Edoardo Sylos Labini: “Il globalismo ha creato pericolosi ghetti come in Francia”

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Intervistato da Carlo Cambi su La Verità di Maurizio Belpietro, Edoardo Sylos Labini all’indomani della chiusura del Festival di CulturaIdentità da lui diretto a Potenza ha dichiarato che è giunta l’ora di liberare la cultura di questo Paese dalle incrostazioni ideologiche create dall’occupazione pluridecennale della sinistra proprio a partire dal principio guida della destra, cioè il merito: non importa da che parte stai , se sei bravo sei bravo.

“La sinistra usa la cultura per farsi propaganda, la destra per produrre consapevolezza”, infatti la realtà è che se il direttore artistico di un teatro non è di sinistra la programmazione è veramente pluralista, viceversa “se un assessore alla Cultura è di sinistra chiama solo i suoi”.

Serve invece un vero pluralismo perché la Cultura è di tutti: Giorgia Meloni l’ha messa nelle mani di due persone che stanno facendo un ottimo lavoro, Gennaro Sangiuliano Ministro della Cultura e Giampaolo Rossi direttore generale Rai.

La premier unendo doti di mediazione e di azione col suo pragmatismo amplia l’orizzonte del centrodestra e in questo senso “è la vera erede di Berlusconi”, un esempio concreto sono proprio le politiche culturali di questo Governo.

Certo ci vuole tempo, perché decenni di egemonia culturale con cui la sinistra ha occupato tutto l’occupabile non si cancellano in un batter d’occhio, perchè la sinistra quando va al governo “abbatte “abbatte tutto ciò che non le appartiene”, una conventio ad excludendum per cui molti artisti hanno dovuto pagare pegno, chi meno chi più, come ad esempio Giancarlo Giannini, ospite del Festival di CulturaIdentità: a Hollywood gli dedicano una stella sulla Walk of Fame e qui in Italia niente: “Lo abbiamo portato qui al Festival delle Città Identitarie dove ha avuto un successo strepitoso. Un attore non deve dire per chi vota, ma non deve essere giudicato a seconda di chi vota”.

Intanto a sinistra hanno preso una bella botta, “sono come un pugile suonato e ci metteranno del tempo per riaversi”: avvolti nelle loro bandiere arcobaleno, sono rimasti ormai orfani di qualsiasi proposta e non hanno più nessuna visione di società, “sanno solo essere contro e mai per”.

Ad esempio le parole patria e identità: la prima per loro è sempre stata una parolaccia, l’altra la sostituiscono col globalismo, mentre invece è proprio l’identità a permettere il confronto e lo stare assieme: “Se rinunci all’identità non hai confronto […]. In Francia hanno fintamente accolto e hanno costruito quei quartieri dove il globalismo ha creato steccati e ghetti. Il globalismo è una finta accoglienza che crea disuguaglianza“. Basti pensare ad esempio alla bellezza delle Olimpiadi quando la Nazioni sfilano con i loro colori, con le loro bandiere, l’esatto opposto di quanto sta accadendo in questi giorni in Francia, dove il globalismo ha creato ghetti e steccati”.

In questo senso sono decisive le elezioni europee del prossimo anno, quando un’eventuale vittoria di Popolari e Conservatori potrebbe davvero cambiare l’Europa.

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1 commento

  1. Un vecchio, vecchio saggio cinese, spigolando tra i suoi pensieri, con negli occhi la fioritura prematura dei ciliegi che si arrampicavano sui fianchi del monte su cui s’inerpicava, non si sa quando, ha paragonato il linguaggio, ai miraggi. E forse, ancorché non fosse stato pienamente nel giusto, torto non ne aveva proprio.
    Qualcuno già parla di profezia in relazione alle rivolte in corso. Ma più che una profezia annunciata da questo o da quello, se ne sostanziava la conseguenzialità in quel loro venire non bussando alla porta, ma abbattendola. Con l’animo predatore che li contraddistingue. Il resto è da addebitare alla complicità della sinistra tutta e delle toghe omologhe. Del resto, nel mirino, seguendo il sorosiano pensiero, c’è l’Europa intera. Con i satrapi dell’UE che stanno a guardare dall’altra parte. Mentre curano i loro personalissimi interessi, sulla via dell’arricchimento.

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