Ma quale lobby nera, la vera lobby è quella rossa del Sistema

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E’ la regola del tre, bellezza. Una procura che indaga, un giornale che mostrifica, un partito che appoggia e che ne trae vantaggio o almeno cerca di farlo. Nel caso della indagine sulla “lobby nera”, arrivata puntuale ieri, in cui sono indagati Roberto Longhi Javarini e l’importante dirigente di Fratelli d’Italia ed eurodeputato Carlo Fidanza, c’è una leggera variazione che non smentisce ma anzi conferma la regola. Non è partita la procura, come nella maggior parte dei casi, dietro l’input più o meno nascosto di un politico, ma una “inchiesta” di un sito che vede le cose da angolature un pò “sinistre”, Fanpage. Poi si è trovato il politico di un partito dello zero virgola, Europa verde, per l’esposto, e immancabile la procura di Milano. Quindi, pare di capire che se qualche giornalista di qualche sito on line domani si “infiltrasse” nei pressi del Pd, seguisse la campagna elettorale di un suo esponente, ne traesse dei video che poi farebbe uscire, le procure interverrebbero. Mi fermo… fa già abbastanza ridere cosi. Quanto all'”inchiesta”, hanno perfettamente ragione a definirla come estranea al giornalismo due maestri come Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti, che su Libero ha giustamente definito la pratica di infiltrarsi e di spingere al reato (come secondo i video avrebbe fatto il “giornalista” di Fanpage) qualcosa che attiene più ai servizi che alla missione della stampa. Stampa che si guarda bene, non solo di condurre analoghe inchieste tra il Pd o i 5 Stelle, ma anche presso soggetti assai più pericolosi dei “fascisti” di Fratelli d’Italia, come ad esempio terroristi islamici o mafiosi. Quanto ai servizi….Siamo sicuri poi che non c’entrino nulla? Probabilmente non lo sapremo mai.

Sta di fatto che, come abbiamo scritto qui e altrove più volte, il Sistema non è scalfito e l’inchiesta sulla “lobby nera” non è che la sua ennesima messa in atto. Attendiamo con ansia di leggere il Sistema parte 2, il sequel del fortunato libro di Luca Palamara, per vedere se le rivelazioni sui traffici di certa magistratura non siano eticamente, politicamente e giudizialmente assai più gravi dei reati contestanti a Fidanza. Di certo, stante cosi le cose, neppure il Sistema 2, temo lo scalfirà più di tanto. Perché il Sistema (della magistratura) regge a sua volta un Sistema ancora più grande, quello della continuità di un blocco di potere costituitosi tra gli anni Ottanta e la fine del secolo scorso, che persino l’ondata di Berlusconi non è riuscito a distruggere e che aveva ed ha nella magistratura politicizzata e corporativa uno dei suoi pilastri fondamentali.

Per scalfire il Sistema non bastano uno o due libri, serve la cultura diffusa, serve che diventi senso comune l’idea e la pratica di una giustizia giusta, ma anche di un giornalismo che non sia la clava di un partito politico, il Pd, che del Sistema è l’asse principale. E serve poi una politica che si renda ben conto che nulla potrà fare, anche una volta vinte le elezioni, se non intaccherà il Sistema. L’inchiesta sulla lobby nera è anche un avvertimento: non vi lasceremo governare neppure se avrete l’80% dei voti.

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