Tra “schiaffi” e idee ci vediamo ad Anagni

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Alla fine anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. Malgrado ogni burocrazia ed ogni contraddittoria norma anti Covid, CulturaIdentità organizza il suo terzo Festival. Dopo la prima edizione al Castello Dentice di Frasso a San Vito dei Normanni nel Salento e quella della scorsa estate sull’aeropittura futurista che FT Marinetti fece nascere sul golfo della Spezia, il 4 e 5 agosto l’appuntamento è nel cuore della ciociaria, ad Anagni. La splendida cittadina laziale, in provincia di Frosinone, è ricca di storia e di tradizioni che annualmente, con la nostra manifestazione, andiamo a riscoprire in ogni luogo d’Italia. In un mondo globalizzato, appiattito al racconto mainstream del politicamente corretto, che vorrebbe cancellare la cultura e l’identità di ogni popolo, il nostro Festival sta diventando uno degli ultimi baluardi in difesa della gloriosa storia della nostra penisola, che questo Governo vorrebbe trasformare in un gigantesco campo profughi all’aria aperta invece che nel teatro della Bellezza più grande del mondo. Due giorni di dibattiti, premi ed incontri, dove approfondiremo un tema di grande attualità, al quale abbiamo dedicato il numero del nostro mensile in questi giorni in edicola: la fede. Anagni, capitale degli Ernici, antica popolazione sottomessa poi a Roma nel 306 a.C. è conosciuta come la Città dei Papi, perché diede i natali a ben quattro pontefici: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII. Poi fu resa ancor più celebre dal famoso “schiaffo” avvenuto nel 1303. Protagonista fu Bonifacio VIII, che si ribellò al re di Francia Filippo il Bello, che voleva spostare la sede papale (come infatti poi fece dopo morte del pontefice ad Avignone). In soccorso al francese arrivano i soliti partigiani filo-stranieri, tra i quali Sciarra Colonna, che schiaffeggiò il papa. L’affrontò provocò la reazione degli abitanti della città, che si ribellarono ai congiurati e riuscirono a liberare Bonifacio VIII. Certo, guardando l’Italia di oggi presa a schiaffi, pugni e calci, sarebbe auspicabile la stessa ribellione. Di questo e di tanto altro parleremo in piazza Innocenzo III nelle serate che condurrò con la cantante Alma Manera e con tanti amici del nostro gruppo, nato più di due anni fa dal palco del teatro Manzoni di Milano. Da Meluzzi a Magdi Allam, da Fusaro al cardinale Ruini, dal senatore Quagliarello all’onorevole Mollicone, dal vicedirettore Del Vigo al CDA Rai Rossi, da Sansoni a Prosperini. Angelo Crespi e Biasini Selvaggi parleranno d’arte e del rapporto del grande scultore locale Tommaso Gismondi con i papi e conferiranno il premio a Jago, l’artista che denudò Ratzinger.

2 Commenti

  1. Mi sembra di capire, che i quattro papi corrispondono a quelli citati.
    UrbanoVII, era dei quattro papi, che erano nativi del posto.
    Mentre Bonifacio VIII, fu anche lui papa, ma era proveniente da Roma.
    Il suddetto Bonifacio venne eletto papa nel 1294, mentre il nativo UrbanoVII
    fu eletto fu eletto papa, molti anni dopo, ovvero nel 15 settembre 1590.
    Quindi, le do’ ragione, in virtu’ dei 4 papi, ma nativi di Anagni, mentre nelll’elenco reale dei papi, fu prima il Bonifacio VIII, e successivamente UrbanoVII.
    Non sono uno studioso,ma leggendo un po’ di storia dei papi, ho trovato queste informazioni.
    Puo’ trovare conferma su Wikipedia, o meglio ancora sulla Treccani.
    La saluto
    cordialmente
    Egidio Maranca Roma

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