Catasto: l’ultimo assalto agli italiani

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L’Italia ha una imposizione fiscale sulla casa pari a 41 mld. Se si aggiungono 10 mld di raccolta sui rifiuti arriviamo a 51mld ovvero 2.9% del PIL rispetto ad un 2.6% della media Europea.

E se l’ultima cifra è destinata ad aumentare con la “transizione eco-ideologica progressista-gretina” e la inefficienza delle amministrazioni, quella dell’IMU è -con la riforma del catasto passata la scorsa settimana- destinata ad esplodere.
Nella “riforma” – che doveva essere puramente tecnica- gli effetti sulla rivalutazione degli immobili ai fini IMU vedranno incrementi per le zone centrali delle maggiori città da nord a sud da un minimo di +32% di Bari ad un massimo del 151% di Milano passando per un+53% di Roma e 119% di Napoli.

Fermiamoci per ora con i numeri e facciamo una riflessione: quale è la genesi di una tale “mossa proditoria” perpetrata alle spalle degli italiani? Ma a ben vedere è “veramente “proditoria” o stiamo esagerando e di molto e ce ne scusiamo?

Questa azione non è passata alle spalle ma davanti agli italiani e questi non sono affatto inermi, non meno dei loro vicini francesi o spagnoli. Forse guardavano altrove? Aal bene della Patria nel performare il gesto eroico e altruista del trattamento sanitario e della verde certificazione, il vero nuovo oro della patria? O sono presi in giro e – semplicemente – tanto ingenui e tanto ingannati più o meno da tutti?

In una breve sintesi successe che lo splendido esecutivo di “salvezza nazionale” avesse raggiunto in estate un accordo in commissione per quanto alla delega fiscale (amplissima), tale che il governo non avrebbe potuto intervenire in qualsivoglia maniera sulla casa, tasse dirette o indirette quale- per l’appunto – la revisione del catasto.

Accordo preso e tutti soddisfatti a destra : si che quel che resta della Lega -determinata e coesa sulla esigenza di obblighi di certificazione verde e obblighi vaccinali – e quel che resta di quel buffo grumo politico di Forza Italia molto attento all’Europa e ai suoi interessi, a quelli di alcune importanti associazioni padronali e Confindustria o altre specifiche – e non parliamo certo della associazione di categoria delle farmacie di cui per un puro caso il vice presidente della Camera è esponente- ma – forse a poco altro di veramente importante per la Nazione. Non furono monopattini è vero, ma poco ci mancava. Però – con umiltà – possiamo sbagliarci e smentiamo noi stessi se è il caso.
Insomma tutti al governo e tutti in accordo.

Sì che invero già dal febbraio 2021 si notava a certa timidezza nell’esecutivo deferente e così tanto comprensibile e angosciante a fronte de la “drammatica” situazione in cui versava il “paese” – non Nazione ma paese- anche e soprattutto ad aprile per la enorme pressione del “Fate Presto!” che Europa riecheggiava a Chigi, urgenza nel fantastico compito di definire e far “funzionare ” gli attuativi del fantasmagorico Pnnr e dei suoi millantamilionidimiliardi. Tutti soldi italiani che una italica vulgata vendeva per “regalo”.

Quella timidezza e senso di grave responsabilità che spinge al disvelarsi in ciascun ministro e parlamentare – del carattere di un popolo che Gadda mirabilmente accenna in una “Apologia Manzoniana” apparsa in Solaria nel 1927: “…un ben altro e miserabile conto, è il rovesciare durante dei secoli sopra un popolo incapace di originalità delle valanghe di endecasillabi beoti” , quel medesimo carattere e timidezza – o estrema sobrietà quaresimale?- che fa dire al ministro leghista senza portafoglio che, ella “non osa dare del tu al Presidente del Consiglio”. Tutti d’accordo. Ma già a settembre 2021 l’accordo fu smentito e si inseriva la epopea del ” è solo un elemento tecnico e partirà dal 2026″ e il Presidente del Consiglio ad annunciare a reti unificate: “nessuno pagherà di piu” che tanto ricordava luglio “non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire”

Si giunge poi a questa passata settimana in cui il Governo minaccia in commissione: “o passa o dobbiamo ritenere che la attuale esperienza governativa sia conclusa” ovvero se non votate a favore della riforma del catasto cade il governo e tutti a casa. E la Politica – composta da un 32pct di inutili ma votati dagli italiani e tutti gli altri – han votato. E certo non vogliamo dire assolutamente che abbiano votato per la riforma temendo di dover lasciare la politica e tornare alla disoccupazione o ad un mite ma onorevole lavoro di portierato: che è sempre meglio che il niente nel quale versavano prima. Non lo pensiamo e certamente han votato con una prospettiva tecnico politica , di lungo termine. Pensando che l’italiano che già si trova in difficoltà per pagare un mutuo e dovrà dismettere l’immobile nel caso in cui l’imposta sia raddoppiata sarà avvantaggiato dal non doversi accollare una ulteriore spesa. E che l’intero settore immobiliare – danneggiato irrimediabilmente dall’azione di Monti – ne avrà un ulteriore colpo “mortale” con diminuzione del valore reale dei beni e con un altro inevitabile contraccolpo sul sistema bancario: perché se è il bene reale e sul suo valore che si basa la garanzia sulla quale la Banca concede un mutuo , se tutti i beni diminuiscono di valore il sistema Bancario si trova “corto” di garanzie ed in possibile o quasi certa difficoltà (Regole Basel). E’ successo in Giappone all’inizio degli anni 90 con la esplosione della bolla immobiliare nella quale il sistema bancario aveva ovviamente a garanzia dei prestiti immobili – che in dodici mesi persero sino al cinquanta percento del loro valore.

E da ultimo, chi si avvantaggia di tutto questo, delle certificazioni energetiche che se non rispettate non permettono di affittare o vendere un bene e obbligano ad una ristrutturazione che se non sei in grado di sopportare ti impone di vendere il tuo bene? Dell’aumento degli estimi al valore di mercato e del possibile raddoppio del carico fiscale: l’effetto è il medesimo: se non puoi pagare vendi.

Questo Paese e le sue ricchezze e il suo risparmio interessano all’Europa, nel senso che alcuni paesi sono ben interessati a comprarselo a sconto. E se uno non è venditore bisogna trovare come obbligarlo a vendere.

Concludendo ci facciamo una domanda: se l’azione politica di una parte è basata su una “menzogna” che ripetuta diventa una verità, chi la ascolta e non si accorge che di falsità e presa in giro si tratta, forse non si merita un tale trattamento? Ma se la “parte che racconta ” è indistinguibile da quella che dice la verità? In Bordieu la “logique du champ” è sempre piu’ ampia del campo stesso. Questo si applica ad ogni spazio, sociale, politico, delle idee, giornalistico. E forse gli italiani sono veramente tanto ingenui da non comprendere nemmeno più in che “campo”, da che parte e in che parte stanno e soprattutto dove finisce ed inizia la loro, quella a cui tengono.

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1 commento

  1. Analisi lucida e corretta, gli Italiani non protestano e non scrivono neppure una riga di ringraziamento al giornalista.

    Grazie per avere scritto la verità

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