Istituto Stato e Partecipazione: come reagire al pensiero debole

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Passato, presente e futuro: l’idea eterna, la prassi flessibile, la proiezione dell’avvenire. Il mondo identitario è da sempre il tenersi in piedi in mezzo alle rovine, con salda in mente la propria storia che dà nutrimento allo stato dell’oggi e che fornisce fondamenta alle generazioni future, per non lasciarle in pasto all’omologazione culturale. L’Istituto Stato e Partecipazione nasce col preciso intento di vivificare il precedente assunto e di fornire fisicamente e virtualmente la possibilità di farsi attori della propria narrazione temporale. Come spiega il presidente Francesco Carlesi, si tratta di un progetto che vuole “coinvolgere, interrogare e far dialogare su due linee guida: lo studio storico e l’impegno ad agire sul reale, formulando dossier e proposte che arrivino a politica e accademia”. Formato da consiglio direttivo, comitato scientifico e comitato redazionale, l’Istituto Stato e Partecipazione conta infatti penne brillanti ed eterogenee del panorama culturale odierno e propone cultura propedeutica all’azione, centralità del lavoro, spirito comunitario e riflessione comprensiva opposta alla frammentazione dell’uomo contemporaneo e al pensiero debole che ne deriva. Storia, diritto, economia, sociologia, arte, geopolitica e filosofia concorrono tutte ad un nuovo “umanesimo del lavoro” che possa muoversi sull’asse verticale dello Stato garante e sull’asse orizzontale della condivisione. Tra gli spunti di analisi, il sovranismo ha costituito il tema di lancio dell’Istituto ed una prima stimolante campagna per postulare una riflessione sulla vita associata e svilupparla prima a ritroso e poi in avanti.

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