Tutti quelli che si ribellano al coprifuoco

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ilgiornale.it

Vittorio Sgarbi lo ha detto chiaro e tondo: il coprifuoco è una privazione di libertà e fare una commissione d’inchiesta, per quanto utile di per sé, rischia di essere una perdita di tempo. Dunque la restituzione della libertà avvenga tramite quell’ordine che la dà e la toglie: la magistratura ordinaria. Vietare di uscire di casa alle 22 è una decisione da regime, che fa il paio con la decisione di obbligare bar e ristoranti a chiudere alla stessa ora dando loro il colpo di grazia, qualora i mancati ristori non l’avessero già fatto. Noi concordiamo anche con l’Umbertone nazionale, che in una delle sue consuete dirette su Fb ha detto che già la parola stessa, “coprifuoco”, mette i brividi e ricorda la guerra, quando i cittadini oscuravano le finestre di casa per non farsi bombardare. Giorgia Meloni in Parlamento ha chiesto l’abolizione della norma o, almeno, il prolungamento dell’orario di apertura a mezzanotte per i ristoranti, mentre per il sottosegretario all’Interno della Lega Nicola Molteni bisogna almeno spostare il coprifuoco alle 23.Di sicuro c’è che i cittadini hanno bisogno di riprendersi le loro libertà: su Twitter l‘hashtag #ioil22nonlovoglio è subito decollato un secondo dopo l’approvazione del decreto sul coprifuoco, mentre Salvini in una diretta fb ha lanciato l’idea di un sito per combattere “questo pregiudizio per cui qualcuno vede solo rosso, per ideologia vede solo rosso. Il coprifuoco fino a luglio non ha nessun senso, nemmeno fino a maggio”. Va oltre Nicola Porro, che aderendo a #ioil22nonlovoglio dice: “Il coprifuoco è la più odiosa delle manovre governative, ciò che sta succedendo è peggio di una dittatura”.

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