Se andremo avanti così, questo sarà anche il futuro dell’Italia

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Con che stupido coraggio si crede ancora che i casi rimarranno isolati dopo Charlie nel 2015 e di nuovo Charlie a fine a settembre, dopo il 14 luglio, dopo Samuel Paty e l’omertoso silenzio dei cosiddetti moderati, musulmani e non, che dicono che “comunque Charlie ha esagerato e continua a farlo”?

Mentre la Francia (o meglio, una parte di essa) sta ancora cercando di riprendersi dalla decapitazione dell’insegnante Samuel Paty che aveva osato mostrare le vignette di Charlie Hebdo ritraenti Maometto, e mentre risuonano le considerazioni di Erdogan che giusto ieri attaccava la Francia di essere avversa ai musulmani e due giorni dopo che Al Qaeda ha espressamente dichiarato di attaccare gli edifici di culto cristiani, stamattina ecco l’ennesimo (forse ormai inevitabile) episodio di violenza. L’epicentro è di nuovo Nizza, che dopo gli episodi del 14 luglio forse sperava di essere andata oltre ma non è così, anzi: alle 9 di stamattina, dichiara Nice Matin, nella Cattedrale di Notre Dame nel centro città in Avenue Jean-Medecin, una donna è stata decapitata e altre due persone sono rimaste uccise, mentre una terza pare si sia trascinata a forza in un bar per poi morirvi dissanguata. Ci sono anche numerosi feriti. Diversi testimoni dicono che la polizia sia irrotta nella chiesa e abbia sparato, tanto che l’aggressore (si parla anche di un complice) è stato ferito. «L’autore dell’attentato, mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar», ha riferito il sindaco Estrosi che, intervistato da BFM-TV, è fortemente convinto si tratti di terrorismo. Ora la zona rimane transennata, mentre l’opinione pubblica attacca. Prima fra tutti Marine Le Pen: «Dobbiamo smetterla di combattere solo il terrorismo, ma rivolgerci anche contro l’ideologia che lo arma, ovvero l’islamismo.

Certamente c’è un legame con le minacce ricevute dall’estero, ma non abbiamo mai agito in modo diplomatico, per esempio contestando alla Turchia la presenza nella Nato, o interrogandoci sui nostri legami con il Qatar, che finanziano e sostegno quest’ideologia».

Il primo ministro Jean Castex ha raggiunto immediatamente la cellula di crisi organizzata dal ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, dove s’attende anche l’arrivo del presidente Emmanuel Macron. Ora il compito di definire se si sia trattato di un attacco terroristico è affidato alla Direzione Centrale della Polizia Giudiziaria e alla Direzione Generale della Sicurezza Interna (DGSI).

Nonostante l’escalation continua di attentati, c’è ancora qualcuno che si scandalizza per le vignette di Charlie Hebdo: se andremo avanti così, questo sarà anche il futuro dell’Italia. Non esiste Islam moderato.

Una donna decapitata in pieno centro nella cattedrale di Notre Dame, altre due rimaste uccise (una forse sgozzata, l’altra morta dopo essersi rifugiata in un bar per poi morire dissanguata dicendo “dite ai miei figli che li amo”). Vi ripugnano queste immagini? Reagirete ancora con un minuto di silenzio, esponendo fiori bianchi e immagini dei morti e ritornando domani a sperare che le cose non si ripetano? E come potrebbero non ripetersi, quando 48 ore fa Al Qaeda ha dichiarato di attaccare i luoghi di culto cristiani in Francia e Erdogan ha accusato Macron, contro ogni evidenza per chi ha occhi per vedere e il cervello non ottuso e intriso di ideologia buonista, di comportarsi con i musulmani come Hitler con gli ebrei?

L’Islam non è una religione moderata e per tanti, troppi aspetti non potrà mai conciliarsi con i nostri stili di vita, con la nostra cultura (ricordiamoci della Convenzione di Faro, avallata da Franceschini e l’attuale assetto tragicomico Pd-m5s che sta contribuendo a cancellare la nostra identità).

Le colpe di questi atti non li hanno solo i terroristi ma tutti coloro che difendono l’Islam e considerano normale, tra i tanti aspetti, che una donna (o bambina, tante, troppe volte) porti in testa un chador, un hijab, un burqa. Non cambia: il pezzo di stoffa è anacronistico e lontano dai nostri progetti, dalle nostre concezioni di libertà, a cui siamo giunti dopo battaglie e battaglie ormai dimenticate. O si considera forse una libera scelta l’andare a scuola sapendo che si verrà separati dai maschi, non andare in gita scolastica perché si entrerebbe in contatto con l’altro sesso? Questi sono alcuni esempi descritti sapientemente da diversi esperti, che raccontano cosa stia realmente accadendo in Francia: non da attacchi sporadici, non da uccisioni a sangue freddo, ma dall’accettazione acritica di tutto questo che fa a pugni contro ogni principio di libertà e valorizzazione del singolo.

Ma del resto a noi non manca molto per emulare la Francia: ius soli tra qualche mese, accettazione incondizionata di culture estremamente diverse dalle nostre senza nemmeno conoscerle e al contempo non salvaguardando la nostra identità.

Dire “#jesuischarlie” o dichiarare che “comunque Charlie Hebdo poteva evitare di continuare a pubblicare Maometto” è la causa che ci porterà alla sottomissione. Non i terroristi, ma il silenzio quotidiano degli stolti e il rumore, fastidioso, di chi professa integrazione a parole ma poi vive su Marte o di chi, cresciuta a pane e Chiara Ferragni, sostiene il femminismo combattendo “con gran caparbietà” battaglie per demolire statue, prendendosela coraggiosamente con i morti.

Che fine faremo? Quando alzeremo la testa?

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