Perché la storia della Corsica è anche la storia dell’Italia

10

ABBONATI A CULTURAIDENTITA’

“Ho il presentimento che un giorno questa piccola isola stupirà l’Europa”: così Jean Jacques Rousseau quando pensava alla Corsica, “ile de beautè” come la chiamavano i francesi, quell’isola di bellezza studiata con impareggiabile acribia dallo storico Gioacchino Volpe (Paganica 1876 – Santarcangelo 1971), di cui Eclettica Edizioni ha recentemente dato alle stampe la raccolta Storia della Corsica italiana (dicembre 2021, 278 pagine, 18 euro), in collaborazione con l’Associazione italo-còrsa Pasquale Paoli.

LEGGI ANCHE: S’infiamma la Corsica per l’indipendenza

Mai come oggi la pubblicazione è apparsa così tempestiva e contemporanea (ne abbiamo parlato QUI). Da sempre la cultura erudita e storica italiana si è occupata della Corsica, perché al di là dei pur pregevolissimi approcci letterari e artistici, la sua storia è una storia nobilissima, “fatta di indomite rivolte, di conati disperati verso l’indipendenza”, che il lettore italiano (anche non specializzato) avrà modo di apprezzare lungo le 278 pagine di cui consta questa “summa” volpiana. Si parte dagli albori, dagli Etruschi che per primi legarono la Corsica alla Toscana e si arriva alla Corsica d’oggi, che non può non essere anche un po’ italiana: in mezzo il lettore percorrerà le tappe salienti di questa storia, attraverso le rivoluzioni, il regime genovese, il generalato di Pasquale Paoli con cui la vecchia guerriglia còrsa contro Genova diventa lotta per l’indipendenza, il dominio francese e “il riapparire di una Corsica che vuole essere Corsica” (dall’introduzione di Gioacchino Volpe posta come prefazione al volume, datata 1939, quando apparve in prima edizione presso l’Istituto per gli studi di politica internazionale).

La Corsica è un po’ un “mistero” per noi italiani e forse pochi sanno che è italianissima: come scrive in esergo al volume di Eclettica Edizioni Stefano Tozzi, Presidente Associazione italo-còrsa Pasquale Paoli, “libro di Volpe è un lungo viaggio non solo sulla storia della Corsica ma soprattutto sulla storia dell’Italia, della sua immensa cultura della sua grande identità culturale”: insomma, un libro imprescindibile non solo per l’esperto ma anche per il lettore curioso di conoscere una storia avvincente che non tutti gli italiani conoscono.

ABBONATI A CULTURAIDENTITA’

10 Commenti

  1. Va bene, ma i giochi erano ormai fatti a metà Ottocento. Anche se i Corsi si sono sempre sentiti una cosa a parte rispetto ai Francesi, non hanno mai mostrato – salvo pochi personaggi – una voglia di unirsi all’Italia, nemmeno durante la seconda guerra mondiale, checché sperasse Volpe. E non è che adesso possiamo fare una spedizione stile Putin per riprendercela, al grido: “La Corsica è il nostro Donbass!”. Quello che possiamo e dovremmo fare è ricordare ai Corsi il loro legame viscerale con la lingua e la cultura italiane. Ma, del resto, se persino in Italia ormai va di moda sputare sull’Italia, vedi quello che succede nelle regioni di frontiera con le varie minoranze etnicolinguistiche più o meno reali (vedi lo scandalo della “lingua friulana” imposta come lingua ufficiale, con tanti di uffici pubblici deputati alle traduzioni!) e con i cosiddetti “autonomisti” sardi e siciliani che si inventano lingue mai storicamente esistite pur di rimarcare una loro distanza dall’Italia… Facciamo i conti con costoro e coi loro sponsor politici, prima di pensare a sistemare la Corsica.

  2. Luca Pignataro, ma le stronzate che hai scritto le rileggi per caso?! Non esiste la lingua Sarda, una terra che con l’Italia non c’entra assolutissimamente niente.. Le distanze da voi le prendiamo su perché siano una Nazione, solito fascista italiota, non siamo la vostra Corsica

    • E’ colpa del Regno di Sardegna” se il Regno di Napoli ora si trova in Italia……..Voi avete provocato il piu’ grande danno che si chiama Italia !

      • A dire il vero il regno di Sardegna fu chiamato così perché la Sardegna in quel periodo passata di mano in mano come fosse oggetto di compravendita era quella terra che in quel periodo non aveva alcun titolo. Di fatto si trattava del regno piemontese dei Savoia che si presero la Sardegna e chiamarono impropriamente il loro regno, Regno di Sardegna, senza chiedere il permesso ai sardi. Per favore, si studi la storia prima di fare affermazioni stolte e assurde come questa.

    • Ma cosa ti stai inventando LA sardegna nin fa parte per geologia, storia, lingua, cultura e ultimi studi DNA UNICUM NON ITALIANO STUDIA BRUTTA CAPRA ITALICA NON SIAMO ITALIANO SOLO OCCUPAZIONE DELLE STAYO DA 170 ANNI

    • Allora come mai ti esprimi in perfetto italiano, parolacce incluse? Il termine “stronzate” è sardo, per caso? I dialetti sardi sono neolatini o no? Hanno origine “sarda”? Quando mai in Sardegna c’è stata una lingua sarda ufficiale nel corso dei secoli? E perché invece la dominazione spagnola non vi fa schifo? Lo sai che una nazione è fatta dalla storia e dalla cultura, non dall’ambiente fisico? La mia professoressa di italiano alle medie era sarda e criticava quelli che cianciavano di lingua sarda e poi non si mettevano d’accordo su quale dialetto adottare, sapendo che uno era diverso dall’altro.

  3. O pignataro, ma va a lavar pignatte. Noi fiulani aabiamo la nostra storia. Siamo diventati italiani, accorpati fraudolentemente, solo nel 1866 e 1919. Abbiamo la nostra lingua, anzi le nostre lingue: friulano, tesdesco e sloveno. Studia e informati.

    • Studia, tu, magari, invece di insultare chi di titoli ne ha ben più di te, che forse avrai rimediato un diploma fraudolento. I friulani sono italiani esattamente come tutti gli altri. E hanno combattuto per l’indipendenza e l’unità d’Italia. Mai sentito parlare di Osoppo? O di Ippolito Nievo? O di Porzus? Mai letto “Le mie prigioni” di Silvio Pellico che passò da Udine? Vai, vai, e studia invece di insultare.

  4. Ma cosa ti stai inventando LA sardegna non fa parte per geologia, storia, lingua, cultura e ultimi studi DNA UNICUM NON ITALIANO STUDIA CAPRA ITALICA NON SIAMO ITALIANi SOLO OCCUPAZIONE DELLE STATO DA 170 ANNI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui