La truffa green nel libro di Fabio Dragoni: “Se non serve, serve a qualcos’altro”

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Salvare il pianeta o salvare l’uomo? Non sarà il caso invece che dobbiamo salvarci noi, o almeno quelli che non hanno ancora mandato all’ammasso il cervello, lavato dalla retorica green un tanto al chilo? La risposta la dà subito nel titolo l’ultimo libro di Fabio Dragoni, Per non morire al verde. Salvare l’uomo per salvare il pianeta (Il Timone, 248 pagine, 2023, 15,20 euro). E la prefazione di Chicco Testa, già presidente nazionale di Legambiente e oggi (fra le altre cose) presidente di Energie Valsabbia, società di impianti idroelettrici e solari, la dice lunga sull’urgenza che qualcuno dica che il re è nudo. Dunque, la Cop28 si è appena conclusa a Dubai con un nulla di fatto: è dal 1992 che la menano sul clima e l’edizione di quest’anno è stata insuperabile, dal momento che l’ha presieduta Sultan Ahmed al-Jaber, cioè l’AD di Abu Dhabi National Oil Company, cioè la principale compagnia petrolifera degli Emirati Arabi. Tutto molto bello, sapendo che il diktat green è l’eliminazione dei combustibili fossili: vogliono impedire al pianeta di non scaldarsi oltre gli 1,5 gradi centigradi e per raggiungere questo traguardo dicono che carbone, petrolio e gas devono sparire in tutto il mondo entro il 2050, cosa che piccole province dell’Impero tipo Arabia Saudita, Iraq, Emirati, tutti produttori di petrolio e tutti membro della Cop28, proprio non vogliono.

“Per non morire al verde” di Fabio Dragoni. Il Timone, pp. 248, € 16,00

Per non parlare di Cina e Russia. Del resto, lo dice Chicco Testa in un suo tweet su X, “Raggiungere il picco nel consumo di combustibili fossili non significa che diminuiranno le emissioni ma solo che aumenteranno più lentamente”. La fissa verde e del “salviamo-il-pianeta” (con annessa genuflessione istituzionale davanti alle azioni dei bambocci ambientalisti di Extinction Rebellion finanziati fra gli altri da Aileen Getty, nipote del magnate del petrolio Paul Getty) ci sta portando al verde (oltre a decimare i neuroni) e lo dimostra chiaramente Fabio Dragoni in questo suo ultimo libro, con dati inequivocabili e argomentazioni precise: “Una volta l’uomo si adattava al clima. Oggi invece pensano di averlo cambiato e di cambiarlo, come novelli danzatori della pioggia. La transizione energetica di cui tanto straparlano non è un’innovazione tecnologica. Nessuno ha inventato il motore ad acqua. Semplicemente pensano di dare al mondo tutta l’energia che gli serve con dei mulini a vento. Di acciaio e cemento, ma pur sempre mulini. Funzionerà? Ovviamente no! Ma se non serve a nulla allora serve a qualcos’altro. Infatti mica vogliono farti acquistare l’auto elettrica. Vogliono proprio che tu l’auto non ce l’abbia. Ed il bello è che lo scrivono pure! Ma i piani ben riusciti funzionano solo nei film. È questa la buona notizia!”.

Date una copia di questo libro alla giunta verde/rossa di Milano, dove ai cittadini che usano l’auto per andare al lavoro tocca comprarsi una Tesla di seconda mano.

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