La biblioteca della Fondazione Sangregorio. Un viaggio nello spaziotempo

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Una vera e propria casa-museo sul lago Maggiore, una grande wunderkammer. Questa è la Fondazione Sangregorio, dedicata al grande artista milanese e le cui meraviglie vengono ora raccontate in un e-book di Emanuele Beluffi, conservatore della biblioteca.

Giancarlo Sangregorio, nato a Milano nel 1925 e morto a Sesto Calende (Varese) nel 2013 è stato innanzitutto un artista. Scultore, ha però esteso la propria produzione anche alle opere su carta. E’ stato anche un collezionista di arte africana e dell’Oceania. Ed è stato un umanista, caratteristica che si riflette nella sua biblioteca, che assieme alle raccolte di arte esotica costituisce magna pars del patrimonio della Fondazione che gli è stata intitolata.

Come artista, è sempre stato abbastanza autonomo e indipendente rispetto alle sirene del mercato. Nondimeno, alcune delle gallerie più importanti della seconda metà del ‘900 italiano lo hanno esposto e promosso, come la Galleria Blu e la galleria Il Milione solo per citare un paio di nomi. E le principali rassegne internazionali dell’arte contemporanea lo hanno accolto con sue mostre personali, dalla Biennale di Venezia alla Quadriennale di Roma. 

Per lui e su di lui hanno scritto fra i critici d’arte più famosi del ‘900, ma è stato anche in grado di tessere relazioni con scrittori e intellettuali: basti vedere le dediche autografe su alcuni dei suoi libri presenti nella Biblioteca della Fondazione che prende il suo nome. Al suo interno sono presenti numerose sculture e maschere di arte africana e dell’Oceania. Inoltre, sempre all’interno della casa-museo sono presenti opere d’arte di importanti artisti del ‘900 come Emilio Scanavino, Enrico Baj, Mimmo Rotella, Asger Jorn e tanti altri, frutto di scambi fra artisti che vissero forse un’epoca irripetibile per l’arte e la cultura italiana. E ovviamente ci sono anche alcune delle sculture di Giancarlo Sangregorio, sia all’interno della casa che fuori, nella grande radura che dà sul lago Maggiore. La Fondazione Sangregorio, nella bella stagione, è meta di visite turistiche di rilievo, come le recenti visite di Italia Nostra e FAI.

A Milano sono presenti tre sue opere di arte pubblica. E all’estero, soprattutto in Germania, ha collezionato molte mostre, fra personali e collettive. Oggi la casa editrice Skira sta pubblicando il suo catalogo ragionato e ha già pubblicato una monografia sui suoi scritti, curata da Davide Brullo. Al momento della sua morte, la sua casa-museo di Sesto Calende è diventata una fondazione, la Fondazione Sangregorio Giancarlo, grazie all’aiuto di Fondazione CariploAngelo Crespi, prima di diventare il direttore di Brera, era il direttore artistico della Fondazione, del cui cda fa parte fra gli altri Andrea Mascetti. Presidente della Fondazione è Francesca Marcellini.

L’e-book di Beluffi – di cui a questo link si può acquistare una copia – è incentrato sulla biblioteca privata di Giancarlo Sangregorio, privata ma aperta al pubblico. Beluffi è conservatore della Biblioteca e ha svolto un certosino lavoro di catalogazione ragionata dei testi del lascito di Sangregorio, essendo molti di essi rari se non introvabili e alcuni con dediche autografe di critici, artisti e scrittori. 

Beluffi racconta così libri particolarmente curiosi e interessanti, portando il lettore nell’epoca d’oro dell’editoria italiana – gli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo.  

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