L’Ave Maria di Giovanni Lindo Ferretti per la Meloni

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Una campagna elettorale all’insegna del nervosismo e post elezioni un embrione di Governo bersagliato dalle badilate di fango di quella che sarà l’opposizione. Roba che l’incazzatura dei milanesi perché la giunta rossoverde gli ha blindato la città sembra un “oh signora mia che scandalo”.

La maggioranza degli italiani sceglie legittimamente in libere elezioni da chi vorrebbe essere governata e lo schieramento perdente progressista sente l’odore del sangue: inizia a tirare i colpi a palle incatenate dal “no Meloni day” degli studentelli alle scritte ignominiose contro il nuovo Presidente del Senato (signor Presidente della Repubblica, si faccia sentire!) fino al “pericolo per la democrazia” sparso ai quattro venti dell’Europa da parte di Letta & C.

E allora non stupisce se perfino Giovanni Lindo Ferretti dice che lo hanno innervosito tutti. Compresa la Meloni? Sì, però. C’è un però. In un’intervista riportata dal Secolo d’Italia concessa dall’ex cantante dei CCCP a un quotidiano italiano, il solitario scrittore dell’Appennino tosco emiliano afferma anche che, visti i risultati, «povera Giorgia». E dice di aver pregato per lei. Un’Ave Maria. E da allora una preghiera per lei ogni giorno. «Povera Giorgia» perché si trova a dover operare in «una condizione impossibile: per la situazione generale, per la sua coalizione, per la natura ingovernabile degli italiani».

Lindo Ferretti che prega per Giorgia: dopo quello che hanno rovesciato e stanno rovesciando sul neo eletto Presidente della Camera colpevole solo di essere cattolico, chissà quante ne arriveranno a lui, che ha appena pubblicato il libro di memorie e di preghiere Óra. Difendi, conserva, prega, chiarissimo riferimento a quel Produci, consuma, crepa che cantava ai tempi dei CCCP. «Ma non me ne importa nulla», dice. Finisce qui? Manco per sogno, la silurata contro la sinistra arriva adesso: è «molto contento» che «la sinistra abbia perso» perché «da persona cresciuta convinta di appartenere alla sinistra rivoluzionaria e progressista, ho scoperto con dolore, all’implodere dell’Urss, che avevo sostenuto coloro che distruggono da sempre tutto ciò che amo e a cui mi sento legato».

Insomma, Giovanni Lindo Ferretti ha votato per Giorgia e prega per lei: un coccolone per le sentinelle del presidio democratico permanente in Parlamento e fuori. Gli diranno che è un rinnegato, come Lenin con il rinnegato Kautsky.

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