Ecco perché l’opinione pubblica è diventata un’emozione pubblica

0
Foto di Eak K. da Pixabay

ABBONATI A CULTURAIDENTITA’: DIVENTA MECENATE!

Una chiacchierata informale fra il politologo e docente universitario Luigi Di Gregorio autore del libro “Demopatia. Sintomi, diagnosi e terapie del malessere democratico” (Rubbettino, 2019) ed Emanuele Ricucci autore di “Contro la folla. Il tempo degli uomini sovrani” (2020, Passaggio al Bosco, prefazione di Vittorio Sgarbi), di cui è un po’ il “figlio naturale”: gli studi di Di Gregorio sono stati infatti fondamentali per la deriva dell’uomo del Duemila.

La democrazia non si salva se non partiamo dal demos, cioè da noi stessi: rendiamoci conto che i nostri disegni sull’uomo del 900 erano totalmente sballati. Siamo individui fortemente emotivi, pre-razionali e questo è accentuato proprio nella società di oggi.

Individualismo, narcisismo, crisi delle grandi narrazioni, società dei consumi. I mass media hanno accelerato questa involuzione narcisistica, che dà luogo a una società di tribu, o di sciami, proprio come la società della folla di cui parla Emanuele Ricucci.

Altro che libertà: essere sovrani di noi stessi vorrebbe dire essere in grado di mettere in discussione le nostre comodità e le nostre pigrizie e andare contro la levigatura e la società dell’uguale che impera oggi.

Una delle caratteristiche del narcisismo è la scomparsa dell’altro, che diventa lo specchio di noi stessi: ci viene in mente Giuseppe Conte…come mai???

Del resto, il narcisismo è una qualità molto diffusa fra i leader politici, al punto di essere ormai diventata una dote spontanea:da qui il cosiddetto “fact politics”, cioè “farsi i fatti della politica“, uno dei primi segni dell’uomo massa del 900. Da qui il voyeurismo del leader, da qui l’uso smodato dei selfie su Instagram.

Tutto è basato sull’immagine e quello che prevale è il modo in cui il politico in tv è vestito, il fatto se sudi o no, se sia abbronzato o no: i contenuti non contano più nulla. Lo stesso vale per i siti dei quotidiani: un’invasione di “gallery” fotografiche, al punto che la persona diventa più importante del partito.

La personalizzazione impoverisce la politica. Il 900 ideologico, con i suoi partiti di massa, aveva un’identità tangibile: fallito l’attacco alle idee, nel Duemila l’attacco passa all’identità umana, la sessualità, le memoria, il privato: si capovolge il sistema orwelliano: non è più il pubblico a invadere il privato, ma il privato a invadere il pubblico.

Viviamo ogni singolo istante per riempirlo di gratificazione: c’è una gran differenza fra il mercato e la politica. Su Amazon, su Netflix la gratificazione è immediata e lo pretendiamo dalla politica, ma la politica non può intervenire in un click. Ecco allora perché per la politica è diventato così importante lo story telling: vero o falso, non importa.

La massa occupa spazio ma non influisce su nulla: trasforma l’opinione pubblica in emozione pubblica. Leader come messia, l’emozione che sovrasta la ragione, gli uomini folla del villaggio globale: così è impazzita la democrazia in Italia, così si annullano gli uomini occidentali.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

quattordici + diciassette =