno del Ricordo il 10 febbraio di ogni anno e divulgative nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle biblioteche cittadine”.

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