Dobbiamo ricostruire l’Italia partendo dalla grande eredità del passato

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L’Italia è stata violentemente abusata.
La bandiera Tricolore soffre un continuo svilimento incapace di donare lo splendore dovuto, con l’adeguato timore reverenziale, alla sua Storia.

Non è accettabile sapere che venga sottovalutato il valore della nostra Cultura, delle nostre Opere, della Letteratura, del Made in Italy, degli Eroi che hanno sacrificato la propria vita per fare Grande la nostra bandiera, senza operare per colmare lacune ed ignoranza.
Non ci limiteremo a fare della Politica un congegno con cui osservare il lento declino che il livello d’affezione della popolazione alla Patria sta vivendo, ci nutriamo della presunzione della critica, che sarà la campana della sveglia da suonare per ridestare gli spiriti, le menti e le anime.
L’Italia tritata dai burocrati e dagli amministratori vili ed incapaci non può sopportare altra sofferenza, più non può tacere le vergogne di chi oltraggia la sua fragile ma monumentale Sapienza.
Abbiamo un dovere nei confronti delle nostre radici e qualcuno dovrà pur raccogliere questa difficile eredità.

Vogliamo rappresentare la Turrita Italia dei piccoli paesi su cui svetta il campanile e delle grandi metropoli con gli avanguardisti grattacieli di lamine e cemento.
Sentiamo il bisogno di ricostruire partendo dal costruito: statue, anfiteatri, paesaggi, strutture e cattedrali che non vorremmo più vedere nel deserto dell’inciviltà.
Criticare per edificare sulle celebri rovine di cui discutono filosofi e poeti, da sempre.
Dante, con la “Serva Italia” del Purgatorio, Leopardi con la “Patria Sua” di cui vedeva mura e archi, colonne e simulacri, le torri dei nostri Avi, ma non più la Gloria, l’Italia del Petrarca di cui il parlar sia indarno.

Un solo obiettivo, senza retorica lamentosa e ridondante: ridare coscienza di chi siamo, rispolverando gli entusiasmi assopiti sotto al pulviscolo mortificante dei segreti, delle vergogne, dell’annichilita delusione del vuoto pneumatico che ci circonda.
Solo allora ci arrogheremo il diritto di urlare a gran voce il nome della nostra esanime madre, solo allora potremo dirci capaci di infonderle vita e speranza: Ausonia, Enotria, Esperia, Bel Paese. Insomma, ITALIA.
Libriamoci quindi, spiccando il volo sulle bianche vette che si stagliano nei cieli limpidi fino alle verdi e rigogliose pianure operose, fertilizzate dal sangue e dal sudore di chi si è donato, e poi giù in picchiata fino alle coste, agli scogli, ai porti, al burrascoso mare mai sazio di serenità.

Nasce un ambizioso progetto mosso da spirito e coraggio, nasce una trincea intellettuale contro lo smarrimento identitario labirintistico da cui veniamo irraggiati nella più profonda e tenebrosa delle vallate.
Né stanchezza, né timore conosceremo per conservare e tutelare il nostro eterno e sterminato Patrimonio che, attraverso la divulgazione in ogni forma possibile, intendiamo promuovere ed instillare nelle generazioni che ci precedono ed in quelle che ancora dovranno venire.
Mai faremo spegnere la fiamma della torcia che è stata sapientemente difesa nei secoli, tracciando la rotta e tenendo dritta la prora con granitici valori ed immarcescibili convinzioni di non essere superiori né mai secondi a nessuno, sempre seguendo il Sacro itinerario dell’epico orgoglio e del pesante lascito che in pochi responsabili si accontentano di trasferire, quasi non fosse di loro competenza, quasi in petto non provassero quel tumultuante e mutuabile sentimento di appartenenza, che si rigonfia di imperitura fierezza nei riti e nelle litanie.

Vogliamo liberare l’Italia dall’olezzo del becero professoralismo imperante, noiosamente accademico e spesso incapace di rispondere agli spasmi delle indotte ed agguerrite necessità nascenti.
Ogni mezzo a disposizione, in ogni sua forma tangibile o digitale, sarà per noi una rovente lancia con cui far breccia nell’istinto di chi ancora può dare Amor Patrio e risollevare le sorti.
Schifati dagli egoismi e dalle prevaricazioni, dall’anonima accettazione di ogni coercizione, noi squarciamo la notte con una sola Bandiera, con l’audacia di chi non conosce il timore della sconfitta, di chi ha ancora la trasparenza di far aprire gli occhi e l’onere di non doverli mai abbassare.

Riveriamo
Viva l’Italia

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