Paola Gaggio artista di copertina del volume “Congiunti”

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Da qualche giorno è stato presentato a Roma, presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, il volume Congiunti, edito da Giunti. La pubblicazione conta un centinaio di artisti scelti nel panorama internazionale poiché eredi – per affinità e citazioni presenti nel linguaggio estetico adoperato– di Maestri del passato. Tra questi figura l’artista di copertina Paola Gaggio che inevitabilmente rimanda con l’opera Mawa -What’s left alla produzione del grande genio della Pop Art americana Andy Warhol. Lei stessa spiega: “Per l’opera riprodotta sulla copertina del catalogo ho utilizzato una tecnica inedita, da me definita MAWA (MAximalist Waste Art), che consiste nell’intreccio di comuni cordini porta badge di scarto, successivamente assemblati ad altri materiali di recupero, in questo caso una stoffa in lana e il coperchio di una lattina. L’idea è nata unendo la mia passione per la tessitura, una delle modalità espressive più antiche, con la volontà di voler dare nuova vita e nuovo significato ai cordini porta badge che facevo realizzare abitualmente per fiere e congressi. MAWA mi ha permesso di ripensare l’iconico barattolo della zuppa Campbell’s di Andy Warhol per indagare cosa è rimasto oggi del linguaggio della Pop Art: la tridimensionalità del barattolo è svanita e il tempo ne ha frantumato le scritte, i grafismi non connotano più la zuppa Campbell ma è come se si fossero infiltrate voci diverse, discordanti che hanno in sé solo il ricordo cromatico rosso e bianco del barattolo originario. La zuppa è stata consumata. È rimasto il coperchio, lucido, scintillante ma pur sempre solo un coperchio. Dobbiamo andare alla ricerca di nuovi contenuti, riempire un nuovo barattolo e, solo allora, scopriremo che il coperchio sarà estremamente utile: la lezione artistica di Warhol e della Pop Art non è andata sprecata”. Le operazioni dell’artista, frutto di ready- made, pur rifacendosi al passato, segnano però, nella nuova connotazione semantica acquisita, una rivoluzione totale nell’arte dove l’oggetto artistico coniuga mirabilmente comunicazione sinestetica e messaggio sociale.

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