“Ricostruiremo Norcia pietra su pietra”: intervista a Don Davide Tononi

“Ricostruiremo Norcia pietra su pietra”: intervista a Don Davide Tononi

Don Davide Tofoni da Norcia: “La famiglia è un valore da vivere”

Da Puegnago in prossimità del Garda a Turrita di Montefalco vicino a Norcia, don Davide Tononi ha compiuto un percorso discensivo verso quello che è il cuore geografico e forse anche spirituale d’Italia. Questo parroco dinamico che ama correre sulla sua Vespa gialla 50 special ed impegnarsi nello Spartan Race (il percorso che mescola l’atletica con le forme dell’addestramento militare) cura le anime di una comunità che col terremoto del 30 ottobre 2016 ha subito un duro colpo. E forse quel che ha fatto più male non è stata la grande onda sismica che ha abbattuto la Basilica di San Benedetto e neppure le successive, ma quel senso di semi-abbandono che le lentezze nella ricostruzione hanno insinuato, come un dubbio letale, nella coscienza delle genti del luogo.

Don Davide, quali considerazioni ispira la vista delle macerie di una chiesa consacrata a uno dei padri della grande famiglia dei popoli europei? 

Questo avvenimento tragico rappresenta un invito a rivedere le nostre priorità fondamentali, a tornare all’essenziale. Certo fa male al cuore vedere una bellezza, nel contempo artistica e spirituale che si sbriciola, e constatare una lentezza nel togliere le macerie. Ma noi non abbiamo altra scelta: dobbiamo ricostruire pietra su pietra e attorno a quelle pietre dobbiamo restituire senso alla nostra comunità.

Quali umori percepisce nella gente del luogo?

Alcune persone sono andate via, ma chi è rimasto conserva quel barlume di speranza che consente di andare avanti.  Certo c’è smarrimento, pessimismo anche rabbia, inutile negarlo, per le lentezze oggettive. Ma per il ruolo che ricopro non posso fare altro che tenere accesa la fiammella della volontà costruttiva nutrita da ogni speranza.

Lei, nello svolgimento del suo ruolo, si affida anche ai social…

Sono utili, non indispensabili. Cominciai ad utilizzarli in seminario e continuerò a usarli a meno che non mi accorgessi che tolgono spazio alle relazioni concrete. Le relazioni tra persone sono il vero fondamento di ogni società.

Nella trama delle relazioni più profonde, quelle tra genitori e figli, ultimamente si è insinuata una vicenda oscura: penso ai fatti di Bibbiano, con bambini separati dai genitori in maniera forzosa, come sostengono alcuni inquirenti. Che idea si è fatta? 

Attendo le conclusioni della magistratura, senza esprimere giudizi prematuri. E riguardo alla famiglia penso che sia un valore fondamentale da vivere e testimoniare ancor prima che da predicare: testimoniare la bellezza del vivere in famiglia. Spero che si vada a fondo con chiarezza e oggettività nella vicenda e che poi si torni alla priorità di ricostruire relazioni profondamente “umane”, appunto a partire dalla famiglia. 

E per l’Umbria, che è sotto i riflettori come laboratorio politico in vista delle prossime elezioni, quali pensa siano le priorità?

Per Norcia e dintorni in primis sbloccare la ricostruzione, per l’Umbria ma direi per l’Italia in generale la priorità è tornare alle questioni sociali fondamentali: le politiche giovanili, le politiche per il lavoro. E l’ideale sarebbe che su questi temi si ragionasse in un clima di serenità costruttiva, di collaborazione tra tutte le parti dello scenario italiano, senza demonizzazioni contrapposte.

Alfonso Piscitelli



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