Woke, oicofobia, cancel culture. Il nuovo suicidio assistito dell’Occidente

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Chi legge CulturaIdentità già conosce queste tematiche: cancel culture, la smania di distruggere persone o episodi storici “sgraditi”; oicofobia, l’odio per la propria nazione; wokeismo, l’ideologia che tutto ciò ha generato. Partita dalle teorie sull’egemonia culturale di Gramsci interpretate in salsa troskista dalla Scuola di Francoforte, incrociato col postmodernismo francese e l’ultracapitalismo californiano, il tutto è fermentato nei campus universitari americani.

L’Occidente ha così prodotto al suo interno un’ideologia basata su isterismo di massa, odio delle proprie origini e negazione della realtà materiale. Divenuti oramai una sorta di religione di Stato per le sinistre sulle due sponde dell’Atlantico, wokeismo, cancel culture e oicofobia perseguono il suicidio assistito della civiltà occidentale.

Questi fenomeni vengono analizzati ora in una raccolta di saggi e interviste curata dal nostro Emanuele Mastrangelo e pubblicata da Giubilei Regnani \ Historica nella collana Machiavellica, in collaborazione col Centro Studi Machiavelli.

“Wokeismo, cancel culture, oicofobia” (pp. 200, € 16,00) viene presentato nella sede di Nazione Futura a Roma oggi alle ore 18, con il curatore e Daniele Scalea, presidente del Centro Studi Machiavelli e prefatore del volume, moderati da Pasquale Ferraro, direttore del periodico “Nazione Futura”.

Oltre a un saggio dello stesso Mastrangelo e a uno di Enrico Petrucci, che insieme avevano già firmato il primo studio in Italia sul fenomeno della cancel culture (“Iconclastia”, Eclettica, 2020), il collettaneo raccoglie i saggi di diversi autori che si interrogano sulle origini di questa ideologia e delle sue prassi.

Raimondo Fabbri apre il volume con un saggio sul politicamente corretto, mentre Francesco Erario (autore che avete potuto leggere sul numero 50 di CulturaIdentità) ci fa addentrare nel labirinto psicotico dell’“antirazzismo woke”. Quindi Spartaco Pupo, docente di Storia delle Dottrine Politiche recentemente al centro di un brutto caso di censura e tentata cancel culture (di cui CulturaIdentità ha parlato in questo articolo) spiega ai lettori i contorni del problema dell’oicofobia. Viene quindi il turno di Lorenzo Bernasconi, uno dei ricercatori più attivi del Centro Studi Machiavelli, con la sua pars construens su una strategia anti-wokeismo. Infine i saggi di Mastrangelo e Petrucci. Il tutto impreziosito da tre interviste di Nathan Greppi a tre intellettuali di prima caratura quali Marcello Foa, Marcello Veneziani e Giulio Meotti.

Il collettaneo riesce così a smascherare la subdola penetrazione del wokeismo nelle nostre vite quotidiane e nelle istituzioni e fa di più: propone un manuale di resistenza e contrattacco, perché questo non è un raffreddore destinato a passare da solo. Tocca rimboccarsi le maniche.

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