Nel segno della tradizione con gli artisti di Art Now

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Quasi sempre la figura retorica dell’ekfrasis si risolve nella rappresentazione verbale di un’opera d’arte visiva (per esempio, una poesia o un testo in prosa che descrivono un quadro). Dante Alighieri nella Divina Commedia ce ne regala sublimi esempi: nei canti decimo e dodicesimo del Purgatorio, il poeta descrive con dovizia di particolari alcune sculture a parete e alcuni bassorilievi posti per terra – come coperchi di sarcofaghi – che raffigurano le gesta di umili famosi o i peccati di superbi altrettanto celebri.

La parola ha gioco facile quando si tratta di spiegare una cosa che si presenta alla vista, mentre gli artisti fanno più quando si tratta di far vedere una poesia o mostrare un romanzo. Nel caso specifico della Commedia, la complessità del testo, la sua profondità, trascende poi quasi ogni tentativo di rappresentazione dei Canti, tanto che al massimo si sono avuti nella storia dei buoni illustratori, a partire dal sommo Gustave Dorè. Mentre le prove pur di artisti famosi (Dalì o William Blake…) non sono mai riuscite a evitare l’effetto didascalia, perfino quando si è trattato di dipingere la scena di Paolo e Francesca, tra tutte la più celebrata. Tanto che pensando a Dante, la cosa più semplice nel corso dei secoli è stata quella di raffigurare il poeta più che i suoi versi: Giotto, Botticelli, Bronzino, per citare i maestri, ne hanno eternato il profilo severo e dopo di loro una lunga teoria ne ha definitivamente consolidato l’iconografia.

E’ apparsa dunque sfidante l’idea dell’editore ArtNow di intitolare un premio proprio a Dante Alighieri, doveroso omaggio nei settecento anni della morte all’inventore della lingua italiana. Tanto che quasi 1000 artisti, di tutte le risme e generi, hanno voluto partecipare a questa call la cui fase finale si è svolta settimana scorsa proprio a Firenze, città natale di Dante, nelle splendide sale di Palazzo Borghese. Una sorta di celebrazione della creatività italiana in considerazione del fatto che i selezionati hanno potuto mostrare le loro opere ispirate, direttamente o indirettamente, da quell’inesauribile giacimento di identità che è la Divina Commedia; ma anche una sorta di censimento degli artisti italiani che ArtNow porta avanti ormai da qualche anno con la pubblicazione di un Annuario, diventato ormai uno strumento imprescindibile per capire le dinamiche dell’art system, gli stili e le mode che imperano, i risultati a cui addivengono pittori e scultori, fotografi e videoartisti e performer.

Il parziale (per ora) risultato è quello di un movimento di artisti, legato ad ArtNow, che predilige il senso e la bellezza dell’arte ancora legata alla tradizione, rispetto agli orrori e ai nonsense dell’arte concettuale; che lavora dunque sulla forma sia quando si tratta di figurazione sia quando si tratta di astrazione, che si pone l’obiettivo di emozionare emozionandosi, esprimendo sentimenti e idealità.

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