Paolo Petrecca: “La Rai è obbligata ad essere pluralista”

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Parla il direttore di RAINews24, tanti anni di impegno e passione nella tv di Stato

«Perché il problema -in questo momento- non è tanto l’emergenza Covid di chi si ammala e sta male, ma di chi si ammala e non viene a lavorare. Le regole che ci stanno imponendo come i tamponi a prescindere bloccano il lavoro”. Paolo Petrecca, direttore di Rai News 24, salta da un’emergenza all’altra. Continui cambi di turno e riunioni per reimpostare da zero il lavoro che sembrava già programmato. Riesce però a rispondere quasi subito».

Petrecca, Lei è un uomo di televisione, ma non posso non chiederle quanto male se la passino i giornali. Oggi fra carta e digitale fanno il 60-70% in meno dei primi anni Duemila. Che sta succedendo?

«La disaffezione non è soltanto nei confronti dei giornali, ma complessivamente verso l’intero mondo dell’informazione, al quale le persone si collegano in occasione dei grandi eventi. Ma senza questi grandi eventi la gente sceglie il cosiddetto infotainment. Anche perché le notizie, soprattutto negli ultimi due anni, danno un quadro deprimente della situazione. I social – che non sono un mezzo di informazione – ci mettono poi del loro. A volte contribuiscono a dare notizie falsate più che false. O comunque non complete. A questo si aggiunga una formazione professionale dei giornalisti oggi decisamente insufficiente. Un circolo vizioso. Meno ricavi e meno investimenti. Le scuole di giornalismo spesso non bastano e producono troppi disoccupati».

La televisione tiene botta?

«In Italia la popolazione è più anziana che altrove e la televisione rimane il primo mezzo di informazione. L’emergenza Covid ha poi costretto la gente a stare spesso a casa. Pubblico di rientro o di ritorno verso la televisione. Punte di ascolto molto alte in questi ultimi due anni. Poi gli infotainment, quindi le serie e le contaminazioni cinematografiche. La televisione tutto sommato ha tenuto botta con la crisi della carta stampata e del cinema. Forse più rispetto all’online».

I contenuti televisivi possono essere riciclati sul web…

«E’ un tentativo che va fatto. Noi a RaiNews24 ci lavoriamo e facciamo sinergia. I colleghi che lavorano al sito rainews.it vanno in studio in prima serata e trattano gli argomenti adatti ad un pubblico più digitale e social, ma in video».

I giovani abituati ai social vogliono però contenuti brevi. Non trova?

«Molti nostri approfondimenti, anche se più lunghi rispetto ai ritmi social, sono stati seguiti. Una piacevole sorpresa. RaiPlay è un bello strumento in tal senso e collaboriamo molto con loro. Ma i contenuti durano poco, perché la gente va di fretta. Me ne accorgo dirigendo un canale all news. La gente vuole essere informata subito, senza perdere tempo».

Quindi non c’è spazio per l’approfondimento

«Tutt’altro. Serve eccome. Noi andiamo di pari passo rispetto alla notizia con l’approfondimento. Prima la notizia. Dopo l’ospite che ragiona. Prenda gli argomenti di questi ultimi due giorni. L’uccisione dell’ex premier giapponese Shinzo Abe e le dimissioni di Boris Johnson. Non possiamo limitarci alla semplice notizia senza un immediato spazio di approfondimento. Con chi ne sa di Giappone. O con chi è in grado di valutare le ricadute della situazione britannica sugli equilibri politici internazionali soprattutto in un momento di guerra. Se l’approfondimento dura cinque minuti il pubblico lo segue. Per durate più lunghe ci vuole un pubblico ad hoc. Ma è un altro mestiere e noi non rinunciamo».

La TV è più plurale della carta stampata?

«Nella carta stampata l’informazione si è radicata e strutturata su un’impostazione partigiana. L’onda lunga è nata dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.Con la forte consapevolezza che c’era stato un regime da combattere ed abbattere. L’impostazione partigiana è poi piano piano degenerata in partigianeria che ha caratterizzato il mondo del giornalismo in generale. Quanto alla TV parlo di casa mia. La Rai non solo è pluralista ma è obbligata ad esserlo. Non è una questione di targhe politiche e di quote rosa da rispettare. Ma di vera sensibilità. Io vengo dal mondo del sociale. Dove la disabilità la vedo tutti i giorni. E ti dico che il modo migliore per non discriminare è non mettere targhe. Un atleta parolimpico è un atleta punto. Senza aggettivi».

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3 Commenti

    • Più ‘pluralista di così proprio non potrebbe esistere.Che non sia il pluralismo che forse ‘pretenderesti’ tu…affari solo tuoi.Ma tutti sappiamo che rai1 è ‘democrista’,di cdx-di csx,che non è che i democristiani possono essere solo di cdx,nè di solo csx:e Vespa ci sta a meraviglia:intervista cdx e csx,si fa pubblicità a-gratis per i suoi libri,procura clientes x la sig.ra Vespa che nella ‘loro’ Masseria(s/za palo al centro come ad Arcore,però) denominata ‘Li Reni’,’intervista’ ‘procura’ e si ‘procura’ ‘conflitti d’interesse’ a iosa,ed ha preso il posto di quell’altra sig.ra(l’Angelillo se non ricordo male) che teneva banco nella 1°repubblica.Rai2 è appannaggio del solo centro cosìddetto ‘tendente a dx’.E rai3,unica e sola tv berlusconian-comunista(dal ‘titolo’ di chi volle regalarla al pci veltroniano-napolitano x aver in cambio rai4 e fregare il Di Stefano a cui avrebbe dovuto toccare),ma non di ‘quel’ comunismo sovietico,ma ‘ammmmericano’….sul resto non ne parliamo.NB:Vorrei ‘sentire’ quanto sei scarso in materia:domanda:quanto spende di canone il Berlusconi per la Concessione ‘concessa’?Quali sono i termini di sta concessione?E’ leggibile da parte di tutti o è segretata come le concessioni dei Benetton su autostrade prima(ed ancora) di Ponte Morandi?E potrei continuare…Studia…e non ‘sparare’ le m……. sentite da Altri che ne ‘sanno’ quanto te:na mxxxxxx.NB:In tutto sto ‘pluralismo’ Berlù ci sta a meraviglia come 1eTrino:amico di Vespa e democristo,in rai2 come democristo di cosìdetto cdx e in rai3 come amico carissimo di Napolitano:e c’è stato il tempo che possedeva(prima della Gasparri che avrebbe dovuto solo risolvere il problema Canale4 ed invece nè regalò na barcata) con mediaset+rai ben 5 tv.E quando qualcosa ‘andava storto’ economicamente,c’era mammarai ad accollarsi le ciofeghe comprate all’estero,come……x 100 eu continuo a sopportare l’artrosi al dito che batte sulla tastiera.Grazie ‘ragazzi’.

  1. Sei rimasto ancora alle pillole?…similborotalco,altro che pillole.Una sana ed onesta tossicodipendenza come la mia ti toglie tutta la tristezza che ccc’hai messo nel tuo ‘inflazionato’ commento…che diamine copiiiii ancora?Sia a cdx che a csx c’è la gara a chi la spara meglio degli altri.
    Ciccio…entra nel merito delle domande se ne sei capace,piuttosto(non tu,l’avverbio).

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