Baku: l’invisibile e la spiritualità con le grandi sculture dell’italiano Meggiato

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Fino al 26 ottobre 2024, nella capitale dell’Azerbaijan, Baku, trentanove sculture dell’artista italiano Gianfranco Meggiato, alcune delle quali di grandi dimensioni, sono esposte nell’Heydar Aliyev Center, uno dei più importanti complessi culturali dell’Asia, considerato fra i più avveniristici musei contemporanei al mondo, anche per la sua struttura ultramoderna progettata dall’architetto Zaha Hadid.

L’esposizione, intitolata “Linee dell’Invisibile” (Görünməyənin cizgiləri), non è una mostra qualsiasi, ma ha un significato importante per l’Italia, perché è la prima volta che il grande museo azero ospita una Personale di un’artista italiano, se si fa eccezione ad un’esposizione virtuale di opere di Caravaggio del  2017.

E infatti, l’accoglienza delle autorità nazionali azere a Meggiato è stata quella che si riserva agli ospiti speciali, con un’inaugurazione in grande stile a cui hanno partecipato le massime autorità amministrative, politiche e artistiche del Paese asiatico.

Peculiari, nella mostra, sono i temi dell’energia e dell’invisibile, che rimandano direttamente al Divino e all’influenza spirituale che giunge fino a noi e della quale l’artista è ricettore. C’è, dunque, una filosofia alla base di queste opere di Gianfranco Meggiato decisamente opposta rispetto a certa arte militante tanto in voga in occidente, che si riempie la bocca di temi sociali per creare sensazione, per orientare le scelte culturali in chiave progressista e materialista o per affermare, mediante un vuoto concettualismo, una visione individualistica e relativistica della realtà.

Nelle sculture di Meggiato, invece, si parla appunto di energia e si guarda alla forma della materia, ma non nel senso svuotato di significato spirituale che domina soprattutto in Europa e in Occidente. Le sue opere d’arte sono sì materia, ma questa altro non è che energia in uno stato più condensato. La ricerca dell’artista è, perciò, anche scientifica, abbracciando le tesi della Fisica Quantistica: scienza e spiritualità non sono in opposizione, ma al contrario trattano la medesima realtà da prospettive diverse e possono arrivare alle stesse conclusioni, liberate da ideologie e preconcetti. La Tradizione, dunque, esprime stessa anche mediante le forme avveniristiche e aerodinamiche delle sculture di Gianfranco Meggiato. Lo fa con un linguaggio artistico contemporaneo, ma guarda all’Universo, all’Eternità e al Cosmo: antico e moderno dialogano insieme in una nuova idea di contemporaneità, nella quale la materia e la sua forma vengono sublimate per rimandare all’Assoluto.

Fra le sculture più imponenti, l’opera “Germinazione”, alta oltre 6 metri e situata proprio davanti all’ingresso principale dell’Heydar Alyiev Center, ha un significato speciale: “la scultura – come sottolinea Gianfranco Meggiato – ricorda che siamo tutti foglie di un albero, cellule di un organismo, parti di un Essere. Fino a quando l’umanità non accetterà questi concetti di unità e fratellanza, non ci sarà né pace né rispetto per il mondo a cui apparteniamo”. La scultura appare, inoltre, come un concatenarsi di quattro elementi abbracciati, che solo uniti possono germogliare, riportandoci alla vita: un tema che è un richiamo forte al rispetto della natura e dell’ambiente.

Mistral” (alta 4 metri), con la sua forma caratterizzata dalle volute a spirale che si avvolgono attorno al nucleo e con il suo colore rosso, simbolicamente incarna e riunisce insieme il concetto del vento e della fiamma di fuoco, che rappresentano rispettivamente la città di Baku e l’Azerbaijan. Nell’Opera “Sfera Primigenia”, ispirata dalla fisica quantistica, vi sono le stringhe di energia attorno al nucleo, che è l’Origine, l’essenza creatrice. In “Sfera Samsara” si fa riferimento ai cicli di vita, morte e rinascita, che simboleggiano la vita. La ciclicità. All’uomo è data la possibilità di vivere i cicli, ma anche quella di trascenderli.

Presentando la mostra, Anar Alakbarov, Direttore dell’Heydar Aliyev Center, ha evidenziato la lunga tradizione del Centro di presentare opere di scultori importanti, esprimendo la propria gratitudine a Gianfranco Meggiato. L’esposizione è curata da Amina Melikova, Direttrice del Dipartimento di organizzazione eventi ed esposizioni presso l’Heydar Aliyev Center.

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