Mede@ fa sua la dichiarazione della Santa Sede “Dignitas infinita”

Per non arrivare piangenti e gementi alla prossima giornata indetta annualmente per combattere la violenza contro le donne, Mede@ insieme alle sue azioni quotidiane, ritiene necessario urlare ciò che è detto con chiarezza e semplicità nella Dichiarazione circa la dignità umana appena pubblicata dalla Santa Sede.

“In questo orizzonte di violenza contro le donne, non si condannerà mai a sufficienza il fenomeno del femminicidio”: è vero che le discriminazioni nei confronti delle donne (e noi aggiungiamo le discriminazioni nei confronti delle persone fragili) ne violano la dignità. Più vero è che il femminicidio viola la vita. Mede@ ne sente il peso e se ne fa carico annunciando che ogni morte deve renderci consapevoli delle nostre responsabilità. Tanto più ogni morte che sia stata preannunciata da comportamenti inequivocabili, non adeguatamente contrastati. La colpa sarà pure delle burocrazie ma è anche nostra se non ce ne facciamo carico direttamente.

Mede@, fra l’altro, ha proposto uno schema legislativo per disseminare il mondo del lavoro (quello che insieme al mondo familiare e della scuola è additato come principale terreno di coltura della violenza) di sensori di allarme e di responsabilità diffusa.

Ci auguriamo che gli interlocutori istituzionali diano un seguito legislativo non più rinviabile. Facciamo nostro un passaggio della Dichiarazione: “A parole si affermano certe cose, ma le decisioni e la realtà gridano un altro messaggio”!

Con Mede@, e con gli altri operatori in buona fede, intendiamo colmare la distanza enorme che passa tra le parole ed i fatti. Per ogni vita che salveremo, si concretizzerà l’unica testimonianza valida per la tutela della dignità della persona.

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