Il Globe di Gigi Proietti e il suo indimenticabile “Guglielmo”

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Sono passati pochi giorni dalla morte di Gigi Proietti, attore e mattatore romano trai più amati dal pubblico. Alla vigilia del suo funerale, tenutosi al Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese, accompagnato dalle testimonianze di colleghi ed allievi (come Enrico Brignano), creato su suggerimento di Proietti, si è pensato di dedicargli una via o una piazza. Ma la decisione più fedele alla statura e allo spirito dell’autore è sicuramente l’appello per l’intitolazione del Globe (Il Silvano Toti Globe Theatre, che verrà intitolato a Gigi Proietti. Roma vuole omaggiare il grande attore scomparso ieri dedicandogli uno dei luoghi che gli erano più cari, il teatro elisabettiano di Villa Borghese, di cui per anni ha gestito la direzione artistica, n.d.r). Proietti è stato uno degli ultimi campioni della romanità, un simbolo della capitale come Albertone e Petrolini, di cui per anni è stato l’erede e il continuatore. Cambiando la storia dell’avanspettacolo con A me gli occhi please, incantando gli spettatori degli ultimi anni con sketch diventati cult. Da Il lonfo a Er cavaliere nero, passando per “La signora delle camelie”. Amatissimo per ruoli come Mandrake in Febbre da cavallo al maresciallo Rocca, non dimenticando l’attività da doppiatore. Gigi Proietti è stato simbolo e mito della Città Eterna. Interpretando le poesie di Trilussa e le parodie di Petrolini, da Gastone a Shakespeare. Proprio a William Shakespeare si lega l’attività dell’autore tramite l’esperienza del Globe Theatre, che lo ha reso uno dei maggiori diffusori dell’opera del bardo dell’Avon.

Un teatro costruito, ad imitazione dello Shakespeare’s Globe Theatre di Londra, in legno con l’ampia platea circolare, su impulso dell’attore romano, che fino a questo 2020 ne è rimasto il direttore artistico, creando negli anni un polo di cultura shakespeariana nella capitale. Al Globe e la sua attività dedicò una conferenza nel 2017 all’interno della settima edizione della Forza della Poesia, dedicata al poeta anglosassone. Un incontro in cui Proietti fu intervistato da un gruppo di studenti delle superiori, tra cui il sottoscritto, sul suo rapporto con “Guglielmo” (come lo chiamava lui) e il teatro in generale.  Alle mie domande sul rapporto con il teatro e l’autore dell’Amleto, Proietti rispose facendo un elogio del mestiere dell’attore, che regala la “possibilità di giocare anche da adulti senza vergognarsi” permettendo di vivere mille vite. Sottolineando la bellezza del teatro nella sua finzione, nella capacità di essere come il mito a metà tra il vero e il falso, di essere “finto”, di raccontare verità eterne attraverso finzioni. Concetto espresso nel sonetto, recitato in quell’occasione, “il vero, il falso, il finto”. Come potrebbe infatti l’attore rappresentare la falsità mostrando l’animo umano e le sue contraddizione, ma come potrebbe essere vero “sennò che morirebbe così bene?/ se morisse de morte veramente,/nun potrebbe morì tutte le sere”. Mestiere che trova il suo apice nel grande teatro di Shakespeare capace di sollevare le grande domande della vita, di poter coniugare tragico e comico. Per rappresentare questa idea di teatro nasce il Globe, “un oasi poetica di relax” che dopo tanti anni di attività ha visto mancare il suo direttore artistico e ispiratore. Ispiratore che mentre stregava noi intervistatori e gli spettatori con la sua voce da vecchio classico romanesco, suscitava ammirazione per i suoi sforzi per dare spazio ai giovani attori e registi e alla cultura della nostra identità europea. L’esempio di Proietti e delle sue iniziative artistiche vanno recuperate soprattutto in un periodo così critico per i lavoratori dello spettacolo, che nonostante la disciplina a misure ridicole vedono chiusi di nuovo i teatri. Vittime delle illogiche misure governative e dalla mancanza di stimoli da parte dell’amministrazione comunale e regionale al supporto all’arte e allo spettacolo. In fondo, come ripeté Proietti, “se c’è volontà politica la cultura si può fare”. Speriamo ci sia anche la volontà di poter ritornare al Globe di Gigi Proietti, questa volta.

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