Pasquetta: tra antiche origini religiose e tradizioni popolari

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Foto Fabrizio Monti via www.provincia.fr.it

CulturaIdentità vi porta a scoprire una festa popolare con un focus fra le bellezze delle Città Identitarie della Ciociaria

Il Lunedì dell’Angelo, comunemente noto come il giorno di Pasquetta, costituisce un’importante continuazione delle celebrazioni pasquali nel mondo cristiano. Questo giorno, oltre a essere un momento di gioia e condivisione, è profondamente radicato nelle origini religiose della Pasqua.

La Pasquetta trova le sue radici nel racconto evangelico della Resurrezione di Gesù Cristo. Il Vangelo narra che il giorno dopo la Pasqua ebraica tre donne andarono al sepolcro per cospargere il corpo di Gesù con olii aromatici e trovarono la tomba aperta. Secondo quanto scrive l’evangelista Marco (16, 1-7), un angelo disse loro: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto comeaveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto”.

Questo annuncio di vita e speranza di vita eterna segna l’inizio della Pasqua.

La festa cristiana della Pasqua è strettamente legata alla Pasqua ebraica, in quanto la crocifissione e risurrezione di Gesù avvennero rispettivamente subito prima e subito dopo la Pasqua Ebraica (Giovanni 19,14[30]), che gli ebrei celebrano al termine del giorno 14 del mese di nisan (Levitico 23,5[31]), un mese il cui inizio era mobile rispetto al calendario solare. Nell’anno della morte di Gesù la Pasqua ebraica ricorreva di sabato, dunque i Vangeli narrando che il giorno dopo la Pasqua ebraica tre donne si recarono al sepolcro, la Pasquetta coincideva in realtà quell’anno con la domenica. Fu il Concilio di Nicea, tenutosi nel 325, che stabilì il criterio per la determinazione della data della Pasqua cristiana: essa doveva cadere la domenica seguente il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera.

Opere letterarie come la Divina Commedia di Dante Alighieri o il Decameron di Giovanni Boccaccio evocano l’atmosfera di questo periodo sacro, immergendo il lettore nelle profonde riflessioni sulla fede e sulla spiritualità che caratterizzano la Pasqua e la Pasquetta.

Come scrive Dante Alighieri nella Divina Commedia, “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita” – un passaggio che evoca l’atmosfera di rinascita e rinnovamento, un cammino verso la luce dopo le tenebre della Quaresima e il mistero della Pasqua.

Anche la tradizionale “gita fuori porta” per alcuni trae le sue origini dal racconto dei Vangeli. Luca (24, 30-31) racconta che lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus, poco fuori da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta”.

La festività di Pasquetta, istituita in Italia solo nel dopoguerra per prolungare le ferie pasquali, non è solo una ricorrenza religiosa, è anche cultura popolare e tradizione. In Italia questo giorno è celebrato con rituali e usanze che mescolano antico e moderno, sacro e profano. Dai picnic all’aperto, alle gare popolari, dalle processioni alle feste in piazza, la Pasquetta offre opportunità per un fine-settimana di ferie prolungato così come un’occasione per rivivere tradizioni che coinvolgono intere comunità.

Ci sono infatti alcuni luoghi, intrisi di storia e simboli identitari, in cui il Lunedì dell’Angelo non si celebra “fuori porta” o con una vacanza nelle città d’arte o con un pranzo in famiglia al ristorante, ma si resta in paese, per rievocare tradizioni secolari. Nella pittoresca Città Identitaria di Castrocielo, situata nella suggestiva regione culturale della Ciociaria, la Pasquetta assume un significato speciale grazie alla tradizione dell’Inchinata delle due Madonne, che attrae fedeli e visitatori da ogni dove. Questo secolare rituale, vede protagonisti i due paesi gemelli di Castrocielo e Colle San Magno, che anticamente costituivano una sola comunità, quella di Castrum Coeli, sulla vetta del monte Asprano, ove trovarono rifugio gli abitanti dell’antica città romana di Aquinum, sfuggiti alle distruzioni barbariche. Dopo l’anno mille gli abitanti di Castrum Coeli incominciarono a scendere a valle, chi nel versante nord, chi nel versante sud del monte, dando vita nei secoli agli odierni paesi di Castrocielo e Colle San Magno. Ma ogni anno da secoli, le due comunità che mantengono vivo il ricordo delle origini comuni, si ritrovano sul monte Asprano, per celebrare il rito dell’inchinata, evento culmine delle processioni del Lunedì dell’Angelo.

 Ovvero quando le due comunità, abbarbicandosi sui due versanti opposti del Monte Asprano, dai quali si contempla lo spettacolare panorama della Valle del Liri, conducono in processione, tra canti tradizionali e musiche, le rispettive statue delle Madonne verso la chiesa trecentesca di Santa Maria Assunta in Cielo sul Monte Asprano, al di fuori della quale, le due Madonne, incontratesi ed al cospetto l’una dell’altra, vengono inchinate. Il rito rappresenta sicuramente un momento di devozione e venerazione per la Madonna, ma è anche simbolo di protezione e speranza per la comunità riunita, che ricorda l’origine comune, sotto i sigilli mariani. Dopo l’inchinata, un breve picnic, fuochi d’artificio e giù per i sentieri, per assistere all’ormai tradizionale Coppa Palazzolo, Trofeo Terre di Aquinum, gara ciclistica categoria Juniores che ha fatto la storia del ciclismo laziale, avendo sfornato negli anni, futuri campioni d’Italia e vincitori del Tour de France.

Ma in generale la Ciociaria, regione storico-culturale nel sud-del Lazio, offre ai visitatori della settimana pasquale tanti eventi culturali e religiosi, visite guidate, buona cucina e panorami incantevoli. Meritano sicuramente una gita fuoriporta le 17 Città Identitarie del frusinate,  tra cui l’antica Aquino, anch’essa attraversata dalla Coppa Palazzolo, città d’origine di San Tommaso di Aquino, ove è possibile visitare l’antico borgo che ospita la casa dei Conti d’Aquino; Anagni, l’antica città dei papi, nella cui cattedrale è possibile ammirare la splendida “Cappella Sistina del Medioevo”; oppure Alatri, famosa per la presenza di un’acropoli preromana circondata da enormi mura di pietra, ammirabili ancora oggi, e nelle quali si apre Porta Civita e alla cui sommità si trova il Duomo di San Paolo; oppure Isola del Liri, famosa per l’unicità della sua Cascata Grande alta circa 27 metri, che ne attraversa il centro storico. Isola del Liri famosa anche per il Castello Boncompagni-Viscogliosi, è una delle poche città ad ospitare una cascata nel centro storico, unica in Italia e in ambito europeo.

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