Angelo Tudisca: «A Tusa si viene per restare»

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Foto: Carmelo Mastrandrea

Il sindaco della Città Identitaria siciliana, spiega come le bellezze di Tusa spingano gli stranieri a comprare casa nel suo centro storico

Un tesoro sotto terra che lentamente viene fuori. A Tusa, il borgo più a occidente della provincia di Messina, il sindaco Angelo Tudisca ci racconta dell’incredibile patrimonio archeologico che sta venendo alla luce: «Abbiamo fatto un accordo con le università di Palermo, Messina, Oxford e Amiens e gli scavi stanno ricostruendo l’antica Halaesa Arconidea. Lentamente emerge uno dei siti archeologici più importanti della Sicilia anche grazie all’impegno dell’Amministrazione» continua il primo cittadino.

Angelo Tudisca

Ma Tusa ha una storia millenaria, che non si ferma all’antichità siculo-greca, con le terme e il teatro, recentemente identificato, che ha una struttura di 77 per 37,5 metri. «La nostra religiosità è evidente nelle tradizioni e nei luoghi come il Calvario – ci spiega Tudisca – in una collina fuori città, oggi “luogo del cuore FAI”, con le sue mura a forma di Sacro Cuore. Qui il Venerdì Santo si svolge la toccante rappresentazione sacra con la Madonna che incontra il Cristo nella sua strada verso la crocefissione. Come questo luogo ce ne sono pochissimi nel mondo, e noi tusani ne siamo molto orgogliosi».

La fede è il pilastro identitario di questa città fiera e antichissima: «la nostra Patrona è Maria Santissima Assunta, che si celebra a Ferragosto – dice il sindaco – Da noi la festa dura tre giorni ed è caratterizzata dalla sacra rappresentazione che noi chiamiamo “Acchianata dâ Madonna”, la salita della Madonna, perché com’è noto, la Vergine non morì, ma si addormentò – è la Dormitio Mariae – e venne portata in cielo con tutto il corpo dagli angeli. Noi rappresentiamo da tre secoli questo miracoloso evento con dei teli e dei macchinari scenografici».

Il sindaco Tudisca ci spiega poi come il comune ha ottenuto i finanziamenti del Piano Borghi: «Abbiamo molte opere d’arte e architettoniche e una natura meravigliosa» dice Tudisca. «C’è per esempio il convento delle Sorelle Minori di San Francesco a Tusa (ME) ha sede nell’antico monastero dei Cappuccini, risalente al XVI secolo, restaurato nel 1983, la cui vita monastica è attiva e vitale nella nostra città». C’è poi il ricordo ancora vivo e presente della pregevole attività artigiana della bottega dei Li Volsi, grandi artisti siciliani che durante il Barocco riempirono l’Isola di opere sacre egregie: «A Tusa i Li Volsi hanno lasciato oltre una dozzina di capolavori, fra cui il macchinario dell’Acchianata. Mastro Giuseppe Li Volsi è morto a Tusa nel 1667 ed è stato sepolto nella chiesa di San Giuseppe».

Ultime ma non ultime, le bellezze naturali. «Come dicevamo, non c’è solo archeologia, fede, arte e identità storica – continua il sindaco – ma anche un territorio bellissimo. Ovviamente tutti pensano al mare, con le due spiagge di Lampare e Marina, già Bandiere Blu, ma c’è anche l’entroterra, con il Bosco di Tardara, ben 324 ettari di vegetazione mediterranea, perfetta per le escursioni a piedi e a cavallo, da cui si gode una vista incantevole fino alle isole Eolie».

Tusa dunque è un borgo con mille sfaccettature: «Non è un caso – conclude il sindaco – che molti forestieri stiano comprando casa proprio nel centro della nostra città, attratti dalle sue antichità e dalle bellezze che offriamo». 

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