Rafforzata dal risultato elettorale che ha premiato tutti i partiti della maggioranza, stamattina alle 11 Giorgia Meloni darà il via al G7 sotto la presidenza italiana a Borgo Egnazia, in Puglia.
Tanti i temi sul tappeto, in particolare di strategia globale: la guerra tra Russia e Ucraina e lo scontro tra Israele e Hamas, il nodo di Taiwan e della Cina. Il tutto con un’Europa il cui panorama politico esce scosso dalle urne. Non tutti i premier del G7 infatti possono vantare la medesima solidità della Meloni, come per esempio il primo ministro britannico Rishi Sunak la cui riconferma a Downing Street è sul filo del rasoio ed Emmanuel Macron, la cui debacle elettorale l’ha spinto a uno scioglimento dell’assemblea nazionale e alle elezioni anticipate.
A tenere banco sarà la questione dei prestiti all’Ucraina, che dovrebbero essere garantiti dall’esproprio dei beni finanziari russi congelati in Occidente, un’ipotesi che tuttavia lascia molte perplessità, fra veto ungherese al prossimo rinnovo semestrale delle sanzioni contro Mosca e soprattutto la richiesta statunitense che l’Unione Europa agisca come unica garante del finanziamento a Kiev qualora gli asset smettano di generare utili. Al contrario, l’UE chiede che tutti i membri del G7 (quindi anche USA, Regno Unito, Canada e Giappone) garantiscano il finanziamento. Il tutto mentre la possibile riconferma di Joe Biden alla Casa Bianca appare sempre più improbabile nonostante la persecuzione giudiziaria contro Trump.
La presidenza italiana del G7 detterà anche l’agenda per i rapporti fra il Nord Globale e l’Africa, dopo la sequela di disastri francesi nell’ormai ex Françafrique. Il “Piano Mattei” proposto dal governo italiano metterà sul tavolo una strategia condivisa di investimenti per rallentare i flussi migratori, lottare contro i trafficanti di esseri umani, ma che sia discussa e coordinata con i governi africani. Proprio in quest’ottica sono presenti al summit Mohamed Ould Ghazouani, presidente della Mauritania nonché presidente di turno dell’Unione Africana, Kais Saied, presidente della Tunisia, Abdelmadjid Tebboune, presidente dell’Algeria, William Ruto, presidente del Kenya, e Akinwumi Adesina, presidente della Banca Africana di Sviluppo.
Al vertice prenderanno parte anche Argentina, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Turchia, nonché Brasile e India, due membri dei BRICS.
Alle questioni riguardanti politica estera, guerre, sicurezza globale, collaborazione fra nord e sud del mondo, tassazione delle multinazionali (fortemente voluta dall’Italia), il G7 unirà anche una discussione sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che vedrà come interlocutore Jorge Bergoglio, il quale ha più volte messo in guardia sui pericoli di un’evoluzione di queste tecnologie non limitate da paletti etici.


















