L’Italia non ha bisogno di una guerra

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Stiamo rafforzando il nostro già rilevante contributo allo spiegamento militare in tutti i Paesi Alleati piu’ direttamente esposti.

L’intervento del sig. Presidente del Consiglio Mario Draghi è appena terminato e cerchiamo di immaginare i -probabilmente- gravi scenari che questa frase e le altre sue brevi e lapidarie dichiarazioni potrebbero comportare per l’Italia.

Matricialmente e per migliore interpretazione rammentiamo una serie di punti :

  • Un conflitto non è mai accettabile e va comunque condannato
  • Si tende sempre a una   “de-escalation” delle tensioni soprattuitto con scenari complessivi e quadranti operativi che coinvolgono l’Europa.      
  • Le democrazie , le Nazioni nei momenti di crisi da sempre si parlano attraverso canali diplomatici           che non sono mai -per assunzione chiusi , sino all’ultimo momento ed anche oltre        
  • La Ukraina non è membro NATO. Per  maggior efficacia e semplicità , citiamo le parole del segretario generale NATO Stoltenberg pronunciate il 30 gennaio 2022: “Gli alleati della Nato hanno addestratori lì”, forniscono attrezzature, armi difensive. Facciamo un sacco di cose per aiutare l’Ucraina a rafforzare la propria capacità di difesa. Ma l’Ucraina non è un alleato Nato. C’è una sicurezza al 100% che un attacco a un alleato inneschi la risposta dall’intera alleanza: questo si applica agli alleati Nato, non a un partner stretto e di valore”                            

E se il periodo riportato in apertura non da molto spazio all’interpretazione è ancora piu’ serio quando è pronunciato da un Primo Ministro e dunque non piu’ soggetto a possibilità di moderazione o smentita . Letto in chiaro , se mai necessario, è che la nazione Italia si vedrebbe potenzialmente conivolta in un conflitto in territorio Europeo a difesa di una nazione “amica” ma non certo NATO e alla quale non si possono applicare le regole della Alleanza.

Nella immediatezza tralasciamo di proposito l’opponente – ovvero la Russia nazione anch’essa amica- e le eventuali ragioni o torti che in un conflitto sono molto spesso cogenti per ciascun opponente appunto in funzione delle rispettive prospettive. Tralasciamo inoltre di proposito il livello di democrazia di ciascun opponente e dei rispettivi leaders proprio perchè quel che ci proccupa è il coinvolgimento della nostra nazione in un conflitto che non minaccia i suoi propri confini .

Ne vogliamo tornare con la memoria al nostro coinvolgimento al bombardamento della Serbia.

Ukraina è un paese Europeo” afferma Draghi: ma non è membro NATO ripetiamo noi ed anche la Russia è un paese Europeo per buona parte della sua geografia ed è paese amico.

Ho sempre pensato che qualsiasi forma di dialogo dovesse essere sincero e soprattutto utile. Le azioni del governo russo di questi giorni lo rendono nei fatti impossibile”. In politica e in Diplomazia nulla è impossibile e il dilaogo e i rapporti sono continui e indispensabili : questo è il ruolo delle diplomazie: un Primo Ministro che li esclude a priori – soprattutto dopo le violente critiche interne e dalla Russia per l’atteggiamento del Sig. Ministro degli Esteri – lascia perplessi e da precise indicazioni su un modo di operare che è propriamente al di fuori della grammatica politica, qualità sempre indispensabile ma non presente nella “toolbox” del capo dell’esecutivo, come piu’ volte da noi constatato dal 2011 in avanti anche in BCE.

Per brevità non sviluppiamo quanto sta accadendo su mercati dell’energia da ieri e che abbiamo già trattato qui la settimana passata: ma già assistiamo ad un aumento dei prezzi del TTF ( il Gas Europeo) dal 40 pct al 60 pct e del 35pct del costo della energia di picco Francese.

Ci auguriamo -da cittadini italiani volti alla pace – che questo intervento sia piu’ una prova di forza verbale egoriferita a ripetizione dell’ ormai decennale ” Whatever it takes , and believe me will be enough” del luglio 2012.

Ripetizione molto pericolosa e – a nostro sommesso avviso- molto mal riuscita intesa forse a distogliere l’attenzione da gravi problemi interni irrisolti ed appunto legati all’energia.

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