La scoperta archeologica dell’anno

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Faida, Rilievo 7 in fase di scavo, VIII-VII sec. a.C. (foto Alberto Savioli per LoNAP)

I dieci rilievi rupestri assiri nel Kurdistan iracheno sono la scoperta più significativa del 2019 e al sito di Faida andrà l’International Archaeological Discovery Award, il Premio intitolato a Khaled al-Asaad, direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale. Il Premio è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e in particolare ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio.

La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, in programma a Paestum dal 19 al 22 novembre, e Archeo, la prima testata archeologica italiana, hanno inteso dare il giusto tributo alle scoperte archeologiche attraverso un Premio annuale assegnato in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia) e da quest’anno anche con British Archaeology (Regno Unito) la testata del prestigioso Council for British Archaeology.

Le cinque finaliste dello scorso anno candidate alla vittoria per il 2020 erano la città perduta di Mahendraparvata capitale dell’impero Khmer nella foresta sulle colline di Phnom Kulen a nord-est di Angkor; unametropoli neolitica di novemila anni fa a Motza, a 5 chilometri da Gerusalemme; la Sala della Sfinge della Domus Aurea a Roma; una statua di origine etrusca raffigurante un leone alato del VI secolo a.C. a Vulci.

La scoperta dei rilievi rupestri nel Kurdistan si deve ad una missione dell’Università di Udine. Si tratta di pannelli imponenti, grandi cinque metri e larghi due, scolpiti lungo un antico canale d’irrigazione lungo 8,5 km, alimentato da un sistema di risorgenti carsiche, oggi sepolto sotto spessi strati di terra depositati dall’erosione del fianco della collina. Ma nell’antichità dal canale si diramava una rete di canali più piccoli, che consentivano di irrigare i campi circostanti, rendendo ancora più fertile le campagne coltivate nell’entroterra di Ninive, capitale dell’impero. La mitologia assira raffigurata sulla roccia è un campionario significativo di divinità e animali sacri. Le figure divine rappresentano il dio Assur, la principale divinità del pantheon assiro, su un dragone e un leone con corna, sua moglie Mullissu, seduta su un elaborato trono sorretto da un leone, il dio della Luna, Sin, anch’egli su un leone con corna, il dio della Sapienza, Nabu, su un dragone, il dio del Sole, Shamash, su un cavallo, il dio della Tempesta, Adad, su un leone con corna e un toro e Ishtar, la dea dell’Amore e della Guerra su un leone.

Il Premio sarà consegnato a Daniele Morandi Bonacossi, direttore della missione archeologica Italiana nel Kurdistan iracheno e ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’Università di Udine, venerdì 20 novembre alla presenza di Fayrouz, archeologa e figlia di Khaled al-Asaad, in occasione della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

I rilievi rupestri del Kurdistan iracheno si aggiudicano anche lo “Special Award”, il Premio alla scoperta con il maggior consenso sulla pagina Facebook della Borsa di cui è ideatore e direttore Ugo Picarelli.

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